MA LA NUOVA CONTINUITA' TERRITORIALE PIACE AL SUO FONDATORE ANTONIO ATTILI: BENE LA TARIFFA UNICA E LE COMPENSAZIONI SONO NECESSARIE

 

Antonio Attili

di Umberto Aime – Nuova Sardegna

Il padre riconosciuto della continuità territoriale è lui: Antonio Attili, deputato degli allora Diesse dal 1994 al 1999. A quel tempo un Cagliari-Roma, prima della sua benedetta legge, costava addirittura trecentomila lire: «Ammettiamolo – ha ricordato – in quella legislatura riuscimmo nel miracolo di strappare le tariffe scontate per i residenti, cioè meno di un quarto del prezzo pieno». Oggi che è un ex dice: «Nell’insieme, la nuova continuità mi piace. La tariffa unica è una conquista. Speriamo che dia una scossa al fatturato del turismo». Poco importa che l’abbia pensata la fazione opposta, il centrodestra, perché dell’attuale assessore ai trasporti, Christian Solinas, ha stima e non lo nasconde. «Sulla carta – dice Attili – il nuovo contratto mi sembra un buon impianto. Sono curioso di vedere come finirà a marzo e nel frattempo dico alla Regione di vigilare su quanto fanno le compagnie. Io le conosco bene e so che dentro Meridiana e Alitalia i furbastri ci sono». Tutto questo e altro ancora Antonio Attili ha detto al convegno organizzato dall’Associazione degli ex consiglieri regionali su «Trasporto aereo e insularità». Col presidente dell’Enac, Vitto Riggio, era lui uno dei relatori di punta, ma alla fine Riggio è stato trattenuto a Roma da una convocazione urgente a Palazzo Chigi, secondo una nota dell’ufficio stampa dell’Ente. Così Attili la ribalta se l’è presa tutta. «Sulla continuità del futuro – ha detto – ho solo qualche dubbio sul fatto che i sardi la debbano pagare per tutti. Non può essere che lo Stato non ci metta un euro. Nella Finanziaria del 2007 (giunta Soru) la Sardegna è stata troppo ottimista nell’accollarsi sanità e trasporti. E visto che il Governo non ha rispettato i patti, mentre noi sì, e adesso quell’accordo sulle Entrate va rivisto in qualche modo». Fra ricordi e attualità l’ex deputato ha messo in piazza un’altra sua certezza: «Smettiamola con il valzerino delle compensazioni sì o no a favore delle compagnie. Con la tariffa unica per tutti, quello che ora vogliamo, oggi è impensabile l’arrivo di un vettore in Sardegna senza la certezza di avere un ristoro economico. Prima potevano contare sul doppio regime, residenti e non, adesso non più e non possiamo pensare che in giro ci siano benefattori». Parole che Massimo Deiana, presidente di giurisprudenza e padre della continuità futura, ha sfruttato per dire: «C’è troppa gente che gira con numeri a capocchia, per dimostrare l’indimostrabile. La verità è un’altra: le compensazioni sono una necessità, dobbiamo soltanto riuscire a scaricare sullo Stato una parte di quei cinquantotto milioni». Sarà un’impresa.

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