MEETING INTERNAZIONALE DEI GIOVANI DISCENDENTI DI EMIGRATI SARDI: LE PAROLE DELL'ASSESSORE FRANCO MANCA


di Massimiliano Perlato

Franco Manca il 5 novembre 2009 è stato nominato Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale della Giunta regionale, presieduta da Ugo Cappellacci. Cagliaritano, ha 60 anni. ha conseguito la laurea in Scienze Politiche presso l’Università degli studi di Cagliari con il massimo dei voti e un master in Business Administration.

Assessore, 130 giovani da tutto il mondo sono qui in Sardegna con che obiettivo? Il nostro programma è quello di ripensare al mondo dell’emigrazione. Come obiettivo principale ci siamo posti l’intenzione di riorganizzare e trovare nuovi contenuti, nuovi percorsi per implementare tutto quello che di positivo il mondo dei circoli e delle Federazioni ha fatto. Le nuove generazioni sono qui per imparare a conoscerci e a conoscersi. E le Federazioni devono mettere a loro disposizione l’esperienza maturata negli anni.

Cosa porteranno dentro di loro questi giovani, una volta che lasceranno l’isola? Avranno un cuore che pulserà per la Sardegna. Questo Meeting è un punto di partenza e devo ringraziare le Federazioni per aver avallato questo progetto, garantendo così un nuovo percorso da tracciare per costruire un nuovo modello organizzativo.

Ci sono altre urgenze nel dialogo Istituzioni – Sardi Emigrati? Assolutamente si ed è la legge del 1991 che regola l’attività del mondo dell’emigrazione sarda organizzata. Sono troppo i vent’anni che sono trascorsi se si relazionano ad un mondo che è completamente trasformato rispetto a quattro lustri fa. La legge va ripensata e riveduta. Capitalizziamo e valorizziamo il patrimonio che il mondo dell’emigrazione ha creato in tutto questo tempo ma dobbiamo mutare. L’emigrazione è cambiata e le esigenze pure. La Regione Sardegna sta facendo grandi sforzi per essere un soggetto utile all’emigrazione. Lo dimostrano le risorse che ogni anno vengono messe a disposizione: cifre importanti che non hanno eguali in Italia. Risorse che i circoli devono utilizzare al meglio senza mai perdere di vista il principio della solidarietà.

Come muoversi a riguardo? Dobbiamo ripensare ai numeri: rifletto sui 122 circoli sparsi in giro per il mondo. Forse troppi visto che di alcune realtà non si hanno notizie. E le risorse destinate alle attività: bisogna rivedere i contenuti culturali ed uscire da certi stereotipi ed aggiornarsi con elementi nuovi magari legati all’attualità della letteratura, della cinematografia e delle scienze. E poi perché non pensare anche ad una nuova formula di circolo. Magari senza una sede definita visti i costi degli affitti che sono una voce effettivamente rilevante nei vari bilanci. Si potrebbe ponderare l’ipotesi di una formula virtuale di circolo ove fra soci si comunica via web per poi ritrovarsi nelle occasioni in cui si organizzano manifestazioni culturali.  E poi le sette associazioni di tutela che sono nate in un contesto storico che non esiste più. Sono eccessive. Occorre urgentemente riorganizzarle.

Cosa vuole evidenziare a questi giovani? Sicuramente che oggi in Sardegna, il fenomeno dell’emigrazione è purtroppo ancora attuale. Ma allo stesso tempo siamo diventati anche terra di immigrazione. La popolazione sarda continua ad invecchiare e la società sta diventando sempre più multiculturale. Abbiamo creato una Consulta dell’immigrazione e questi due mondi possono trovare spunto per dialogare per una sorta di “villaggio globale sardo”. Riflettiamo su questo.  

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