I DATI DEI PRIMI SEI MESI DEL 2011: -25% DI ARRIVI NEI TRE PORTI DELL'ISOLA. ANCHE LA "FLOTTA SARDA" VIAGGIA MEZZO VUOTA


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Effetto placebo. La Scintu riesce nel miracolo di abbattere il caro tariffe. Ma come una sirena un po’ racchia vista da vicino il suo canto non ammalia più. E mostra più di una ruga. L’ammiraglia della Flotta sarda in queste due settimane ha viaggiato mezzo vuota. In 15 giorni il traghetto della flotta autarchica ha trasportato 10mila passeggeri e 3500 auto. E Scintu diventa un po’ il simbolo di una stagione disastrosa per i turisti che arrivano in traghetto nell’isola. I dati dei primi 5 mesi dell’anno danno un calo di presenze all’Isola Bianca del 22%. Meno 130mila passeggeri. I numeri confermano per giugno il trend disastroso. Meno 25%. I dati che arrivano dalle prime due settimane di viaggio della Scintu non sono entusiasmanti. Dal 15 giugno al 31 sono arrivate 7mila persone, più o meno 470 a viaggio e 2300 auto. Scintu può portare 800 passeggeri per volta. A partire dalla banchina di Golfo Aranci sono stati in 3070, più o meno 200 a viaggio, una percentuale di riempimento sotto il 30%. Ma l’esperienza della Flotta sarda, costo al giorno di 50mila euro per traghetto, non si può considerare un flop. Un risultato lo ha ottenuto. Tutti i prezzi dei biglietti, anche degli armatori privati, sono calati. Se il pollicino Flotta sarda annaspa, anche i giganti del mare, i grandi armatori privati viaggiano con una percentuale di riempimento che oscilla intorno al 75%. E che il momento sia complicato non lo nasconde neanche il presidente dell’Autorità portuale del nord Sardegna, Paolo Piro. «I dati non lasciano margine a un grande ottimismo – dice Piro -. I primi 5 mesi dell’anno segnano un trend molto negativo per tutti e tre i porti. E anche i dati di giugno sembrano non discostarsi». L’effetto Flotta sarda è servito solo in parte a sollevare una situazione al tracollo. I prezzi dei biglietti sono calati, ma con molta lentezza. In realtà lo sconto si ha solo per le tratte dalla Sardegna verso il continente. Immutato il costo per chi cerca di arrivare nell’isola. Anche a Porto Torres si vive l’affanno di una stagione nera. La Tirrenia, dopo un avvio negativo, in queste settimane è in ripresa, ma rimangono molte incertezze. La Grimaldi chiede maggiore sostegno da parte della Regione per le attività di marketing e di promozione dell’isola in Spagna. La Grimaldi collega Porto Torres con Barcellona. Ma per capire a fondo il collasso del sistema si deve guardare la crescita verticale degli arrivi in aeroporto, in modo particolare di turisti italiani. Il Costa Smeralda ha dati di crescita a due cifre. Un boom di arrivi. Impossibile trovare un’auto a noleggio. Perché arrivare in aereo e prendere in affitto una macchina costa meno di un biglietto del traghetto. Ma la grande crisi comincia a contagiare altri settori. Calano i consumi, almeno a sentire chi produce e trasporta le merci. Le associazioni degli artigiani hanno avuto un crollo delle richieste del 50%. Per gli autotrasportatori, già stroncati dal caro tariffe, gli ordini sono sprofondati a meno 70%. Imbarcare un semirimorchio su un traghetto di un armatore privato costa oltre 700 euro. Il trasporto di un carico dalla Sardegna alla penisola viene pagato a un autotrasportatore 500 euro. «Il segno che l’economia turistica dell’isola va al minimo e si consuma meno – spiega Angelo Carta, il presidente dell’associazione “Sardegna in movimento”, che mette insieme oltre 100 padroncini -. Il sistema produttivo e quello dei trasporti è vicino al collasso e davanti a noi c’è un altro baratro. Da settembre la flotta sarda non ci sarà più e la Sardegna rischia di rimanere intrappolata in mezzo al mare senza più speranza».

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