INTERVISTA AL MUSICISTA ENRICO CORREGGIA ESPERTO DI CANTO GREGORIANO: E' FONDATORE DI UN ENSEMBLE FORMATO DA GIOVANISSIMI CANTORI

Enrico Correggia è il secondo in piedi partendo da sinistra


di Gian Piero Pinna

Enrico Correggia, nonostante la giovanissima età, dimostra una maturità musicale veramente singolare e dopo Composizione, si è buttato nello studio di Direzione di coro al Conservatorio G.P. da Palestrina di Cagliari, ma è anche maestro di cappella presso la Basilica Magistrale Mauriziana di Santa Croce in Castello. Nel frattempo, dirige un coro maschile, fondato tra il 2010 e il 2011, che ha un repertorio esclusivamente sacro medioevale, che si ispira all’Ensemble Organum di Marcel Peres e all’Ensamble Psallentes di Hendrik Vanden e per provare si riunisce nella Collegiata di Sant’Anna a Cagliari.

Come nasce la  passione per questo inusuale tipo di musica?

Io sono da sempre stato un amante della musica cosiddetta “antica”. Il medioevo, in modo particolare, ha esercitato in me un grandissimo fascino. Ancora in pochi lo ritengono un’età buia, ma come si possono etichettare così mille anni di storia? Tra l’altro, sono anni che hanno visto fiorire le arti, la scultura, l’architettura, la nascita delle grandi Cattedrali, dei manoscritti miniati. Quelli più attaccati al pregiudizio illuminista, sono coloro che l’hanno presuntuosamente  etichettata come età di mezzo tra il grande Impero Romano e il Rinascimento e hanno, purtroppo, condizionato gli studi per troppi anni. La musica ha ricevuto lo stesso trattamento, per molti era “rozza”, da contrapporre alla perfezione cristallina di quella rinascimentale, ma nell’indagare tra le pieghe dei manoscritti, si scoprono cose interessanti, sulle abitudini di tanti uomini che secoli fa volevano semplicemente pregare nel modo che in tanti riconobbero come il più efficace: col canto. Chiaramente, trovare un coro dove fare pratica con questo genere di musica, non è semplice, però ultimamente, grazie ad alcune persone, tra le quali l’infaticabile Roberto Milleddu, il buon Luigi Delogu e l’immenso professor Baroffio, si sta creando un buon movimento d’informazioni,

Da quanto tempo cantate insieme?

Conoscevo già da qualche tempo Alessandro Abis, all’epoca cantore dei Nocte Surgentes. Ad un seminario sulla coralità Romantica (Mendelssohn e Bruckner) tenuto a Cagliari dalla splendida Ghislaine Morgan nel 2010, ci siamo ritrovati a cantare fianco a fianco e, un giorno, a pranzo, abbiamo detto: “Ma perché non facciamo anche noi un coro di musica medievale?”. Così abbiamo incluso altre persone e abbiamo iniziato ad “animare” le Messe in rito Romano Antico, presso la Basilica di S. Croce a Cagliari. Nonostante avessimo avuto delle recensioni positive da alcuni blog, soprattutto all’estero, c’era ancora qualcosa che non andava. Dopo una pausa di qualche mese, nel quale mi son messo a studiare in maniera più incisiva, abbiamo rivoluzionato l’organico. Così, ad agosto del 2011, è nata una nuova formazione, in quartetto. In quest’ultimo anno c’è stato un percorso di crescita formativo notevole, che ha portato anche all’ampliamento del gruppo. Ora siamo una decina e l’età media è di neanche vent’anni.

Lo studio quanto influisce in questo tipo di canto?

Veramente tanto: da ognuno dei miei insegnanti ho imparato delle cose diverse e complementari e un buon metodo di insegnamento può fare la differenza. Ne citerò alcuni. Ricordo le lezioni col Prof. Guido Milanese che, col sorriso, mi aveva dato i fondamenti sul canto Gregoriano, scuotendo radicalmente il mio “albero delle certezze”. Dal M° Dario Tabbia, ho imparato alcuni “trucchetti” sull’intonazione del coro che si son rivelati utilissimi. Da Julian Wilkins e David Lawrence, l’importanza della fluidità e della chiarezza nella direzione, oltre ad una certa metodicità nelle prove. Da Enrico Ruggieri il gesto tecnico e la cura del dettaglio. Da Anna Galterio la grinta e la determinazione. Ma soprattutto, devo tantissimo alla monumentale Ghislaine Morgan, che oltre a tante cose sulla tecnica vocale e sul riscaldamento, mi ha fatto capire un concetto chiave che è quello del “giocare la musica”. Come mi diceva Alvaro Vatri, l’Italia è l’unico paese al mondo in cui la musica si suona, in tutti gli altri paesi la musica si gioca ed è assolutamente vero. Cantare deve essere un divertimento per il cantore. Ho visto situazioni in cui i coristi arrivavano alle prove annoiati ed esprimevano un decimo del loro potenziale. Con Ghislaine era l’esatto opposto. Chi va da lei gioca e, giocando, lei risolve i problemi di emissione, respirazione, vocalità. Il metodo è di un’efficacia impressionante e chi lo prova non può che esserne gratificato. Alcuni mi dicono che lo studio deve essere duro e faticoso, ma per me deve essere semplicemente funzionale all’apprendimento e se si può apprendere bene divertendosi, perché non farlo, beninteso che lo studio deve essere lo stesso metodico e massiccio. Questo metodo è ciò che cerco di riproporre anche da noi e il fatto che dei ragazzi giovani seguano con attenzione un repertorio così e siano felici di cantare con noi credo sia indicativo

Chi si occupa del lavoro di ricerca?

Tendenzialmente io. Ho sempre avuto il pallino della ricerca storica e musicologica, quindi mi fa molto piacere farlo. Chiaramente, chiedo spesso consiglio a dei musicologi ben più ferrati, i quali si son sempre mostrati molto generosi e disponibili e ci hanno aiutato volentieri.

Quanto tempo e quanto studio richiede un lavoro del genere?

Non saprei quantificare. Noi proviamo generalmente due volte a settimana, con intensificazione sotto concerti o messe particolari, ma chiaramente non partiamo dal nulla. Dietro ci sono anni di ricerca, di assimilazione di concetti, di studio tecnico. Poi, naturalmente, il livello tra noi è diverso. Io e Alessandro, abbiamo indubbiamente più esperienza, ma credo che questo dia anche sicurezza agli altri che, comunque, possono usufruire dei nostri “insegnamenti” in maniera costante. Senza contare che per ogni dubbio che viene, per ogni consiglio, siamo sempre disponibili e questo, per il lavoro individuale, vuol dire tanto.

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