DON GIUSEPPE PANI HA PRESENTATO IL SUO ULTIMO LIBRO "LA GIOIA DELL'EROS" AL DRIMCAFE' DI ORISTANO


di Gian Piero Pinna

Grande successo personale per don Giuseppe Pani, alla presentazione del suo ultimo libro “La gioia dell’eros”, fatta questo pomeriggio nella  nuova caffetteria letteraria DrimCafè  in via Cagliari 316 ad Oristano. Sono state quasi due ore di vero e proprie evento letterario culturale spettacolare, con una serie di argomentazioni interessantissime che hanno tenuto  avvinto il numerosissimo pubblico accorso che a stento l’ampia sala ha potuto contenere. Tanti i temi trattati nel dialogo serrato che si è svolto tra la giornalista Santina Raschiotti e l’autore di “La gioia dell’eros”, che è partito spiegando la genesi dell’opera e come questa abbia avuto un sostanziale ridimensionamento, dopo essere passata sotto le forche Caudine di alcune persone che hanno fatto da apri pista all’opera definitiva. Brillante come sempre, don Giuseppe Pani, ha affrontato l’argomento col piglio che gli è solito, affrontando un argomento ostico, con la giusta leggerezza e competenza, derivata da una solida analisi delle numerosissime e dottissime fonti consultate. Molto interessanti le analisi fatte sull’aspetto psicologico che hanno influito sulle conclusioni fatte da alcuni padri della Chiesa su un argomento, che col passare dei secoli, invece di un’evoluzione, ha avuto una inspiegabile involuzione che ancora oggi impedisce a molti chierici di affrontare serenamente l’argomento dell’eros nella vita di coppia. L’autore ha spiegato anche come per farsi meglio capire, ha inserito nel suo saggio numerosi rimandi al mondo dell’arte, del cinema e delle canzoni, accostandoli deliberatamente a episodi della Genesi, del Nuovo e Vecchio Testamento e dei testi interpretati dai Padri della Chiesa. L’intento, con l’argomento scelto per il suo libro, è quello di raggiungere un pubblico ampio e variegato e non sorprende, quindi, una postfazione affidata a una professoressa di lettere, Luciana Putzolu e a tre studentesse: Chiara Mameli, Maria Giovanna Cidu e Angela Puddu, dell’Istituto A. Volta di Ghilarza. Inevitabili i riferimenti alla limba, alla cultura sarda e alle poesie, passando per il carnevale di Ovodda, fino all’originale commento di una pagina evangelica, attraverso una canzone, o il contributo di Chiara Masia nel campo cinematografico, ispiratrice di un brano del libro. Un saggio unico nel suo genere, scritto con un linguaggio diretto, che non “impone”, ma “propone” il suo pensiero, per un confronto con credenti e non. La gioia dell’eros. Corpo e desiderio nella Chiesa, affronta tematiche ancora tabù in alcuni contesti ecclesiali: il corpo e l’eros. “Tabù – sottolinea Don Pani – per quanti non conoscono gli sviluppi del pensiero teologico di questi ultimi quarant’anni”, e proprio per questo motivo, si stupisce per  l’assenza in molti manuali di antropologia teologica, di temi quali corpo, eros, maschio-femmina, ecc., riproponendo, invece, delle questioni che, pur classiche per il pensiero teologico, sembrano non riguardare minimamente o riguardare poco i problemi dell’uomo di oggi: “Termini come corpo, carne, atto sessuale, piacere, abbandonarsi e godimento, sono in modo inconscio o conscio, censurati nelle omelie e negli incontri diocesani e parrocchiali – dice – Si preferisce evitare accuratamente alcuni argomenti creando nei cattolici una schizofrenia evidente tra parola e vissuto”. Anche la foto in copertina di Mauro Prevete, che ritrae una coppia di ragazzi che si bacia per strada di fronte a due suore sorridenti, riassumono perfettamente il contenuto dell’opera, cioè, una visione positiva della sessualità. “Siamo figli di una cultura che ha guardato con diffidenza al corpo e alla sessualità fino ad arrivare a considerarli “disdicevoli” – spiega ancora don Pani – e per reazione, come sempre è accaduto nella storia, il nostro tempo ha esasperato l’estremo opposto. Il mito della giovinezza, del benessere e della salute, esibiti dai media attraverso stereotipati spot pubblicitari, che accompagnano l’uomo contemporaneo, portandolo a esaltare l’esteriorità, ritenuta condizione stessa di vita. Nel corpo si deve fare una distinzione – non una divisione – tra carne e spirito. Il concetto di eros, poi, costituisce una sfida per la teologia contemporanea. Per chi si volge, da teologo moralista, alla realtà sessuale, sorge inevitabilmente un difficile quesito: quello sul ruolo dell’erotismo. Si sa, infatti, che la sessualità ha tre dimensioni: relazionale, procreatrice ed erotica. Se le prime due sono state l’oggetto di molteplici riflessioni teologiche nel corso di due millenni di storia della Chiesa, la terza è stata il più delle volte occultata, o trattata con disprezzo”, queste in sintesi le argomentazioni di don Pani, nel corso dell’interessantissima serata che ha tenuto tutti appassionatamente attenti alle sue risposte.

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