PRESENTATO A CABRAS IL PROGETTO INTERREGIONALE PER LA VALORIZZAZIONE DEGLI ANTICHI MESTIERI DELLA TRADIZIONE ARTIGIANA


di Cristoforo Puddu

Presentato a Cabras -alla presenza di autorità regionali, locali e rappresentanze artigianali- il bando del progetto interregionale “Valorizzazione e recupero degli antichi mestieri”. L’iniziativa, di tutela alle tradizionali attività artigianali, coinvolge ben nove Regioni; l’adesione sarda era stata definita con una delibera di Giunta del dicembre 2009 e il finanziamento derivato dal Por Sardegna Fondo Sociale Europeo 2007-2013. “Antichi mestieri” interessa i principali settori artigianali d’importanza culturale secolare e i preziosi prodotti di tessitura, di ceramica, della lavorazione del ferro, del legno, del corallo e del comparto agro-alimentare realizzati con esclusive metodologie tradizionali. Dal rilancio degli antichi mestieri, attraverso percorsi formativi teorici e pratici rivolti principalmente a giovani disoccupati ed inoccupati, si auspica la creazione di nuova occupazione da coniugare “con le attuali esigenze del mercato”. Lo sviluppo dell’artigianato, che già nell’antichità aveva creato oggetti di elevata elaborazione tecnica e necessari alla vita quotidiana, ha contribuito e incentivato in modo determinante al progredire di città e commercio; si ricordano i vasi dei centri di Corinto e Samo, le stoffe e i tappeti di Mileto o la vasta produzione di manufatti d’uso ordinario (compresi oggetti e beni di lusso) diffusi in area mediterranea da fenici, cretesi e minoici. La produzione artigianale, anche nel mondo greco e nell’antica Roma, determina ricchezza, sviluppo commerciale e diventa un primario “elemento propulsivo del sistema economico”. Successivamente l’attività artigianale si diffonde all’interno dei monasteri, delle botteghe e nascono le corporazioni di mestiere che, come nel caso della città di Firenze, favoriscono un complessivo sviluppo sociale e stimolante espansione tecnica-qualitativa nella creazione di prodotti artistici. Ora nell’era tecnologica dei computer, attraverso il progetto “Antichi mestieri” e nel segno della radice tradizionale del lavoro, si cerca -sostengono all’assessorato regionale del Lavoro-  di “far partire un nuovo modello di sviluppo per la nostra Isola”.     

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