ALLA PINACOTECA COMUNALE "CARLO CONTINI" DI ORISTANO, LA MOSTRA "IN COLLECTION THREE HUMANITY": IL 19 OTTOBRE L'INAUGURAZIONE


di Gian Piero Pinna

 La mostra Humanity, prodotta dal Comune di Oristano e curata dal critico Ivo Serafino Fenu, verrà inaugurata venerdì 19 ottobre alle ore 18.00, presso la Pinacoteca Comunale “Carlo Contini” in Via Sant’Antonio e rimarrà aperta fino al primo dicembre prossimo, con i seguenti orari, dal lunedì al sabato, dalle ore 10.30 alle13.00 e dalle ore 17.00 alle 19.30.

La mostra, prende in prestito il titolo della celebre e apocalittica canzone degli Skorpions del 2007, incentrata su un’umanità vittima e carnefice di se stessa, afflitta da una profonda perdita di valori, colpevole dell’inarrestabile degrado del pianeta e destinata, per sua stessa mano, all’estinzione, tanto che il testo chiude con un verso cupo e sconsolato, senza speranza, “Humanity goodbye”. Tuttavia, il sostantivo “Umanità” e il vocabolo inglese Humanity, trascendono il loro valore collettivo e abbracciano una pluralità di significati, che se da un lato identificano i caratteri essenziali e distintivi del genere umano, dall’altro evocano l’essere “contingente”, la fragilità e la precarietà del singolo, le responsabilità individuali per un disastro giocoforza globale. Di quest’immensa fragilità l’arte contemporanea ha dato conto in modo impietoso, talvolta in forme cinicamente crudeli, individuando nel corpo, nella sua ostensione e nella sua ostentazione, il luogo privilegiato: il Sancta Sanctorum del conflitto. Tutto questo perché, il corpo per il potere è, “la sede privilegiata su cui far transitare i bisogni e i desideri, processi fisiologici e metabolismi, attitudini da controllare e reprimere”. Corpo, quindi, come sede del controllo sociale e della repressione, come “carnaio di segni” e per l’arte contemporanea, segno per antonomasia.

Dopo la mostra In Collection one – La Collezione di un Sardo, con opere di Peter Belyi, Blue Noses, Oleg Kulik, Darren Almond, Robert Gligorov, Matteo Basilè, Li Wei e Zhang Huan e la mostra, In Collection two – Periferie dell’Impero, con le opere degli artisti Ale De La Puente, Maria Magdalena Campos-Pons, Carlos Garaicoa, Francis Naranjo, Paolo Bianchi e Danilo Sini , l’attitudine multietnica, polimorfa e attenta al sociale del collezionista Antonio Manca, sardo e cosmopolita, trova conferma anche nella selezione presente nella mostra, In Collection three – Humanity, terzo e ultimo tassello della trilogia In Collection. Il segno e il corpo umano segnato, sono, i protagonisti della mostra Humanity, esplicati attraverso opere di Franko B, Sandy Skoglund, Luigi y Luca, Entang Wiharso, Orlan, Wang Qingsong, Erwin Olaf, Robert Gligorov, Susan Paulsen, Nobuyoshi Araki, Matteo Basilé, Fx Harsono, Greta Frau, Nan Goldin, Daniele Buetti, Yasumasa Morimura, Chiara Dynys, Pietro Sedda, Marc Vincent Kalinka e Gregory Crewdson, tutti a ribadire, con linguaggi e accenti diversi: “Humanity goodbye. Umanità arrivederci”.

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