ASPETTANDO LA BORSA DEL TURISMO RELIGIOSO IN SARDEGNA

Pupa Tarantini

di Gian Piero Pinna

A Cuglieri per la Settimana Santa, con un tuffo tra i misteri della Pasqua, si è chiuso l’Educational Tour di avvicinamento alla Borsa del turismo religioso in Sardegna.

Una terra la cui vocazione al sacro è mistero, identità e ricchezza spirituale 

Nella quattro giorni appena conclusa, sono state gettate le basi per rendere Cuglieri un centro propulsivo per la spiritualità condivisa e per il rispetto dell’ospite, declinato secondo i principi dell’accoglienza tipica delle genti del Montiferru, ma è stato anche il pretesto a sviluppare una forma di riflessione e meditazione pura nella ricerca di sé; con la certezza che a si ritorna perché ti conquista nell’intimo e nel profondo.

I vari appuntamenti della Settimana, hanno suscitato l’interesse anche dei responsabili della Federazione dei circoli degli emigrati sardi, che hanno trovato nell’operazione, interessanti stimoli per suscitare interesse nei loro iscritti in Italia e all’estero a rientrare nell’Isola per le occasioni più solenni, infatti, questi sono appuntamenti importanti e ricercati da chi, vivendo lontano dalla Sardegna, ritrova i suoi legami più forti nelle ricorrenze religiose dei paesi, soprattutto quelli che, come Cuglieri, conservano i propri riti inalterati nel tempo.

Gli ospiti presenti all’Educational, durante i riti della Settimana Santa, hanno visto emergere i tratti più salienti della fede della gente di Cuglieri. La processione del venerdì mattina, con il trasporto della “Contra rughe” (la Croce nera che fa da sostegno all’altra Croce, quella con il Cristo crocifisso), dalla chiesa di Convento alla Basilica di Santa Maria della Neve ne è forse l’emblema: esiste infatti un registro tenuto dalla Confraternita di Convento, al quale i giovani cuglieritani legano la loro promessa di trasportare la Croce e per esaudirla aspettano anche trent’anni; si pensi che i ragazzi che sono stati iscritti quest’anno potranno trasportare la Croce nel 2051.

Partecipazione, spiritualità, tradizione, sono sentimenti che emergono con forza e che rendono il senso di profonda religiosità del territorio, giustificando appieno la scelta di puntare sul capoluogo del Montiferru, quale depositario del progetto regionale “Anima Mundi”. Ne è convinto Giuseppe Biggio, dirigente del Servizio paesaggistico dell’ Assessorato regionale agli Enti Locali, che ha voluto seguire personalmente tutti gli appuntamenti della settimana.

Ne è assolutamente convinta Pupa Tarantini Consulente GAL Terre Shardana che, in veste di storica, ha implementato il progetto iniziale valorizzando e portando all’attenzione dei media, sfumature fino ad oggi trascurate o date per scontate, che invece rendono più completo il panorama nel quale il progetto è calato. Si pensi ad esempio alla magnifica arte della prendidura, retaggio ed eredità del passato fenicio, che a Cuglieri trova la sua massima espressione in Sardegna. Spunti interessanti, che potrebbero avere un ritorno economico rilevante ed importante nel recupero dell’identità del territorio, declinato secondo tradizioni mai perse, perché coltivate, dalle donne, all’interno delle mura domestiche. Secondo Elisabetta Mette, ricercatrice dell’Associazione Montiferru, “attraverso l’insegnamento di questa antichissima arte è possibile tramandare la storia” stessa di questa zona della Sardegna; i “nodi” come filo conduttore di un processo evolutivo che lega passato, presente e futuro.

“Tutto questo – afferma la responsabile delle comunicazioni Marinella Foddis – attraverso il processo di conferma del senso di appartenenza ai territori, porta a un consolidamento del recupero delle arti e degli antichi mestieri, alla valorizzazione dell’ospitalità diffusa e punta ad una nuova forma di turismo, emotivamente coinvolgente per chi decide di vivere un’esperienza di viaggio diversa dal solito”.

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