MANIFESTAZIONE D'APPOGGIO AD ORISTANO SULLA ZONA FRANCA IN SARDEGNA IN CONCOMITANZA ALL'INIZIATIVA DI ROMA


di Gian Piero Pinna

A Roma una sessantina di sindaci, hanno partecipato insieme ai quattro esponenti dei vari Movimenti per la Zona franca e al presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, all’incontro col presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, per parlare dell’istituzione della Zona franca in Sardegna. In concomitanza con l’iniziativa di Roma, si è tenuta una manifestazione di appoggio anche in Sardegna. Il ritrovo dei partecipanti si è avuto a Santa Cristina di Paulilatino e da cui i manifestanti si sono recati prima alla Capitaneria di porto di Oristano, per consegnare il documento rivendicativo per la costituzione della Zona franca, poi al Consorzio industriale e alle Dogane, quindi il corteo si è spostato, nella sede della  Provincia di Oristano e dal Prefetto Giovanni Russo, per consegnare anche a loro l’istanza che farebbe partire la Zona franca in Sardegna. Abbiamo chiesto a uno dei leader della manifestazione, Antioco Patta, come sono andate le cose e se era soddisfatto dei risultati: “Abbiamo consegnato anche al Presidente della Provincia il documento, dopo averlo consegnato anche al Consorzio industriale, alla Capitaneria di porto e alla Dogana – ha sottolineato Antioco Patta – È andata benissimo, adesso incontriamo il Prefetto e anche a lui consegneremo questo documento rivendicativo, relativamente alla legge 762 , cioè sui Diritti speciali di prelievo, vale a dire la Zona franca al consumo. Eravamo centinaia e centinaia di attivisti, che formavano una colonna lunga alcuni chilometri sulla SS  131. Insomma la battaglia sulla Zona franca continua”. Nel corso della manifestazione abbiamo sentito anche alcuni attivisti che hanno evidenziato la partecipazione di molti sindaci, secondo alcuni sarebbero stati almeno duecento. Comunque, per tutti quelli che abbiamo interpellato, la manifestazione era una cosa dovuta. Luigi Demurtas, ci spiega che ”la Zona franca ci spetta da sessantaquattro anni e non l’abbiamo mai avuta. L’Isola è al tracollo, quindi, dobbiamo pretenderla perché ci sono imprese e negozi che chiudono, questa è l’unica alternativa affinché le imprese sarde crescano economicamente, in più ci sarà anche l’apporto di altre imprese da fuori, invogliate a venire ad aprire qui e quindi, a pagare le tasse qui.” Anche Giuseppe Floris, è tra i sostenitori della Zona franca e esponente di uno dei tanti movimenti che la sostengono e ci dice che secondo lui la zona franca non solo è una cosa dovuta “ma la Zona franca trova sostegno anche tra i Circoli sardi sparsi nel mondo, perché se ci dovesse essere un incremento di lavoro, sarebbero loro i primi a tornare nell’Isola. Tra l’altro, noi siamo l’unico popolo che ha più emigrati che residenti. Ogni anno sono migliaia i giovani che vanno via, perché non trovano lavoro. A noi manca soltanto che il governo italiano segnali all’Europa che noi siamo Zona franca. Tutto è stato fatto, manca quest’ultima formalità. Dal 1998, è competenza della Regione, però l’Europa, giustamente pretende che la comunicazione venga fatta dallo Stato italiano”. Molto numerosa anche la delegazione femminile, proveniente da tutte le parti della Sardegna. Rita Nughes, di Santulussurgiu, si dice meravigliata dell’apatia di tante persone, che a parole si dicono favorevoli alla Zona franca, ma quando si passa ad azioni concrete per far falere le proprie ragioni in campo politico, non si fanno vedere.

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