STORIA D'OSTRICHE E SANTI MORI: PRELUDIO A UN GEMELLAGGIO FRA VERONA (CON IL COINVOLGIMENTO DEL CIRCOLO "SEBASTIANO SATTA") E SANT'ANTIOCO

primo accordo per il gemellaggio istituzionale (foto di Amedeo Poddi)

di Giuseppe Santoro

Una folta delegazione dell’Associazione dei Sardi “Sebastiano Satta” di Verona, capeggiata da Salvatore Pau, responsabile per i gemellaggi, con Aldo Aledda e Pier Luigi Erculiani è approdata a Sant’Antioco. Ne facevano parte i sindaci di: Colognola ai Colli (VR) Alberto Martelletto, accompagnato da Maurizio Solinas, già assessore alla cultura di detto Comune e presidente della “Sebastiano Satta”; Bovolone (gemello di Sinnai) Emilietto Mirandola, accompagnato da Adriano Bissoli consigliere delegato ai gemellaggi; Tratalias (gemello di Fumane) Marco Piras. Per Sinnai, era presente il Presidente del Consiglio comunale Giampiero Cocco. In rappresentanza di Verona il Presidente del Bacino Imbrifero Adige (34 comuni), gemello di quello sardo del Taloro, Franco Rancan. In Comune erano attesi dal Sindaco di Sant’Antioco Mario Corongiu e dall’Assessore alla Programmazione Paolo Franco Garau. Una marea di persone per assistere al primo atto di stipulazione del Gemellaggio istituzionale tra Sant’Antioco e Colognola ai Colli. Che cosa hanno in comune i due paesi? Tutto e niente. Ambedue sono circondati da un mare: il primo azzurro e pescoso, il secondo verde e ricco di grappoli dorati. Nell’azzurro, si strappa dal prato di Poseidonia la “Pinna nobilis”, essa secerne un liquido che al contatto con l’acqua coagula formando dei filamenti utili per ancorarsi al suolo, il mitico “bisso”; nel verde, si raccoglie un’ostrica gigante che non secerne nulla perché è fossile. Provate a mangiare i gasteropodi del mare di Colognola, vi rompereste i denti, duri come il sasso, un po’ stantii, hanno 30 milioni di anni, mentre quelli che arrivano in porto a Sant’Antioco di prima mattina, sono dolci e succulenti. Massi pesanti e neri, residui di antiche effusioni laviche sottomarine provenienti da sotto la crosta terrestre, dal “mantello”, significano la stessa origine dei territori. I primi abitatori vennero dal mare Mediterraneo: Nuragici, Fenici, Punici, poi i dominatori Romani, Vandali, Pisani, Spagnoli, Austriaci (sì, anche questi), Savoiardi (buoni solo nel caffelatte) e in fine nei dintorni, i pescatori “tabarchini” di origine “pegliese”. A Colognola, ricerche archeologiche svolte dai Solinas (Giovanni e Maurizio, manco a dirlo d’origine sarda) misero in luce che i primi abitatori furono paleolitici, i Musteriani; seguirono popolazioni di tutti i periodi del neolitico fino ai Gallo-Veneti, poi anche qui conquistatori: Romani, Longobardi, Spagnoli, Francesi, Austriaci e Savoiardi (sempre nel caffelatte). Ambedue i territori hanno beni culturali a iosa: nuraghi, necropoli, basilica, musei, nell’isola; pievi, chiese, ville venete e fenomeni geologici ai piedi della collina veronese. In comune anche l’economia che vede l’enologia regina: Carignano del Sulcis, rosso e selvaggio, e Soave, bianco e delicato. Pesci prelibati nelle lagune e nelle tonnare da coniugarsi con i gelati colognolesi, ma oltre a questi si sfornano pandori … da farcire con il patè di tonno…, potrebbe essere un’idea, senz’altro, meglio innaffiarli con il mirto, per la gioia dei bimbi si fabbricano giocattoli, si producono vetri e molte altre cose. Le sagre: a Sant’Antioco, per l’occasione si preparano pani speciali bianchi e lievitati detti “Coccòis de su Santu”, decorati con motivi floreali e piccoli uccelli; is coccois, si portano nella Basilica e per alcune settimane sono tenuti a ornamento del simulacro e delle reliquie del Santo; a Colognola, la più terrena “Sagra dei bisi” cioè del “Verdone nano”, varietà di pisello primaticcio, coltivato sotto i vigneti. “Lasagne con i bisi, risi e bisi, anara (anatra) con i bisi”, sono tra tante specialità gastronomiche a disposizione dei buongustai. Il sacro: Sant’Antioco è martire ed evangelizzatore, mediorientale, forse medico e di carnagione scura, esiliato e martirizzato nell’Isola sulcitana, Patrono dei sardi; San Zeno Vescovo, anch’egli molto abbronzato, da qui l’attributo di moro, proveniente dalla Mauritania, si dedicò alla conversione dei pagani, fu esorcista e autore di miracoli, è il Patrono dei veronesi e dei pescatori, quindi può essere compatrono dei sant’antiochensi. Per la cronaca Martelletto ha già invitato Corongiu a Colognola ai Colli, l’occasione potrebbe essere durante la Fiera dell’Agricoltura di San Biagio a Bovolone a fine gennaio, dove sarà allestito uno stand sulla Sardegna. San Biagio è anche il patrono dei colognolesi.

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