ROSSELLA URRU, COOPERANTE DI SAMUGHEO RAPITA IN ALGERIA: DIETRO IL SEQUESTRO C’E’ L’ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA DI “AL QAIDA”

Rossella Urru

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Una cooperante sarda, Rossella Urru, e due volontari spagnoli sono stati rapiti nel sud dell’Algeria in un campo di profughi saharawi. Uno degli ostaggi spagnoli sarebbe stato ferito durante l’incursione. Nessuna rivendicazione del sequestro è arrivata. Tuttavia il Fronte Polisario, il movimento che si batte per l’indipendenza del Sahara occidentale (annesso dal 1975 al Marocco) e che gestisce la tendopoli dove lavoravano i cooperanti, ha immediatamente parlato di “grave azione terroristica” e puntato il dito contro l’Aqmi, il braccio armato di Al Qaida nel Maghreb, così come hanno fatto fonti mauritane. Questo cartello del terrore, in cui sono confluiti salafiti e sanguinari islamisti della guerra civile algerina, da tempo si è specializzato nel sequestro di occidentali nel deserto del Sahel. Nelle mani dell’Aqmi si troverebbe da sette mesi anche Maria Sandra Mariani, una turista fiorentina rapita nel febbraio scorso. La Farnesina, attraverso l’unità di Crisi e l’ambasciata italiana ad Algeri, ha immediatamente attivato tutti i canali necessari, chiedendo il silenzio stampa, ed è in stretto contatto con i familiari della donna e con il Cisp, il Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli, l’organizzazione di cui Rossella Urru era rappresentante tra i rifugiati saharawi. Ventisette anni, originaria di Samugheo, in provincia di Oristano, appassionata d’Africa e studiosa del mondo arabo, era l’unica italiana presente nel campo profughi, dove lavorava da due anni. Assieme a lei sono stati rapiti la cooperante spagnola Ainhoa Fernandez de Rincon dell'”Associazione amici del popolo Saharawi” e Enric Gonyalons dell’organizzazione spagnola Mundobat. Gli uomini armati sono arrivati nel campo di Rabuni, nella provincia di Tinduf: provenivano – secondo quanto ha potuto ricostruire il Polisario – dal Mali. Durante il sequestro, oltre al cooperante spagnolo, avrebbero ferito anche il guardiano del campo. Finora gli integralisti islamisti non avevano mai compiuto azioni del genere nei campi di profughi del Sahara occidentale. “Al Qaida nel Maghreb islamico”, sigla comparsa per la prima volta nel 2006, opera sopratutto nel Sahel, una striscia desertica poverissima abbandonata dai governi centrali e che taglia i diversi paesi dell’area. E’ in questa terra di nessuno che i sequestratori sono scomparsi con i loro ostaggi. Forse riprendendo la strada da cui erano arrivati, ovvero quella del Mali. Il padre, comandante dei Vigili Urbani di Samugheo, e la madre in casa aspettano notizie. L’unico a parlare con i giornalisti è lo zio materno, Mario Sulis. L’uomo racconta che Rossella, da alcuni in anni in Africa, era rientrata a Samugheo un mese fa per partecipare al matrimonio di un parente. 

2 risposte a “ROSSELLA URRU, COOPERANTE DI SAMUGHEO RAPITA IN ALGERIA: DIETRO IL SEQUESTRO C’E’ L’ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA DI “AL QAIDA””

  1. ADIOS ROSSELLA.
    Ma cosa credete di ottenere la medaglia al valore? E poi anche che se l’avrete?????????
    BASTA CON QUESTI VOLONTARI APROFESSIONALI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Il volontariato non deve avere scopo di lucro ma pur nonostante molti ci credono ancora. La vita è la cosa più bella che ci abbia potuto offrire DIO. Basta con queste persone mandate allo sbando da un paese all’altro. Sono persone non preparate e non pubblici ufficiali.
    Non sono preparate a:
    Esercitare la professione di medici e di infermieri.
    Non hanno attestati di corso di prevenzione anti-terrorismo.
    Non hanno contatti tramite ufficiali A.I.S.E.
    Non sono in grado di salvaguardare la propria sicurezza figuriamoci quella degli altri.
    Per andare in posti come l’Africa occidentale bisogna conoscere, studiare e avere informazioni circa l’andamento socio-politico-economico 24 su 24 Hr. Contatti e informazioni, conoscere benissimo la lingua del posto (francese, inglese, arabo e lingua Hausa che è una lingua appartenetnte al guppo delle lingue afro-asiatiche con un numero di parlanti madrelingua stimato in Africa tra i 25 milioni, e altri 15 milioni che lo usano correntemente come seconda lingua ESEMPIO (AVETE MAI SENTITO PARLARE FRA DI LORO I VUGUMPRA’? NON PARANO ARABO MA PARLANO CODICE FACENDOCI PASSARE PER FESSI TRANNE ME), è uno degli idiomi più parlati al mondo. È diffuso soprattutto in SENEGAL, NIGERIA, NORD DEL NIGER, BENIN, BURKINA FASO, CAMERUN, CIAD, SUDAN, CONGO, ERITREA, GANA & TOGO. Lo hausa standard letterario si basa sul dialetto di KANO. Si mescola alfabeto latino (boko) con quello arabo (ajami). Ad esempio: dogon yaro = ragazzo alto; doguwar yarinya = ragazza alta.
    Poi adesso gli islamici sono tutti dico tutti estremisti e sono bravi a nasconderlo; a noi occidentali ci odiano. Io lo so ma voi quando tra loro si parlano non capite niente essendo LORO molto bravi anche a recitare.
    Un giorno due semplici cittadini del Cairo incominciarono a parlare sembrava che parlassero di cose di tutti i giorni mentre poi stavano dicendo che volevano farci saltare il cervello, un mio collega stava giocherellando con un loro figlio. Tutti me compreso non saremmo riusciti a fuggire. Li abbiamo presi rivolti con la faccia a terra e ammanettati insieme alle loro mogli le quali donne per loro sono considerate animali per proliferare. VOI NON SAPETE MANCO COSA STIA ACCADENDO ES. ORA IN MAROCCO c’è un movimento chiamato 25 febbraio. DOCUMENTATEVI PRIMA GRANDI EROI!!!!!! Voglio ricordare che GINO STRADA inpartisce corsi triennali prima di accettare la gente da lui e sono tutti infermieri o medici O GENTE INFORMATISSIMA.

  2. ROSSELLA URRU. COOPERANTE
    COOPERANTE CON CHI?
    VERGOGNATEVI FATE SPENDERE SOLDI E METTETE A REPENTAGLIO LA VITA DI POVERI INNOCENTI QUALE ROSSELLA.
    Chi vuole rispondere al mio pensiero ha tutta la libertà di farlo africani compresi. Si perché la povertà in Africa c’è ma non ho mai visto un africano occidentale senza un COMPUTER, I-PHONE anche se vivono in baracche e nella sporcizia. La peggiore parte sono i sultani i quali mandano i propri ufficiali a violentare le donne e bambini nei villaggi; gli indigeni del Sudan non predicano l’Islam e i sultani vogliono imporglierlo invece di farli vivere in libertà! DOCUMENTATEVI, DOCUMETATEVI!!!!! Ruholl?h Mu??af? Mosavi Khomeyni è stato la rovina di tutto. Sporco, schifoso malato mentale e terrorista.
    Le attuali rivolte popolari in Tunisia, Egitto e Albania, pur trattandosi di paesi prevalentemente mussulmani, o, nel caso albanese IL KANUN CON COPERTURA MUSSULMANA, già teatro in passato di guerre civili basate sullo scontro tra religioni, sembrano oggi motivate tutte, almeno prevalentemente, da questioni economiche e sociali. E’ vero che nei quattro Paesi del Mare nostrum in cui le rivolte sono iniziate c’è una forte componente islamica che può far scivolare ognuno di questi Stati in situazioni simili a quelle dell’Iran, dove la cacciata dello Scià Reza Pahlevi, inizilmente ben vista dai benpensanti e dagli opinion makers occidentali, portò al potere nel 1979 l’AYATOLLAH Khomeini e gli sciiti. O come quella dell’Iraq, prima utilizzato dagli americani nel conflitto contro l’Iran, negli anni ’80, e poi con il despota, mussulmano ma in un regime più laico rispetto alle teocrazie del Medio Oriente, Saddam Hussein, che aveva addirittura un vice Primo-ministro cattolico caldeo, come Tareq Aziz, e poi finito in una complessa "convivenza" tra sciiti, sunniti e curdi. Le ingerenze esterne occidentali, spinte da motivazioni economiche e strategiche più che dalla dichiarata benevola intenzioni di esportare la democrazia, non hanno mai avuto risultati positivi. Non è successo in Iraq e Iran, né in Afganistan (dove gli arabi di Al-Quida beneficiarono dello scontro giocato nella regione tra Stati Uniti e Unione Sovietica) nè tanto meno in Libano, dove prima delle ingerenze russo-siriane e americano-israeliane convivevano tranquillamente ben 18 confessioni religiose diverse.

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