MEGLIO I CIRCOLI CHE GLI EDUCATIONAL: PER LA PROMOZIONE TURISTICA DELLA SARDEGNA, RIVOLGERSI ALLE ASSOCIAZIONI DEGLI EMIGRATI

foto di Salvatore Serra

di Maurizio Solinas

Ho partecipato a molti eductour o qual dir si voglia educational, ho contribuito a organizzarne fino a quando mi sono reso conto che erano perfettamente inutili e li ho combattuti, poi finalmente chi spendeva per proporli ha capito che buttava via i suoi soldi, i risultati erano miseri, non ne organizzano più. Partecipavano presidenti di cral, di associazioni varie, agenzie turistiche, giornalisti, parrocchie, ecc. Tutti contenti e ben pasciuti, riposati e sorridenti, promettenti miracoli e frotte di turisti che non vedevano altro che di godere il mare di Sardegna. Qual era il ritorno? Quasi zero! Altra spesa inutile le mitiche cene sarde per giornalisti e addetti stampa. Ne ricordo una in particolare organizzata in un hotel lussuoso con cuoco sardo di prim’ordine, cibi elaborati che avevano l’aspetto del buon prodotto dell’Isola ma il gusto”francese”, spettacolo folk, distribuzione di pieghevoli, libercoli vari e grande risalto agli hotel dei e per i ricchi. Il risultato fu un quarto di colonna con quattro dati, una piccola foto nella pagina culturale del giornale cittadino, di un giorno qualunque. Costava meno la tradizionale pubblicità. Pagava l’ESIT.

Altro veicolo di promozione turistica le “Settimane sarde”. Finché le organizzavamo noi, con molti difetti e poca spesa, i risultati erano concreti e costruttivi. Quando invece arrivarono dalla Sardegna gli specialisti, i tecnici della visibilità, i maghi dell’organizzazione, una marea di soldi, uno spreco “tanto fumo e poco arrosto”. Dopo averci perso la faccia, il tempo e anche del denaro, ci siamo chiesti chi c’è lo faceva fare e delusi e amareggiati, a malincuore, abbiamo chiuso l’esperienza. Chi ci rimise? Fate voi!

Siamo sardi: testardi, combattivi e rivendicativi. Ciò basta per non arrenderci mai. Abbiamo allargato e prolungata una piccola strada già dà tempo iniziata, quella dei gemellaggi istituzionali, alla quale si coniuga molto bene il turismo. Per non perdere il contatto con la realtà possiamo incidere aprendo un nuovo percorso di promozione per non sostituirci ai professionisti del turismo, non è nemmeno il nostro ruolo, né vogliamo diventarlo, ma rendere più attrattiva la Sardegna.

Leggiamo i giornali e gli indici delle Camere di commercio che confrontiamo con le statistiche sui movimenti passeggeri dei vettori navali e aerei, e quando qualcosa non c’è chiara, ci informiamo presso chi ha più esperienza o ci rechiamo sul posto per capire meglio il futuro turistico della Sardegna. Non vogliamo, quindi, nemmeno scoprire “l’acqua calda” nell’affermare che la situazione peggiora di anno in anno, nemmeno scoprire “l’acqua fredda” nell’affermare che l’unica prospettiva è una promozione più capillare, incisiva, convincente, puntuale, visibile e credibile, certamente anche più economica, alla portata di più tasche e non solo del portafogli dei “signori”.

Rivendichiamo però e con forza, il ruolo dell’associazionismo sardo nel mondo come il più importante veicolo di promozione della nostra Terra. Siamo noi integrati nell’organizzazione sociale, dove viviamo che possiamo dare il massimo della visibilità e con poca spesa, alle bellezze naturali, al patrimonio culturale ed economico della Sardegna. E’ più utile e conveniente, perché si raggiungono più persone, avendo più mezzi e opportunità per proporre la Sardegna fuori dall’isola piuttosto che dal suo interno. Siamo sempre noi che possiamo, invece, portare le esperienze positive d’accoglienza nel campo del turismo, del Continente in Sardegna.

 

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