PROFILO DELL'INTEGRAZIONE FRA PIEMONTE E SARDEGNA NELLA STORIA: CONVEGNO ALL'UNIVERSITA' POPOLARE DI VERCELLI ORGANIZZATO DAL CIRCOLO "GIUSEPPE DESSI'"


di Dino Musa

Tra capitelli e sculture di marmo, l’Università Popolare ha festeggiato il nuovo Anno Accademico. Una cerimonia che per l’occasione si è trasferita in una delle sale più caratteristiche del Seminario Vercellese. Fotografi e videomaker hanno immortalato gli attimi più toccanti della manifestazione, che ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di autorità cittadine: Monsignor Giuseppe Cavallone, Antonio Catania, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, il Questore Gaetano Giampietro, il vice Prefetto Raffaella Attianese, Luca Pedrale, Consigliere regionale, gli assessori Carolina Piccioni, Ketty Politi e Ercole Fossale, Camillo Bordonaro e Gianni Marino, rispettivamente Presidente e vice Presidente del consiglio comunale, Fulvio Conti, vice Presidente dell’Università Popolare Biellese, Paolo Pomati, addetto stampa all’Università del Piemonte Orientale, il Tenente Domenico Sacchetti in rappresentanza dell’arma dei Carabinieri, Presenti anche i giornalisti delle testate vercellesi. Al microfono, il One Man Show Andrea Cherchi ha lasciato la parola alle autorità, per i saluti di benvenuto, per poi rivolgersi alla Presidente Paola Bernascone Cappi. La spumeggiante Professoressa ha riportato all’attenzione dell’uditorio i numeri, che suffragano il successo dell’associazione da lei presieduta, eleggendola a fiore all’occhiello della cultura vercellese: più di 400 iscritti, 150 corsi, 3.998 visualizzazione in media, al mese, su Facebook. “Affronteremo le nuove sfide culturali ma sempre con lo spirito di curiosità e l’originalità che caratterizza l’Università Popolare di Vercelli – ha rimarcato Bernascone- che mai si è configurata come Accademia, ma piuttosto come Laboratorio creativo che ha fornito e continua a fornire alla città idee, proposte che poi, a volte, altri hanno raccolto, riproposto e sviluppato facendole proprie”. Quella di quest’anno è stata una ricorrenza speciale, perché abbinata ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Per questo la Presidente ha voluto al tavolo dei relatori due ospiti: Dino Musa, Presidente del Circolo Sardo “Giuseppe Dessì” e Roberto Ibba, Dottorando di ricerca all’Università di Cagliari in Storia Moderna e Contemporanea, che ha ripercorso una delle pagine forse meno note del Risorgimento italiano, con una relazione su “Piemonte e Sardegna: tra scontro e incontro. Profili dell’integrazione”. Anche il canto e la musica hanno fatto da sfondo alla giornata: la corale S. Olimpio di Lenta si è esibita, onorando la Sardegna, in lingua locale, poi è stata la volta del coro dell’Università Popolare, diretto da Gabriella Greco, che ha messo mano al repertorio piemontese, cantando una delle melodie più note come “La Bela Gigogin”. Eseguita per la prima volta al teatro Carcano la sera di S. Silvestro del 1858, quella sera piacque tanto che la Banda Civica del maestro Rossari la replicò per otto volte. La canzone fu suonata e cantata durante la famosa battaglia di Magenta il 4 giugno 1859, nella quale i francesi del generale Mac Mahon sbaragliarono gli austriaci del generale Giulaj. Uno scrosciare di applausi ha sancito il successo della serata.

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