LEGGE STABILITA': NUOVI TAGLI AI FONDI PER LA SARDEGNA. DALLA REGIONE DURE PROTESTE: UN ATTACCO ALL'AUTONOMIA

lo sguardo nella foto del Governatore Ugo Cappellacci, la dice lunga sulla questione

redazionale Tottus in Pari

Vengono aumentati di 1 miliardo, e passano da 1 a 2 miliardi, i tagli lineari previsti dalla prima spending review per le regioni a statuto speciale. È quanto prevede un articolo della bozza della Legge di Stabilità  esaminata a Roma dal Consiglio dei ministri. L’articolo chiede un ulteriore risparmio di 500 milioni alle regioni a statuto speciale (e alle province di Trento e Bolzano) e riduce rispettivamente di 500 e 200 milioni le risorse del fondo perequativo di Sicilia e Sardegna nei confronti dei propri comuni e delle proprie province. «Non si nasconda dietro i tagli alla politica, che noi Sardi condividiamo e abbiamo anticipato, un’aggressione senza precedenti all’Autonomia». Così il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, commenta l’annuncio di nuovi tagli alle Regioni Speciali. «E quando parliamo di Autonomia – sottolinea Cappellacci – ci riferiamo non tanto agli organi politici quanto ai diritti dei Sardi che sarebbero investiti da provvedimenti che mettono sotto tiro non i costi della politica ma i servizi destinati dei cittadini. Se, come abbiamo provato in concreto siamo favorevoli a un sacrificio giusto e doveroso da parte di chi ha responsabilità politiche e ad azioni che rendano efficace ed efficiente la macchina amministrativa, quando rileviamo che la prossima istituzione che qualcuno vorrebbe tagliare è la famiglia, allora l’atteggiamento è sicuramente opposto. Tagli alla politica si – ha concluso il presidente – tagli alla società no». – «La Regione Sardegna – prosegue il vice presidente – è in prima fila nella lotta agli sprechi e nella riduzione dei costi della politica, ma non può accettare che venga umiliata l’Autonomia sarda. La nostra gente, le nostre imprese, le nostre famiglie subiscono un assedio che rischia di far precipitare la soglia di sopportabilità sociale della crisi in atto».

«Un atto gravissimo nei confronti della Regione Sardegna e di tutte le altre regioni Speciali contro cui dobbiamo protestare e prendere una posizione durissima. Ora occorre tentare tutte le vie legali ricorrendo ancora alla Corte Costituzionale per difendere i nostri diritti sul piano giuridico. Siamo davvero attoniti per questo ulteriore atto da parte del Governo Nazionale che già da tempo non dà alla Sardegna una risposta adeguata sulle risorse che le spettano in base alla modifica dello Statuto, sulla quale abbiamo già fatto azioni molto forti ricorrendo alla Corte Costituzionale, ma aggiunge anche misure dell’ultima ora con ulteriori tagli rispetto alle disponibilità esistenti per la Regione e per i propri comuni che sono tutti i giorni nella trincea contro la crisi e la disoccupazione». È quanto affermato dal vice presidente della Regione e assessore della Programmazione, Giorgio La Spisa, in merito alla Legge di Stabilità all’esame del Consiglio dei Ministri.

I nuovi tagli rappresentano «l’ennesimo agguato alla Sardegna e alle Regioni a statuto speciale». A sostenerlo è il deputato del Pdl, Mauro Pili, preannunciando una pregiudiziale costituzionale al provvedimento. Secondo l’ex presidente della Regione si tratta di «un taglio di un ulteriore miliardo, oltre 300 milioni per la sola Regione sarda, dopo quelli già inflitti nei precedenti decreti di spending review e di stabilità».

 

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