AD ORISTANO PRESENTATO IL PROGETTO FREGOLAB CIBO CULTURA E AMBIENTE: UN PONTE FRA LA SARDEGNA E LA TOSCANA


di Gian Piero Pinna

Nell’Aula magna dell’Istituto Comprensivo Statale n° 3 Sacro Cuore di Oristano, il Presidente dell’Associazione culturale Omphalos, Lorenzo Mori, congiuntamente al vice direttore della Coldiretti di Oristano, Salvatore Ruiu e alla Dirigente dell’Istituto Comprensivo, Pasqualina Saba, hanno presentato FregoLab, un progetto pilota finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei  Ministri  – Dipartimento della Gioventù, che vuole incentivare e stimolare consapevolezza e responsabilità nelle scelte del consumatore, al fine di promuovere comportamenti ecosostenibili e rispettosi degli equilibri e dei cicli produttivi più vicini alla natura.
“Il progetto si sta realizzando in Marmilla, territorio della Sardegna Centrale, dove si sta costruendo una micro-filiera produttiva per produrre una pasta tipica sarda, Sa Fregua, con l’utilizzo del grano Cappelli coltivato con metodi biologici – ha spiegato nell’introdurre l’argomento il presidente dell’Associazione Omphalos, Lorenzo Mori –  Le azioni messe in atto per incentivare stili di vita e modelli comportamentali sostenibili e incrementare il consumo di prodotti a basso impatto ambientale, biologici e a KmZero, si realizzeranno in collaborazione con i ragazzi delle quinte classi della scuola primaria del Sacro Cuore, le aziende, i rappresentanti del mondo agricolo e i privati cittadini. Gli strumenti metodologici utilizzati per realizzare le attività di educazione e di sensibilizzazione saranno di diversa natura: percorsi didattici attuati nelle scuole, attività formative dedicate alla valorizzazione de Sa Fregua, costituzione di un Gruppo di Acquisto Solidale. A questi si affiancheranno metodologie educative innovative proprie del mondo del teatro, che accompagnerà il progetto fornendo spunti, riflessioni e strumenti per meglio capire il legame profondo fra cultura e alimentazione. Le attività del Progetto FregoLab – ha continuato Mori – si svolgono in due regioni italiane: la Sardegna e la Toscana. In Sardegna l’area geografica di realizzazione è la Marmilla, un’area fertile e di antica tradizione agricola, dove da sempre viene prodotto un eccellente grano duro. L’altra regione coinvolta è la Toscana e in modo particolare un territorio che ha molte affinità con la Sardegna, quella della Provincia di Grosseto, che è stata riconosciuta anche come primo distretto rurale d’Europa, grazie alla vocazione per l’agricoltura, all’elevata qualità dei prodotti e alla tutela e salvaguardia dell’immenso patrimonio ambientale e paesaggistico. I ragazzi della scuola primaria coinvolti nel laboratorio – ha spiegato ancora – entreranno in stretto contatto con la terra, la semina del grano e la sua raccolta. Potranno manipolare ed esperire la matericità del grano, della farina e della fregola e la trasformabilità degli elementi (acqua, farina, chicco di grano). L’obiettivo è quello di far acquisire consapevolezza e manualità dei processi di coltivazione e trasformazione del grano oltre che nella produzione della fregola. L’attività si svolgerà in parte in un piccolo appezzamento di terra preso in affitto nel comune di Gonnoscodina, dove i ragazzi sperimenteranno le tecniche di aratura, coltivazione e raccolta del grano che si utilizzavano in passato, tutte basate sulla manualità e la trazione animale. La restante parte dell’attività sarà realizzata in un’azienda biologica situata nel comune di Morgongiori, dove i ragazzi potranno sperimentare le tecniche moderne di aratura, coltivazione e trasformazione del grano, per capirne così differenze e miglioramenti. L’attività è a carattere divulgativo ed è incentrata sull’importanza che il settore agricolo e la terra hanno nel mondo contemporaneo, con l’obiettivo di affermare un modello di consumo più sostenibile, vantaggioso e responsabile. L’attività didattica sarà incentrata sulla preparazione e rielaborazione della fregola, nel laboratorio che verrà frequentato dai giovani che dimostreranno un serio interesse sulle tematiche portate avanti dal progetto e che possiedono volontà, passione e coinvolgimento riguardo la materia didattica. Per meglio apprendere le tecniche di preparazione saranno coinvolti alcuni anziani del territorio, capaci di trasmettere ai ragazzi competenze e abilità necessarie per la produzione della fregola, oltre all’apprendimento delle ricette più tradizionali e ideazione di altre, che verrà fatta con il coinvolgimento di esperti della gastronomia”.

Ci sarà anche un laboratorio teatrale, nell’intenzione degli organizzatori, immaginato come un’attività ludico-creativa in cui sperimentare le proprie potenzialità espressive e comunicative del sé in relazione agli altri, giocando con gli elementi basilari della scrittura di scena attraverso semplici esercizi di base dell’arte teatrale, facendo entrare in stretta relazione queste pratiche con i contenuti del progetto.

L’attività artistica sarà operata da professionisti del settore teatrale e sarà volta ad elaborare artisticamente gli elementi materiali, i contenuti e le pratiche messe in opera nel progetto, con il fine di creare maggiore visibilità allo stesso, nonché di proporre una possibile  interrelazione tra cucina e arte scenica. “Mi piacerebbe che lo spettacolo si potesse tenere nella Piazza Eleonora di Oristano – ha concluso Mori – articolato come una vera e propria cena collettiva, durante la quale prenderanno forma e sapore i miti ed i riti legati alla terra, al ciclo agrario, della fertilità e della convivialità, il tutto gustando le ricette della tradizione accanto alle proposte dei giovani che parteciperanno al laboratorio di formazione”.

Entusiasta del progetto anche il vice direttore della Coldiretti di Oristano, Salvatore Ruiu, il quale ha messo l’accento sul rischio di estinzione di certe produzioni agricole, complici anche i nuovi stili di vita dettati dalla globalizzazione: “Quindi ben vengano queste iniziative – ha detto Rui – partendo dal cittadino per eccellenza che è lo scolaro, perché il bambino ha un mondo davanti e ha da costruire la sua esistenza e l’avvenire, non solo suo, ma della nazione”.

“Abbiamo aderito molto volentieri al progetto – ha detto la dirigente dell’Istituto Comprensivo, Pasqualina Saba, convinti della sua bontà. Sotto il profilo didattico, i bambini acquisiscono la consapevolezza partendo dalla curiosità. Ogni sapere, per essere tale, deve partire dalla curiosità del bambino”.

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