"LAVORARE SENZA PADRONI": RACCONTATA L'ARGENTINA D'INIZIO SECOLO NELLA PUBBLICAZIONE DI ELVIRA CORONA


di Elvira Corona

A dieci anni dalla grande crisi argentina, che ha avuto il suo apice nel dicembre del 2001 e che ha portato a una grande diffusione del fenomeno delle Imprese Recuperate, Lavorare senza Padroni – questi giorni in uscita in libreria – riporta le storie raccontate dagli stessi protagonisti che vissero le battaglie per mantenere i propri posti di lavoro.

Anche se molte di queste esperienze iniziarono ben prima di questa data, così come molte altre si svilupparono poco dopo, è opinione diffusa anche tra la maggior parte degli studiosi del fenomeno, che a partire dal dicembre 2001 si possa parlare di un prima e di un dopo. E anche queste storie raccolte tra Buenos Aires e Ushuaia lo dimostrano. Non si tratta certo di un lavoro esaustivo del tema, né tanto meno un saggio, e neppure si vogliono trarre delle conclusioni o proporre delle soluzioni per problemi simili, in altre parti del mondo. Le storie raccontate possono essere invece utili per offrire alcuni spunti di riflessione e punti di vista differenti su un fenomeno che ha contribuito a un cambiamento di prospettive nella società argentina.

Nonostante le numerose differenze, che rendono queste esperienze molto eterogenee, è indubbio che tutte le storie siano legate da un filo comune sempre attuale: l’importanza del lavoro e della dignità delle persone. Per capirne meglio la portata, oltre ad aver ascoltato le storie di questi lavoratori, l’autrice ha  integrato  i  racconti degli operai con alcune riflessioni sui cambiamenti della realtà argentina avvenuti durante questo decennio. Non solo le storie dei lavoratori delle imprese e fabbriche recuperate quindi , ma anche le esperienze di due giornalisti che dopo aver lavorato alla copertura dei fatti del 2001 hanno deciso di  cambiare radicalmente il loro modo di fare giornalismo. Il punto di vista di una deputata che sta attualmente  lavorando per portare davanti al Congresso argentino le istanze di questi lavoratori, e una visione internazionale del fenomeno di quello che è stato il primo presidente del Movimento Nazionale Imprese Recuperate completano il quadro. Se uno dei risultati più drammatici della crisi fu la chiusura o la svendita di numerose imprese che non riuscivano a reggere la concorrenza internazionale. La risposta della società civile fu l’autogestione: gli operai presero in mano la gestione delle fabbriche che i loro padroni, sommersi dai debiti, avevano abbandonato.

E a dieci anni dalla crisi l’autogestione in Argentina si rivela un fenomeno stabile, anzi in aumento. Un risultato che si deve alla enorme rete sociale creata dai lavoratori e alla grande solidarietà della società civile che ha legittimato le lotte.  Un modo di fare impresa che dovremmo studiare con estrema attenzione, afferma Francesco Gesualdi  – prefatore del libro e coordinatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo – perché potrebbe aiutare l’Italia stessa a trovare nuove vie per risolvere il problema occupazionale e nuove vie per gestire in maniera efficiente e partecipata beni e servizi comuni come acqua, rifiuti, sanità.

Nei primi tempi il fenomeno ha destato anche la curiosità internazionale,  per lo più sopita nel corso degli anni, forse per paura che l’autogestione venga presa d’esempio da altri paesi, con il grande rischio di mettere in discussione tutto il «sistema» che più che mai sta mostrando debolezza e fragilità.

Elvira Corona è nata a Cagliari, dove si è laureata in Scienze politiche prima di conseguire il master in Economia non-profit e Cooperazione allo sviluppo a Ferrara. Giornalista freelance, scrive per testate online italiane e latinoamericane come Unimondo.org e Alainet.org.

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