ALTRA ESIBIZIONE CANORA AL CIRCOLO "SU NURAGHE" DI ALESSANDRIA: LA MUSICA TRADIZIONALE SARDA DI LAURA SANTUCCIU

Laura Santucciu di Tissi

di Pia Deidda

La sera di sabato 22 giugno, alla festa di Sant’Ignazio del Circolo Sardo “Su Nuraghe” di Alessandria, il cantante Luca Tilocca non si è presentato sul palco soltanto accompagnato dai musicisti Gianmaria Puledda, Fabrizio Figoni e Piermario Masia, ma ha riservato un posto d’onore alla bellissima voce di una giovane promessa del canto in limba sarda: la cantante Laura Santucciu di Tissi.

Laura ha sbalordito i presenti con un mix di canzoni più recenti o della tradizione canora sarda come “Carrasegare” dei Tazenda, “Como cheria”dei Bertas, “Como chi”, “Istella” e “Coros cantende” di Maria Luisa Congiu e l’immancabile “No potho reposare”.

Laura canta con la più famosa Maria Luisa Congiu e vive le piazze con lei ma, mi confessa il giorno dopo, ogni volta che va fuori dalla Sardegna le emozioni si triplicano perché vedi, e riconosci i sardi, da come ti guardano, ti ascoltano. La musica diviene un filo che li collega alla loro terra. Fa l’esempio della canzone “No potho reposare”, mentre questa non viene sempre apprezzata nelle piazze sarde, invece, senti e ti arriva l’emozione che provoca quando si canta fuori dalla Sardegna. Ed è una emozione condivisa, perché ti ritorna indietro quello che provano gli ascoltatori.

Laura se la sente come una grande responsabilità questo portare un angolo di Sardegna ai sardi che vivono in Italia. Mi dice che deve dare il massimo, non deludere le aspettative.

E non ha deluso Laura Santucciu il pubblico di Alessandria e dintorni che ha cantato in sordina, quasi timidamente, molti dei pezzi proposti.

Le faccio osservare come lei faccia parte di quei giovani delle nuove generazioni che vogliono conservare le tradizioni e mi risponde: “Io sono cresciuta in una famiglia che mi ha fatto amare con passione la cultura sarda. Ce l’ho nel sangue. Ringrazio, soprattutto, mio padre di questo. Certe volte sento però i miei coetanei distanti anni luce”.

Grazie allora anche a papà Santucciu, con la speranza che ce ne siano tanti altri in Sardegna di padri come lui.

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