GRANDE AMAREZZA PER LE BANDIERE DANNEGGIATE: A BRANDELLI I SIMBOLI DELL'UNITA' E IDENTITA' DEI POPOLI

 
di Cristoforo Puddu

Recentemente, trovandomi in Sardegna, ho voluto “rivedere” la struttura pubblica a cui è legato il mio primo percorso scolastico. Non nascondo la grande amarezza nel vedere i brandelli di bandiere istituzionali, vilipese e danneggiate dal tempo, che vergognosamente non sventolano più… in quel luogo preposto per l’educazione civica delle nuove generazioni.

 L’articolo 292 del Codice Penale è probabilmente sconosciuto a tanti amministratori comunali e dirigenti scolastici, ma è soprattutto la poca e diffusa considerazione collettiva ed indifferenza  verso simboli e valori di comunanza a preoccupare maggiormente. Non è certamente retorico pensare ed avere rispettosa memoria di quanti hanno lottato e combattuto, talvolta fino all’estremo sacrificio, per la dignità di popoli e bandiere.

Se questa è la condizione “estetica” delle bandiere -il degrado, come si può vedere anche dalle foto, accomuna equamente il drappo sardo a quello italiano ed europeo- non mi chiedo nemmeno in che stato possano essere le strutture scolastiche.

Il drappo de Sos Battor Moros ha un’antica tradizione la cui origine documentata risale al 1379 (1370 de facto), mentre per la leggenda è collocata nell’anno 1017 e addirittura annoverata tra le dieci più antiche bandiere nazionali.

 Il Tricolore italiano, definito dalla Costituzione della Repubblica ed adottato il 27 dicembre 1947, è onorato ogni 7 gennaio con la Giornata Nazionale della Bandiera, istituita dalla legge n° 671 del 31 dicembre 1996.

La bandiera europea, scelta dal Consiglio d’Europa nel 1955 ed adottata dal Parlamento europeo nel 1983, è costituita da “12 stelle dorate disposte in cerchio su uno sfondo blu”, e rappresenta il valore e simbolo dell’unità e dell’identità dei popoli dell’Europa.

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