STRAORDINARIO SUCCESSO PER LA MOSTRA "IL POPOLO DI BRONZO" SULLA CIVILTA' NURAGICA A CONCOREZZO IN BRIANZA, ORGANIZZATA DAL CIRCOLO "SARDEGNA" DI MONZA

il momento dell'inaugurazione della mostra

di Angela Demontis

Il Popolo di Bronzo, la fortunata Mostra realizzata dalla Provincia di Cagliari grazie al lavoro di ricerca curato da Angela Demontis, che ha illustrato, ricostruito ed esposto a dimensioni reali gli abiti, le armi e gli utensili dei Bronzetti nuragici, varca per la prima volta i confini della Sardegna per essere esposta fino al 13 novembre nella Sala di rappresentanza del Comune di Concorezzo, in provincia di Monza Brianza, con l’organizzazione del Circolo Culturale Sardegna di Concorezzo – Vimercate –Monza in Brianza,. Esposta per la prima volta nell’aprile del 2010 al Museo Archeologico di Cagliari, la mostra – in seguito diventata itinerante – ha toccato diversi comuni sardi (Capoterra, Pula, Barumini, Quartu S. Elena, Sinnai, Ozieri, Pattada, Teti, Ghilarza, ecc.), con grande successo di pubblico.  Visitata in Sardegna da più di 40 mila persone, la mostra potrà da domani essere visitata – e sicuramente apprezzata – anche dalle comunità degli emigrati sardi della zona. L’esposizione intende proporre una possibile ricostruzione di armi, abiti, accessori e utensili nuragici, realizzati con i materiali e antiche tecniche di lavorazione, basata sulla rigorosa osservazione dei bronzetti. L’uso di tali materiali in epoca antica è avvalorato da citazioni storiche che ne testimoniano l’impiego. Proprio lo studio del piccolo “esercito” di bronzo ci fa vedere come dovevano essere abbigliate le persone in epoca nuragica. L’attenta analisi delle statuette di bronzo ha consentito l’acquisizione di informazioni sul gusto estetico, sull’articolazione sociale e sui mestieri di una società che veniva a contatto con diversi popoli dell’area mediterranea e che da questi contatti e confronti culturali acquistava e proponeva a sua volta stimoli importanti per la crescita e lo sviluppo delle diverse etnie. Tutti gli elementi esposti in mostra sono stati studiati e riprodotti riportando a proporzione “umana” i particolari visibili sui bronzetti. Oggetti particolari come i cappelli femminili in vegetali intrecciati, le armi di bronzo massiccio, il vaso in terracotta, le acconciature, arco e frecce, gli elementi di legno, sono stati realizzati da esperti artigiani dei relativi settori. Alcuni pezzi, come per le spade a lama larga e i pugnali ad elsa gammata, sono le riproduzioni di modelli esposti al Museo Archeologico di Cagliari: la spada di Oroè e il pugnale di Santadi sono stati modellati dall’Autrice prima in argilla e poi “trasformati” in bronzo da un esperto fonditore col metodo di fusione a cera persa. L’autrice della mostra ha poi confezionato personalmente, e cucito a mano, tutti gli abiti di lana e lino, le corazze di cuoio dei guerrieri, alcuni elementi dell’armamento di legno e rame.   Ogni personaggio è accompagnato dal proprio pannello esplicativo, una sorta di “carta d’identità”, completo di testi (italiano, sardo, inglese), foto del bronzetto preso in esame per la ricostruzione, disegno con lo studio del costume intero e a colori. La mostra completa è composta da tre sezioni illustrate da pannelli didattici: la prima parte informa sulla “moda” antica nel Mediterraneo e in Sardegna; la seconda parte riguarda i 10 personaggi coi loro pannelli esplicativi; la terza parte descrive i materiali e le tecniche come l’arte della tessitura, la concia delle pelli, la lavorazione del legno, i metalli e l’argilla.

Una risposta a “STRAORDINARIO SUCCESSO PER LA MOSTRA "IL POPOLO DI BRONZO" SULLA CIVILTA' NURAGICA A CONCOREZZO IN BRIANZA, ORGANIZZATA DAL CIRCOLO "SARDEGNA" DI MONZA”

  1. I bronzetti sono una preziosa testimonianza della grandezza passata dei nostri ascendenti di 5000, di 4000 e di 3000 anni fa. Andrebbero studiati più a fondo nelle scuole di ogni ordine e grado. Ed anche il bel libro di Angela Demontis dedicato all’abbigliamento di quei nostri antichi Padri ne costituirebbe un ottimo strumento di studio. Son contento che adesso varchino le sponde del Tirreno. Complimenti anche per l’articolo. Albix

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