I MISFATTI DELL'ENEL CONTRO LA SARDEGNA: MENTRE I MINATORI OCCUPAVANO LA MINIERA, I MANAGER DELL'ENEL ORGANIZZAVANO LA LOBBY DEL PALAZZO CONTRO IL SULCIS


di Mauro Pili

Il 29 agosto, mentre i minatori del Sulcis erano asserragliati a 500 metri sottoterra, i manager strapagati dell’Enel armavano le lobby contro la Sardegna a suon di dossier falsi e manipolati, pur di bloccare il progetto Carbosulcis e lasciare senza futuro i lavoratori dell’Alcoa. Questa volta non si tratta di una supposizione politica ma di un documento dei manager dell’Enel, che doveva restare segreto, inviato in quelle ore drammatiche a tutti i referenti politici amici e organi istituzionali con il solo obiettivo di denigrare e falsificare tutti i dati relativi al progetto energetico del Sulcis. Una vera e propria azione di killeraggio politico, economico e industriale messa in campo da soggetti ben individuati dell’Ente di Stato. Un’operazione maldestra giocata sulla pelle dei lavoratori e della Sardegna pur di continuare ad esercitare un’azione devastante di monopolio e ricatto sulla nostra regione.

ECCO IL DOCUMENTO RISERVATO: MENZOGNE E MANIPOLAZIONI PUR DI PRESERVARE I PROPRI INTERESSI A SCAPITO DELLA SARDEGNA

Consegno alla stampa il documento di cui sono venuto in possesso in queste ultime ore, trasmesso per le vie brevi ai massimi responsabili istituzionali, sia per quanto riguarda lo sviluppo economico che l’ambiente. Un dossier redatto nelle ore concitate di quell’occupazione mineraria con la tensione alle stelle e con l’onda emotiva che aveva portato all’intervento autorevole del Capo dello Stato. L’Enel, con il timore di vedere sottratti denari al suo bottino quotidiano di pale eoliche e speculazioni varie sulle spalle della Sardegna, metteva in moto la macchina del fango e della denigrazione di tutti i progetti che riguardavano il carbone Sulcis con cifre campate per aria e affermazioni tutte tese a rendere inattuabile il progetto di rilancio del polo carbone pulito del Sulcis.

I MANAGER STRAPAGATI DELL’ENEL E IL DOSSIER AVVELENATO

Con questo documento cala un velo pietoso su un ente di Stato che usa i metodi più biechi della speculazione pur di bloccare un progetto concorrente in grado di arginare il monopolio elettrico in Sardegna. E’ incredibile che dalla sede Enel di viale Regina Margherita di Roma tra il 29 e il 30 agosto, durante le fasi più concitate dell’occupazione mineraria, il manager delegato ai rapporti con le istituzioni abbia avuto l’input superiore di predisporre un dossier “avvelenato” per indurre Ministri e esponenti politici non solo a denigrare ma a bocciare come antieconomico e insostenibile il progetto della Carbosulcis. L’avv. Francesco Giorgianni, senior Vice Presidente responsabile degli affari istituzionali dell’Enel, direttamente dalla sua posta elettronica trasmetteva a più riprese il dossier e in alcuni casi lo stesso veniva caldeggiato su più tavoli. L’Enel agiva attraverso il suo delegato ai rapporti istituzionali per indurre esponenti politici e uomini delle istituzioni a rappresentare numeri falsi, destituiti di ogni fondamento pur di affossare i progetti sardi.

TUTTE LE CIFRE MANIPOLATE PER AFFONDARE IL PROGETTO SARDO

Dati inventati, come il costo dichiarato dall’Enel nel dossier di 400 milioni di euro all’anno per 8 anni per la centrale elettrica a fronte di costi reali di meno della metà. Tre miliardi e duecentomilioni di euro a fronte di un costo reale di un miliardo e mezzo. L’Enel, dunque, pur di screditare il progetto, in quelle ore di concitata occupazione della miniera, divulgava con nota riservata e ufficiale una cifra del tutto inventata con il solo obiettivo di far giungere ai propri referenti nelle istituzioni dati tali da far respingere il progetto a suon di dichiarazioni mediaticamente utili a proteggere l’Enel e i suoi interessi a scapito di quelli della Sardegna. Nella “velina elettrica” dell’Enel si cita la realizzazione di una nuova centrale a carbone da 660 Megawatt dichiarando un costo superiore a Civitavecchia o Porto Tolle del 30%, anche in questo caso una cifra inventata. Nel progetto Sulcis la centrale è disciplinata dal Decreto del Presidente della Repubblica del 1994 che fissa un tetto minino di 350 MW e un massimo di 450 MW. Si tratta anche in questo di dati falsi, manipolati e proditoriamente inviati nei gangli delle istituzioni con il solo obiettivo di mettere fuori gioco il progetto integrato Miniera – centrale Sulcis – cattura e stoccaggio CO2”.

LA CATTURA E STOCCAGGIO DELLA CO2: NEL DOSSIER ENEL COSTI DOPPI RISPETTO ALLA REALTA’

Nel dossier “sporco” l’Enel affronta, poi, la realizzazione degli impianti per la cattura e lo stoccaggio di CO2 per i quali, secondo il dossier, occorrerebbe investire 1,2 miliardi di euro quando invece il progetto sardo ne prevede la metà. Anche in questo caso un palese tentativo di mettere in cattiva luce il sistema integrato della miniera – centrale – cattura e stoccaggio CO2 a fronte di un costo della centrale di Porto Tolle dell’Enel di fatto uguale a quello sardo.

L’ALTRUISMO DELL’ENEL E IL DOPPIOPESISMO INDUSTRIALE TRA SULCIS E PORTO TOLLE

Imbarazzanti e vergognose le argomentazioni pseudo giuridiche sull’incentivazione. Quando si afferma che “la commissione europea aveva chiarito con ogni probabilità che non avrebbe approvato lo schema del bando” si manifesta la totale insipienza di questo dossier proprio perché se l’Unione Europea avesse “chiarito” non si sarebbe dovuta usare la formulazione “con ogni probabilità”. Appaiono, infine, sul versante Carbosulcis, davvero esaustive le considerazioni finali dove si “sottolineano i consistenti rischi dell’iniziativa, dalla parte dei ricavi per la fragilità dello schema di incentivazione e dalla parte dei costi e rischi industriali per le difficoltà estrattive connesse alla miniera ed alle incertezze legate ai progetti CCS”. Resta da domandarsi per quale motivo l’Enel si preoccupa così tanto dei costi e dei rischi industriali, per quale motivo si sente in dovere e in diritto di censurare l’incentivazione, la stessa che dovrebbe utilizzare a Porto Tolle? e per quale motivo reputa incerti i progetti legati alla cattura e stoccaggio della CO2 se sono gli stessi che deve realizzare a Porto Tolle?

PER ALCOA LA FUGA DALLE RESPONSABILITA’

Quasi a prevenire le azioni successive dei lavoratori dell’Alcoa, l’Enel apre nel dossier anti Sardegna un capitolo Alcoa dove afferma che la centrale Sulcis è antieconomica perché ha un costo della produzione di 95 euro a MWh , senza calcolare, dice il dossier, la remunerazione del capitale investito, a fronte di circa 75 euro a MWh di mercato. Dati che, secondo l’Enel, renderebbero impossibile un contratto bilaterale con Alcoa. Resta da domandarsi per quale motivo quella centrale ha costi così elevati? per quale motivo ha una così scarsa redditività? per quale motivo si scarica quell’inefficienza tutta sul sistema sardo e del Sulcis e non sull’intero territorio nazionale? E’ forse responsabilità dei lavoratori di Alcoa o dell’Eurallumina se l’Enel ha impianti inefficienti?

DALLA PARTE DELL’ENEL O DELLA SARDEGNA

Ora non si può più stare in mezzo al guado, le istituzioni e le forze politiche devo decidere da che parte stare, da quella delle falsità e dei dossier con dati contraffatti dell’Enel o dalla parte della Sardegna lesa gravemente da un ricatto che sta mettendo in ginocchio l’intera isola, dal Sulcis ad Ottana, sino a Porto Torres. L’aver perso tre anni per il progetto Carbosulcis e aver lasciato passare invano 8 mesi dalla decisione di Alcoa senza adottare un seppur minimo provvedimento sono i segnali più evidenti di un complicità grave con l’Enel. Complicità che va denunciata e perseguita senza alcuna remora, a partire dai finanziamenti di sponsorizzazione che Enel fornisce a correnti e gruppi politici che finiscono per proteggere l’ente di Stato nelle sue scorribande contro la Sardegna.

6 risposte a “I MISFATTI DELL'ENEL CONTRO LA SARDEGNA: MENTRE I MINATORI OCCUPAVANO LA MINIERA, I MANAGER DELL'ENEL ORGANIZZAVANO LA LOBBY DEL PALAZZO CONTRO IL SULCIS”

  1. se questo dato è veramente certo, siamo di fronte a un crimine vero è proprio, ad una totale falsificazione e omissione dei dati reali per favorire e dirottare gli investimenti su altre aree dell’Italia. In questo modo ci darebbero il colpo di grazia…. ma cosa c’è dietro a tutto questo, qual’è la strategia di questi personaggi senza scrupoli ? Mauro siamo tutti con te, sei il nostro ultimo baluardo rimasto all’interno del Parlamento Italiano !!!!

  2. On. Pili lei è il vero rappresentante Sardo, che guarda agli interessi dell’Isola, la ringrazio per l’amore con cui svolge il compito che noi Sardi gli abbiamo affidato a differenza di altri, che una volta superato il Tirreno si sono dimenticati il motivo per cui sono stati eletti. Io un’idea ce l’avrei……………!

  3. continuo a domandarmi:mentre Pili pone all’attenzione della stampa e di noi cittadini sardi ed italiani questi misfatti ,gli altri nostri rappresentanti che ogni mese ritirano il loro stipendio,dove sono? Cosa fanno? Un premio a chi sa rispondere.

  4. vai a vedere che abbiamo ragione Mauro….ENEL nemica del carbone…..curiosità chissà quanti sardi danno sponda…all’Enel

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