LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO "L'AMORE DEL FIGLIO MERAVIGLIOSO": L'ANTROPOLOGO BACHISIO BANDINU OSPITE DEL CIRCOLO "MONTANARU" DI UDINE

da sinistra: Carmelo Spiga, Bachisio Bandinu, Domenico Mannoni.

di Maria Adelasia Divona

Sabato 19 novembre al Circolo “Montanaru” di Udine il consigliere Carmelo Spiga ha presentato in presenza dell’autore il romanzo di Bachisio Bandinu L’amore del figlio meraviglioso (Maestrale, 2011, € 16). Presenti la coordinatrice del nord est Maria Antonietta Deroma, il Sindaco di Udine Furio Honsell, l’assessora alla gestione urbana Gianna Malisani ed alcuni consiglieri comunali, insieme ad una cinquantina di soci del Circolo Montanaru, friulani e sardi di prima e seconda generazione interessati a conoscere di persona l’intellettuale, molto noto come saggista, ma alla prima prova come romanziere.

Il romanzo ruota intorno ad un interrogativo costante: come coniugare il rispetto dei luoghi e della tradizione, rappresentato dal protagonista, il capraro Priamo Solinas, con lo sviluppo economico che genera ricchezza senza la salvaguardia di una cultura rappresentato dall’espansione turistica raffinata portata in Costa Smeralda dall’Aga Khan?

La storia si dipana a partire dall’incontro tra il principe e il capraro avvenuto nel 1963: il primo vuole comprare la terra dove sorge lo stazzo di Priamo, quest’ultimo non vuole vendere, perché legato affettivamente alla terra dei padri, alle sue capre e al suo mondo, e perché timoroso di sottoporsi al giudizio espresso dalla sua comunità. Il principe lo convince dunque a una permuta: terreni fertili a valle e 600 milioni di lire. Lo scambio dei terreni consente a Priamo di superare il senso di colpa suscitato dall’idea di vendere, e da qui inizia il “miracolo” economico che sconvolge la vita della famiglia Solinas.

Il figlio primogenito Battista, che studia a Milano e che prepara la tesi di antropologia sul tema del paradiso artificiale che sta nascendo in Costa Smeralda, in contrapposizione alle antiche tradizioni galluresi. Andrea, il secondogenito, che porta avanti gli affari di famiglia ma non quelli dei terreni e delle capre, bensì i nuovi interessi legati al turismo emergente. E Caterina, ventenne poco istruita e “morsa dalla tarantola” che seppellisce le sue origini per integrarsi nella nuova realtà di figlia del miracolo economico, e intorno alla quale si sviluppa la trama del romanzo. Sullo sfondo Grazia, la moglie di Priamo, figura raccontata con affetto dall’Autore, perché esemplificativa del carattere delle donne sarde (tema già trattato nel suo saggio La maschera, la donna, lo specchio, Spirali, 2004) e del loro fondamentale ruolo di mediazione, che in Grazia si esplicita nella sua capacità di tenere insieme i fili del passato nello stazzo e del presente del “miracolo”.

Da buon antropologo, Bandinu (che nel 1980 aveva già scritto il suo primo saggio sullo sviluppo della Costa Smeralda, a cui ne sono seguiti altri due) usa la narrazione per raccontare come la famiglia e i suoi membri reagiscono al passaggio dalla cultura antica e tradizionale rappresentata dallo stazzo periferico di una zona impervia della Gallura al turismo più raffinato e in villa di Porto Cervo. Due le immagini che contraddistinguono questo passaggio: da un lato il momento in cui la ruspa batte sul tetto dello stazzo, distruggendo un universo affettivo, vitale e culturale appartenente da generazioni a Pietro e alla sua famiglia; dall’altro il momento rappresentato dalla morte di un noto DJ nel “regno dell’eterno paradiso” della Costa Smeralda e di Porto Cervo, dove non c’è un cimitero perché la morte on è prevista nell’immaginario del regno artificiale.

A conclusione della presentazione, l’Autore ha affermato che, se nei saggi precedenti si era mostrato molto critico e aspro nei confronti di uno sviluppo turistico elitario che poco spazio ha lasciato ai Sardi, oggi è molto più possibilista sul suo ruolo e sugli effetti che questo può produrre, a patto che i Sardi, come già sta accadendo, si riprendano la gestione del proprio territorio. Il pubblico in sala ha potuto intervenire con numerose domande, a cui Bandinu ha continuato a rispondere anche durante il buffet.

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