LA DONNA TRANSGENDER: DALLA SARDEGNA A LONDRA, INTERVISTA A VALENTINA DERIU


di Daniela Domenici

 

Valentina Deriu  una donna biologica,  donna per scelta, scelta perseguita con tenace caparbietà, lo è diventata dopo un lungo e sofferto cammino di transizione. Valentina è sarda doc, del nord ovest per l’esattezza, orgogliosa delle sue radici che mantiene anche nelle inflessioni quando parla sia in italiano che in inglese perché Valentina, da anni ormai, vive e lavora a Londra. Prima della transizione nella sua amatissima Sardegna Valentina era un manager di discreto successo in un campo alquanto particolare, quello dei prodotti per l’agricoltura, di cui era un vero esperto. Durante e dopo la transizione a Londra Valentina si è dovuta accontentare di lavori completamente diversi da quelli a cui si sentiva portata e, con grande coraggio, ci si è adattata dovendo fare i conti anche con la lingua, con il clima totalmente diverso da quello in cui era vissuta e con la metropoli caotica, quando di più lontano dal paesaggio e dai ritmi della sua isola. Finalmente Valentina ha, da poco tempo, coronato il suo sogno: trovare un lavoro che fosse simile a quello lasciato in Sardegna, più nelle sue corde, mettersi alla prova e farsi valere per quello che sente di saper fare ma, soprattutto, essere assunta, per la prima volta, ufficialmente come Valentina: è’ diventata sales team leader del personale di un’azienda londinese. Ma ora lascio la parola direttamente a lei:

Valentina, da poco tempo sei entrata in quest’azienda, sei stata assunta subito dopo il colloquio e aver presentato il tuo CV, raccontaci con le tue parole com’è andata e cosa fai esattamente in quest’azienda. Vorrei iniziare a rispondere alla prima domanda , cioe’ a quella riguardante il come ho trovato questo lavoro. Passeggiavo lungo la main street del quartiere londinese nel quale vivo , mentre passeggiavo davo un’occhiata alle vetrine e proprio su una vetrina di un negozio appartenente alla catena della azienda per la quale lavoro ora vidi una locandina. Si trattava precisamente di un recruitment open day per lavorare nel settore vendite, per spiegare in poche parole cosa sia un open day e’ sufficiente dire che e’ un giorno in cui le persone che cercano lavoro possono presentarsi con il proprio CV (curriculum vitae ) e affrontare un primo colloquio. Decisi di tentare anche se non avevo grandi aspettative , si ricercavano persone che avrebbero ricoperto ruoli dirigenziali nell’azienda e seppure la mia preparazione professionale e la lunga esperienza lavorativa poteva combaciare avevo paura che la lingua poteva essere un ostacolo. Io parlo e scrivo fluentemente in Inglese ma non sapevo se il mio livello sarebbe stato sufficiente per ricoprire un ruolo manageriale. Team leader e’ il primo gradino in Uk per iniziare una carriera dirigenziale qualunque sia l’ambito lavorativo. Decisi comunque di tentare, dentro di me sentivo che era arrivato il momento di mettermi alla prova nella ricerca di lavoro come donna . Fino ad allora non avevo mai provato l’esperienza di essere assunta come Valentina , venivo sempre assunta come maschietto e poi rivelavo al mio datore il mio percorso di vita spesso con effetti disastrosi come l’immediato licenziamento. Dovevo inoltre sperimentare l’effetto sulle altre persone dei cambiamenti apportati sul mio viso con alcune operazioni chirurgiche, tali operazioni si possono riassumere in FFS facial feminization surgery , sono delle procedure chirurgiche che mirano a modificare alcuni tratti somatici del viso per rendere questo quanto piu’ simile al viso femminile. Taglio e levigazione di ossa insomma a viso aperto in circa 6 ore di anestesia ed un risveglio con dolori e lividi ovunque . Questo e’ ciò che una trans è disposta a sopportare pur di non sentire sulla propria pelle la discriminazione che tante subiscono. Non sono operazioni di chirurgia estetica come alcuni possono pensare ma servono per dare una possibilità in più a chi nasce in un corpo sbagliato per adeguare il proprio aspetto. Tornando al mio lavoro quindi decisi che il mio nuovo viso doveva essere messo alla prova e così anche la mia autostima che sembrava essere cresciuta un pochino rispetto al periodo pre –op. Decisi quindi di presentarmi all’ open day e lo feci con una amica , entrai nel negozio dove si svolgevano I primi colloqui e chiesi di poter effettuare il colloquio, mi dissero che non era possibile effettuare un colloquio in quel momento , pensai “ ecco una scusa per dirmi che non sono interessati a me “  lasciai quindi il mio cv e mestamente tornai a casa. Dopo alcuni giorni ricevetti una telefonata dall’ufficio personale dell’azienda , mi fu chiesto se fossi ancora alla ricerca di lavoro e mi fu quindi successivamente offerta una data per una intervista di lavoro. L’azienda era la Maplin quella dell’open day !! WoW mi sono detta il mio Curriculum funziona ! vediamo se adesso funzionerà anche il mio nuovo viso. Andai all’intervista e improvvisamente come non mi succedeva più da lungo tempo ero serena, il mio interlocutore era un giovane manager sui 30 -35 anni, sorrideva e si preoccupava che io fossi a mio agio durante tutta la durata dell’intervista. Parlammo delle mie esperienze lavorative e delle mie conoscenze in ambito elettronico poi l’intervista si chiuse ed io rientrai a casa . Non sapevo come fosse andata ma per la prima volta avevo affrontato e condotto una intervista senza la paura che il mio interlocutore potesse valutarmi per il mio aspetto piuttosto che per le mie capacità. Pochi giorni dopo l’intervista fui richiamata dalla stessa persona e mi fu offerto il posto di lavoro come sales team leader per un lavoro a tempo indeterminato. Unica condizione il superamento di tre mesi di prova.  Questa e’ una condizione che viene regolarmente attuata dalla maggior parte delle aziende Britanniche per il personale assunto a tempo indeterminato. Il mio lavoro consiste nella gestione delle vendite nello store, in tutto ciò rientra anche il compito di gestire un gruppo di venditori, motivarli e migliorare le loro performance nelle vendite . I gradini più alti sono ricoperti dal vicedirettore (assistant store manager ) e dal direttore (store manager ).

Che tipo di ambiente è quello in cui ti trovi ora a lavorare, maschilista, misogino, omofobo o aperto e tollerante? Per quanto riguarda la seconda domanda devo dire che l’ambiente di lavoro e’ abbastanza sereno e non ho riscontrato atteggiamenti omofobi. Ad essere sincera al momento sono solo due le persone che ufficialmente sono a conoscenza del mio passato , una e’ il mio diretto superior il vice direttore e l’altra una collega con la quale sono entrata un pochino in confidenza . Per il momento nessun’altro sa del mio passato almeno a livello ufficiale … Penso che incontrerò qualche problema però dal punto di vista professionale in quanto non vedo nella squadra che devo gestire un mordente sufficiente per aumentare le vendite , e visto il mio carattere gentile non vorrei essere presa sottogamba dai miei collaboratori come mi sembra stia accadendo . Credo sia arrivato il momento di tirar fuori le unghie!

Quante persone sono alle tue dipendenze come chief leader? Quanti uomini e quante donne? Come si comportano nei tuoi riguardi? Nel mio team ci sono due donne e quattro uomini, mi hanno accolta tutto sommato positivamente. Al momento però mi sento come quei tenentini usciti freschi dall’accademia militare che si ritrovano a dover comandare un plotone dove ci son marescialli con esperienza decennale ma che in quanto subordinate devono prendere ordini da qualcuno che ovviamente non ha esperienza sul campo. Spero di aver dato una visione abbastanza chiara del mio feeling. I miei sottoposti hanno esperienza tecnica sul prodotto ma non hanno la minima esperienza di come si conduce una trattativa di vendita e qui entro in gioco io. A volte arrivano clienti che fanno domande tecniche che io non riesco neppure a capire ma fortunatamente il mio ruolo di team leader mi offre la possibilità di passarli al mio team e stare ad ascoltare. Vorrei far presente che la policy (regolamento ) aziendale in termini di discriminazione e’ davvero ammirevole . Vengono severamente condannati tutti I tipi di discriminazione e anche le donne transgender come me sono menzionate e protette. L’Inghilterra e’ avanti anni luce rispetto ad una Italia dove neppure il governo si degna di proteggere le categorie più deboli. Spero che questa intervista possa portare uno spiraglio di speranza a tutte quelle persone che come me stanno affrontando o abbiano appena iniziato un percorso come il cambiamento di sesso. Il cammino e’ ancora lungo ma tutti noi dobbiamo impegnarci a creare le condizioni affinchè chiunque rientri in una categoria sociale che possa definirsi debole debba essere protetto e non debba temere nessuna discriminazione.

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