I 75 MILIONI PER LA BONIFICA DI QUIRRA? UN BLUFF! IN SARDEGNA NON ANDRANNO PIU' DI 5 MILIONI: UNA MISERABILE E GROTTESCA ELEMOSINA


di Pablo Sole – Sardinia Post

Claudia Zuncheddu, consigliere regionale del gruppo “Sardigna libera” è furente. Sul suo blog parla di “ennesima presa in giro” dello Stato nei confronti dell’Isola, di parlamentari sardi “creduloni e superficiali”, si chiede in quale dimensione vivano e che ruolo abbiano nel tavolo tecnico – “il tavolo dell’inganno” – cui siede buona parte della classe politica sarda “deputata a far digerire ai sardi i ‘pasti avvelenati’ decisi a Roma e secondo gli interessi di Roma”.  La pietra dello scandalo? I 75 milioni di euro che il ministero della Difesa avrebbe messo sul piatto – con l’ultima manovra di bilancio – per la bonifica di Quirra. “Tutto falso – taglia corto Zuncheddu – I 75 milioni di euro sono destinati a operazioni di bonifica non solo per i poligoni sardi, come i nostri politici hanno voluto intendere e farci intendere, ma anche per una decina di poligoni militari presenti nel territorio italiano. Spetterebbero, quindi, alla Sardegna poco più di 5 milioni di euro, paradossalmente giusto sufficienti per poter recintare le aree maggiormente inquinate del sito”. Eppure ad illustrare l’intera operazione era sbarcato a Quirra il capo di gabinetto della Difesa, Pasquale Preziosa. Al suo fianco anche il senatore del Pd Gianpiero Scanu. “All’entusiasmo, fra l’indecoroso e il ridicolo, di alcuni parlamentari sardi, anche di opposizione, che esultano e ringraziano per la bontà del governo italiano per aver promesso 75 milioni di euro per i primi tre anni destinati alla bonifica del poligono di Quirra, si aggiunge pure la paura dei nostri sindaci che ‘i soldi di questo grande sogno’ possano sfumare”, dice stizzita Claudia Zuncheddu. La polemica sollevata da Claudia Zuncheddu non si ferma all’entità dello stanziamento. L’esponente di ‘Sardigna libera’ denuncia anche le modalità con cui dovrebbero essere effettuate le operazioni di bonifica. “Confondono volutamente l’intervento di rimozione in superficie di ordigni inesplosi con la bonifica reale, che prevede la rimozione della terra sino a due metri di profondità, per circa 14 mila ettari di territorio interessato dalle esercitazioni. In tali profondità possono essersi conficcati ordigni inesplosi. Le tecniche di bonifica certificate prevedono che le montagne di terra rimossa vadano lavate e l’acqua del lavaggio venga poi conservata in appositi cassoni metallici. Per l’operazione di decontaminazione del Poligono di Quirra secondo gli studi statunitensi riferibili alle bonifiche in corso nel sito militare di Vieques in Portorico (1/3 di estensione rispetto a Quirra), non bastano 600 milioni di euro e 30 anni di inteso e delicato lavoro”. Ecco perché il consigliere regionale parla di “miserabile e grottesca elemosina”. “E’ importante che le popolazioni coinvolte in questo progetto, le amministrazioni locali e la Regione non cadano in questo inganno – auspica Claudia Zuncheddu – e facciano sentire con forza le ‘ragioni dei sardi’ e la mobilitazione delle popolazioni smascheri questa ‘elemosina’”.

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