LA RIUNIONE DELLA CONSULTA SULL'EMIGRAZIONE A CAGLIARI: L'IMPEGNO DELL'ASSESSORE ANTONELLO LIORI

L'Assessore Liori con i Presidenti delle Federazioni d'Olanda (Mario Agus) e Svizzera (Francesca Fais)

dall’Assessorato al Lavoro e all’Emigrazione della Regione Sardegna

“Confermo il mio impegno per la revisione della legge che regola il mondo dell’emigrazione, ma una nuova legge non può prescindere dal contributo dei protagonisti. Perciò, mi aspetto da voi una fattiva collaborazione, anche perché ho capito che si tratta di un’esigenza fortemente sentita.”  Lo ha detto l’assessore regionale del Lavoro, Antonello Liori, durante il suo intervento davanti alla Consulta regionale per l’emigrazione, da lui presieduta nei locali dell’Assessorato. “Si tratta di una risorsa importante per la società sarda ed è necessario proseguire nel cammino intrapreso vent’anni fa, valorizzandola però in maniera adeguata ai tempi – ha proseguito l’assessore Liori – La Sardegna è la Regione che investe maggiormente nel settore dell’emigrazione, anzi dei ‘Sardi nel mondo’, come intendo ribattezzare il servizio all’interno dell’Assessorato. Non si tratta di una questione esclusivamente nominale, bensì di un nuovo modo di concepire questo importante fenomeno che ha sempre caratterizzato la nostra Isola, ma che negli ultimi decenni è decisamente cambiato ”. “Un patrimonio umano e culturale che ha contribuito a far conoscere la Sardegna in tutto il mondo e verso il quale intendo rivolgermi con meritata attenzione –  ha aggiunto Liori –  Le occasioni di incontro che ho avuto con questi Sardi fuori dall’isola mi hanno reso ancor più chiaro quanto sia buono il livello di integrazione nei territori dove si sono consolidati i circoli, vera spina dorsale di questo mondo. Questi nuclei, però, devono crescere qualitativamente per trasformarsi definitivamente, soprattutto all’estero, nelle nostre ‘ambasciate’. Perciò, sarà necessario rivisitare funzioni, regole e criteri per una migliore distribuzione delle risorse, con l’obiettivo di  premiare la qualità delle iniziative realizzate da questi avamposti sardi. Questo è il ruolo che intendo attribuirgli. La Sardegna ha storia e cultura millenaria, bellezze artistiche ed ambientali di grande pregio, qualità nei prodotti della terra e nella gastronomia, condizioni sufficienti  a fare da traino alle iniziative dei circoli, trasformando la loro attività in un valore aggiunto per lo sviluppo socio-economico dell’Isola. Così da poter valorizzare significativamente lo sforzo economico della Regione ”. “A questo proposito, seppure stiamo vivendo un difficile periodo di crisi ed i tagli siano opportuni e necessari in tanti settori, cercherò di impegnarmi, insieme alle forze politiche in Consiglio regionale, per evitare che questo mondo subisca un depotenziamento della propria operatività – ha detto Liori – Ciò detto, però, qualsiasi sarà la somma disponibile, i correttivi che intendo apportare dovranno contribuire ad indirizzare meglio la spesa, puntando su crescita, organizzazione, qualità e comunicazione. Mettendo in campo tutte le idee e le iniziative utili affinché l’impegno finanziario non si trasformi in una semplice assistenza ai sardi sparsi nel mondo, ma rappresenti un vero investimento per la crescita della nostra Isola. Cercherò  di agire anche sulla burocrazia, frequente spauracchio dei circoli, perché più facile è il sistema, più si facilita una buona spesa. Mi sento molto vicino a questi sardi che con la loro azione testimoniano un forte senso di appartenenza ad una medesima comunità, al di là delle distanze chilometriche, e che si sentono uniti da un forte sentimento identitario. Caratteristica che rappresenta la forza di questa comunità solo geograficamente lontana dall’Isola. “ Durante la seduta della Consulta regionale per l’Emigrazione, presieduta dall’assessore regionale del Lavoro Antonello Liori, i componenti hanno proposto e approvato due ordini del giorno, uno di solidarietà alla volontaria rapita in Africa, Rossella Urru, e l’altro di sostegno alla continuità territoriale.

2 risposte a “LA RIUNIONE DELLA CONSULTA SULL'EMIGRAZIONE A CAGLIARI: L'IMPEGNO DELL'ASSESSORE ANTONELLO LIORI”

  1. Mi auguro che questa nuova legge, prenda in considerazione anche le Associazioni sarde che operano già da tempo al di fuori del vecchio "sistema".
    Io non ho mai creduto che OGGI si possa perdere il senso di apparteneza e o di identità , e per questo basta fare un sondaggio attorno alle famiglie per capire che non sono necessari i "Circoli" e i "Contributi" per confermarlo…e riguardo l’assistenza ai sardi, ce ne occuppiamo spesso nel senso inverso, mettendoci a disposizione e in ascolto per e con la Sardegna.
    NOI da sempre considerati "Ambasciatori"e rete di comunicazione all’estero, non si è ancora riusciti a far funzionare le antenne di comunicazione tra i Paesi e l’Isola per un motivo evidente, ogniuno lavora per il proprio interesse.
    E del resto mi chiedo come saranno prescelti i più meritevoli, in rapporto alla spettacolarità della manifestazione o alla durata in giorni , o come si è sempre fatto sino a oggi pubbliccando articoli sui giornali che danno la manifestazione più importante di quel che si è fatto veramente.
    Il nostro unico interesse è sempre stato di far conoscere l’Isola, e il suo Patrimonio culturale fuori dall’Italia ogni giorno e occasione, e questi dovrebbero essere per tutti: gli obbiettivi Primordiali.
    Cordiali saluti
    Giusy Porru
    Presidente di Casa della Sardegna-Paris

  2. Vorrei avere la possibilità di completare il ragionamento sulla mia visione delle nuove organizzazioni… Cosi come lo riporta questo articolo, infatti sembra quasi che io voglia far chiudere i Circoli abolendo le sedi fisse per schierarmi a favore dei Circoli virtuali… Non é assolutamente cosi, bensi vorrei che la legge prevedesse entrambe le opzioni.
    Ti ringrazio per avermi seguito in quesa 2 giorni. Sono state entrambe belle occasioni, ma purtroppo sprecate… Arasole’ ha decisamente dato un’immagine del mondo dell’emigrazione poco brillante (escluse le poche eccezioni, di cui Serafina fa parte). Peccato. Eravamo troppi e tutto troppo dispersivo….

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