LA SOLIDARIETA' AGLI ALLUVIONATI DE LA PLATA: IL VIAGGIO IN ARGENTINA DI FRANCO SADDI, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE SARDA "AMEDEO NAZZARI" DI BAREGGIO (MI)

da sinistra Franco Saddi, Marga Tavera Presidente della Federazione dei circoli sardi in Argentina, Cesare Meridda Presidente del "Sardi Uniti" di Buenos Aires

di Massimiliano Perlato

Parlare delle peculiarità positive del mondo dell’emigrazione sarda organizzata, diviene semplice quando fra le loro fila si annoverano personaggi quali Franco Saddi, originario di Siurgus Donigala e vero cuore pulsante dell’Associazione “Amedeo Nazzari” di Bareggio. Refrattario, timido per certi versi, sfugge le comparsate privilegiando semplicemente lavorare dietro le quinte. E se si contempla la storia del suo circolo, nato nel 1997 alla periferia ovest di Milano, lo fa dignitosamente bene. L’Associazione sarda “Amedeo Nazzari” germoglia in concomitanza alla prima edizione della Festa dei Sardi e Amici della Sardegna presso il Centro Sandro Pertini di Cornaredo. La grande idea  è focalizzata da un nutrito numero di sostenitori sardi e non, governati dal coriaceo Franco, oggi membro dell’Esecutivo della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia. Da allora, grazie all’attiva ed entusiasta condivisione degli emigrati sardi, dei loro familiari e dei sostenitori della Sardegna, sono sopraggiunti traguardi rilevanti: l’adesione appunto alla FASI, la creazione del gruppo folk di ballo sardo “Amedeo Nazzari”, la costruzione della nuova sede. Sono state organizzate tante manifestazioni ed iniziative, ma la più apprezzabile, quella che in tutta l’area metropolitana milanese conoscono, rimane l’annuale e accreditata “Festa dei Sardi e Amici della Sardegna”, giunta alla sedicesima edizione. Il sicuro successo della manifestazione è avallato dal ristorante di cucina tipica sarda, dal lavoro volontario di un centinaio di persone, dalla qualità degli spettacoli proposti al pubblico.La Festaè inoltre pretesto per caldeggiarela Sardegnanell’hinterland milanese. Ciò significa potenziare il turismo e l’esportazione di prodotti tipici, creando opportunità di lavoro per l’isola che questi emigrati dalla volontà di ferro hanno forzatamente ripudiato per mille ragioni. Ciò che fa di Franco Saddi un personaggio da rispettare, è il grandissimo senso della solidarietà che gli appartiene come Presidente. Ogni anno, gran parte degli utili della Festa Sarda, vengono consegnati a coloro che ne hanno l’ineluttabile necessità, senza per questo prioritariamente essere legati alla Sardegna. Ne è un esempio il recente viaggio di Franco Saddi che armatosi di coraggio ha oltrepassato il mare non come fa generalmente per raggiungere la sua isola, ma per oltrepassare quell’Oceano che divide l’Europa dal Sud America per sbarcare in Argentina, colpita non più tardi di qualche mese fa da una tragica alluvione che ha messo in ginocchio i sobborghi di Buenos Aires e precisamenteLa Plata, dove la presenza di italiani e sardi è cospicua. Tanti morti e moltissime persone evacuate dalle loro case. Ampio bisogno di aiuto per queste popolazioni. Anche le comunità sarde dell’Argentina si sono mosse capeggiate da Marga Tavera, Presidente della Federazione. Saddi dalla piccola Bareggio, ha voluto pensare a loro, portando dall’Italia un contributo, incontrando prima i responsabili dei circoli sardi d’Argentina al “Sardi Uniti” di Buenos Aires, per poi recarsi proprio aLa Plata, per portare un sostegno morale, oltre a quello economico, alle persone che vivono nelle aree disastrate. SuLa Plata, capitale della provincia di Buenos Aires, ad aprile sono caduti circa400 millimetridi pioggia in poco più di due ore.  “È molto difficile prevedere catastrofi di questo tipo. In questo caso si sono uniti diversi fattori. Probabilmente il servizio meteorologico non è stato sufficientemente accurato da lanciare l’allerta in tempo e le opere di infrastruttura compiute nel corso degli anni non prevedevano i sistemi di drenaggio necessari e non c’è stato modo che l’acqua potesse defluire”. Questo la Commissione nazionale della Caritas Argentina, contattate a Buenos Aires, ha spiegano a Saddi. Lo scenario che si è presentato è quello di una città in lenta ripresa dopo la devastazione più grave della sua storia. In alcuni quartieri il livello delle acque ha toccato anche due metri d’altezza e il successivo calo ha portato alla luce corpi senza vita e masserizie. La grande rete di solidarietà che si è creata attorno agli alluvionati, col contributo di istituzioni e società civile ha comunque fatto un pregevole lavoro. Nell’immediato, la popolazione si è subito attivata e il rifornimento di acqua, vestiti e alimenti è stato garantito, oltre a tutto l’aiuto che hanno dato imprese e governo.  A noi non resta che sottolineare il piccolo ma nobilissimo gesto del responsabile del circolo sardo di Bareggio, ora che i riflettori sulla vicenda si sono spenti da tempo, per mantenere alta l’attenzione e a far comprendere, che le necessità primarie per quelle popolazioni, sono ancora impellenti.

3 risposte a “LA SOLIDARIETA' AGLI ALLUVIONATI DE LA PLATA: IL VIAGGIO IN ARGENTINA DI FRANCO SADDI, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE SARDA "AMEDEO NAZZARI" DI BAREGGIO (MI)”

  1. È oramai risaputo che la rete dell‘ Emigrazione sarda nel mondo stia attraversando a proprie spese , anche finanziariamente, uno dei momenti più difficile della loro esistenza.
    Il grandioso gesto di solidarietà del Circolo Sardo di Bareggio va ad arricchire la concreta vocazione dei Circoli sardi ed il nostro continuo dare , vicino e lontano …
    Ringrazio vivamente e mi sento orgoglioso e riprendo la mia forza di lottare e di non arrendermi a decisioni calate dall’ alto o dettate da ideologie che ben poco hanno da condividere con chi lotta per la solidarietà e per farsi che prevalga l’ ideologia degli “Uomini liberi”.
    Circolo sardo Zurigo

  2. Caro Massimiliano non è che sia molto difficile prevedere catastrofi di questo tipo, in generale accadono appunto perché e le opere di infrastruttura sono state abbandonate da tempo come hanno trovato abbandonate e piene di ruggine e macchine che dovevano mantenere puliti di erbe i sistemi di drenaggio ,per questo non c’è stato modo che l’acqua potesse defluire.
    il popolo di argentina é stato molto generoso la popolazione si è subito attivata e il rifornimento di acqua, vestiti e alimenti anche le imprese hanno messo a disposizione , matterassi coperte ecc

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