GLI ARCHI DEL FRIULI E DEL VENETO: CONCERTO ORGANIZZATO DAL CIRCOLO SARDO "MONTANARU" DI UDINE


di Maria Adelasia Divona

“La Brigata si distinse subito, nelle sue prime azioni sul Carso; e fu certamente questo che suggerì al Comando Supremo il reclutamento regionale […] E la celebrità non poteva non ripercuotersi ancor maggiormente sulla popolazione dell’Isola: in realtà, la Brigata era la sua rappresentanza armata che faceva onore. La Sardegna era dunque all’ordine del giorno della Nazione: questo non era mai avvenuto. E poiché rare erano le famiglie che non avessero uno di loro in guerra, tutta la Sardegna partecipava della commozione e dell’orgoglio che la Brigata suscitava” (Emilio Lussu, Il cinghiale del diavolo).

Queste righe danno il senso di quello che si è celebrato al Circolo dei Sardi “Montanaru” di Udine, ovvero il contributo che la Sardegna ha dato alla costruzione dell’Italia unita. L’idea di commemorare questo evento con un concerto è stata del socio Pietro Dore, che ha condotto al Circolo il quartetto “Gli archi del Friuli e del Veneto”, che ha entusiasmato il pubblico presente. Il gruppo, formato da affermati concertisti delle province di Udine, Pordenone e Venezia (Guido Freschi primo violino, Martina Ciullo secondo violino, Igor Dario viola, Riccardo Toffoli violoncello) ha proposto un programma variegato che ha riscosso il consenso dell’ottantina di persone presenti. Aperto dall’Inno di Mameli, a cui sono seguiti il preludio da La Traviata e il gran finale de L’Aida, il programma è proseguito con due letture tratte da Il cinghiale del diavolo di Emilio Lussu lette dal giovane consigliere Gianluca Chessa. Sulle ali dell’entusiasmo si sono succedute le arie di Rossini dalle ouverture de La gazza ladra e del Barbiere di Siviglia, e poi due Danze ungheresi del repertorio di Brahms. Dopo Brahms, la Presidente regionale Maria Marceddu ha introdotto il recital della poesia “Ziu Bore” del poeta Antioco Casula detto “Montanaru” a cui è dedicato il circolo, recitata con grande partecipazione da consigliere Carmelo Spiga: i tre figli di Ziu Bore morti alle porte di Gorizia erano gli stessi sardi, pastori e contadini, di cui aveva scritto Lussu e che erano stati arruolati in massa.

In chiusura di programma due famosissimi valzer di Strauss: Sul bel Danubio blu, e la Marcia di Radetzky che sin dall’inizio è stata accompagnata dal battito di mani dei presenti, come accade al concerto di Capodanno eseguito dalla Wiener Philharmoniker. I quartetto d’archi ha dedicato un’ultima sorpresa ai presenti eseguendo Dimonios, l’inno della Brigata Sassari: e allora tutti in piedi, le prime due strofe cantate con voce vibrante da Giovanni Zunnui, a cui si è unita tutta la sala fino al termine dell’esecuzione.

Grande successo dunque, e grande partecipazione di pubblico, con i saluti finali lasciati al Sindaco di Udine Prof. Furio Honsel che è rimasto al circolo per tutta la serata, ringraziando i Sardi residenti in città per la loro partecipazione alla vita sociale e civile della comunità udinese.

Questo evento rappresenta il primo di una serie di festeggiamenti per il contributo dei Sardi all’unità d’Italia, che culminerà in occasione di Sa Die de sa Sardigna con la posa del monumento in granito sardo in memoria della Brigata Sassari nell’area verde che il comune di Udine ha dedicato alla Regione Sardegna.

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