SARDEGNA, ISOLA DEI CENTENARI CON IL PROGETTO AkeA: GRANDE SUCCESSO AI CIRCOLI DI PAVIA E BAREGGIO CON LA CONFERENZA DEL PROF. LUCA DEIANA

Immagine del circolo "Logudoro" di Pavia. Da sinistra: Gesuino Piga, Luca Deiana e Filippo Soggiu
Immagine del circolo "Logudoro" di Pavia. Da sinistra: Gesuino Piga, Luca Deiana e Filippo Soggiu

di Paolo Pulina

Sabato 28 maggio a Pavia e il giorno dopo a Bareggio il prof. Luca Deiana ha esposto davanti ai soci dei due circoli sardi delle due città lombarde i risultati del progetto di ricerca “AkeA” (così denominato dalle lettere iniziali dell’espressione “A Kent’Annos” – a cent’anni! – con la quale in tutta la Sardegna  si usa  augurare lunga vita).

Luca Deiana, Ordinario di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università degli Studi di Sassari, responsabile di “AKeA”, con il suo gruppo di ricerca dal 1997 studia il fenomeno della longevità in Sardegna, regione nella quale sono presenti costantemente 22 centenari in vita ogni 100.000 abitanti.

All’ interno dell’équipe di lavoro i diversi specialisti svolgono compiti ben  precisi. I demografi si  preoccupano di  richiedere agli Uffici Anagrafe dei Comuni i documenti  (certificato di nascita, di residenza o di già avvenuto decesso) relativi ai centenari nati in Sardegna e ricostruiscono gli alberi genealogici della famiglia cui i centenari o supercentenari appartengono.  Dal canto loro,  i medici e i biologi  compilano una  cartella clinica per ogni centenario individuato,  che viene sottoposto a prelievo di sangue (per identificare i biomarcatori della longevità) se accorda  il consenso scritto; successivamente il campione viene utilizzato sia per analisi biochimico-cliniche che per la ricerca di proteomica (la proteomica consiste nell’identificazione sistematica di proteine e nella loro caratterizzazione rispetto a struttura, funzione, attività, quantità e interazioni molecolari), di metabolomica (la metabolomica è lo studio sistematico delle uniche impronte chimiche lasciate da specifici processi cellulari) e di biologia molecolare.

A cura del gruppo di ricerca AKeA a tutt’oggi  è stata raccolta la certificazione (ad Okinawa in Giappone,  o presso qualche setta religiosa in Canada o  in altre località non vengono date  le inconfutabili, in quanto  controllabili, informazioni genetiche e antropologiche che sono invece  pubblicamente rese trasparenti   dagli studiosi della popolazione sarda) di oltre 1900 centenari, tra vissuti e viventi in Sardegna,  e ciò è stato possibile consultando sia gli archivi dei Comuni,  che riportano certificati a partire dal 1886, sia gli archivi parrocchiali i quali consentono di attingere a documenti risalenti fino al 1500.

I ricercatori del gruppo AKeA, che  dispongono di un “Laboratorio mobile della longevità” arredato ed equipaggiato con strumenti analitici per indagini biochimico-cliniche, sono impegnati a studiare, presso ciascuno dei 377 Comuni della Sardegna, non solo  i centenari ma anche i novantacinquenni, i novantenni, gli ottantenni ed una popolazione di controllo.

Luca Deiana informa che entro breve tempo si avrà la certificazione di oltre 2000 centenari.  Tra questi  ci sono 7 supercentenari (oltre 110 anni)  nati in Sardegna: Antonio Todde, nato a Tiana (Nu) il 22 gennaio 1889 e morto a Tiana  il 3 gennaio 2002 (età 112 anni e 346 giorni); Giovanni Frau nato a Orroli (Ca) il 29 dicembre 1890 e morto a Orroli il 19 giugno 2003 (età 112 anni e 172 giorni); Pasquale Frasconi nato a Luogosanto (Ot) il 12 novembre 1893 e morto ad Aglientu il 16 marzo 2004 (età 110 anni e 125 giorni); Giuseppa Spolitu Sanna nata a Berchidda (Ot) il 12 settembre 1883 e morta a Berchidda il 16 ottobre 1993 (età 110 anni e 34 giorni); Teresa Cesarini nata a Cagliari il 19 giugno 1894 e morta nel Lazio il 16 gennaio 2005 (età 110 anni e 215 giorni); Giuseppina Deidda nata a Birori (Nu) il 25 gennaio 1900 e deceduta a  Birori il 03 gennaio 2011 (età 110 anni e 343 giorni); Scodina Vitalia nata a Serrenti (Ca) il 14 febbraio 1901 e vivente a Roma (età 110 anni e più giorni….).

In definitiva, la Sardegna è fra le zone al mondo in cui è più alta la percentuale di persone che  hanno raggiunto un’età superiore al secolo. Mentre però nel resto del mondo si registra  un uomo centenario per ogni sei donne centenarie, in Sardegna si ha una  proporzione di due a uno: quindi un centenario per ogni due centenarie. Nella zona montagnosa centrale della Sardegna, dalla Barbagia all’Ogliastra, si arriva quasi alla parità; e la percentuale di chi, nell’isola, ha compiuto almeno cento anni è in continua crescita.

A chi gli chiede che cosa c’è di speciale in Sardegna, il prof. Deiana spiega i “segreti”: la Sardegna è “l’isola dei centenari” (formula di cui vuole con legittimo orgoglio mantenere il brevetto)  per il patrimonio genetico dei sardi e per le condizioni di vita nell’isola. In sintesi, geni collaudati (lo studio demografico delle linee di longevità  delle famiglie, quindi dei cognomi, ha permesso di  verificare  la presenza di centenari in vita in numero più elevato in certi cognomi rispetto ad altri cognomi di famiglie che non hanno mai registrato un centenario), ambiente non inquinato, alimentazione sana (la dieta dei centenari, a base di prodotti genuini e ricchi di antiossidanti, è una dieta particolare, simile in parte a quella mediterranea, ma diversa nei rapporti di quantità tra carboidrati e sostanze proteiche), coriacea identità  socio-culturale e antropologica (i centenari hanno una forte identità, sono molto attivi, hanno equilibrio, pensano positivo, sono credenti e hanno fiducia nella vita: si comportano insomma  come se non dovessero morire mai e, in quanto archivi viventi di un lungo passato, sono gratificati da grande considerazione sociale) sono caratteristiche che rendono unica la terra sarda e che favoriscono  il raggiungimento di questi eccezionali livelli  di età.

Il prof. Deiana in chiusura ha anche ricordato che tra i centenari  sardi non è infrequente il favismo; spesso essi sono anche portatori sani della mutazione della beta-talassemia; quasi sempre hanno superato  la malaria, che in Sardegna era endemica fino al 1950. L’essere riusciti a fronteggiare e a sconfiggere queste tre patologie li ha sicuramente selezionati nella “gara di qualificazione” volta alla conquista di straordinari record di longevità.

Il progetto AKeA, iniziato, come si è detto, nel 1997 e presentato ufficialmente nel febbraio 2002, è noto a livello internazionale:  vede la collaborazione del Max-Planck Institute for Demographic Research, Rostock, Germania, e della Duke University, North Carolina, USA, è stato oggetto di articoli da parte delle più prestigiose riviste (“National Geographic”, “Science”, “Time”) ed è stato analizzato in  trasmissioni delle più importanti reti televisive (BBC, prima televisione della Svizzera, Raiuno, Superquark). È infine da dire che il progetto AKeA è stato scelto dalla Regione Sardegna per rappresentare l’Isola alla mostra, organizzata nel 2011 al Vittoriano, a Roma, in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Forte di tutte queste credenziali, il prof. Luca Deiana è stato accolto con grande calore e simpatia dai soci del circolo sardo di Pavia (presieduto da Gesuino Piga) e di Bareggio (presieduto da Franco Saddi). In entrambe le occasioni Filippo Soggiu (attuale presidente onorario della FASI, Federazione delle Associazioni Sarde in Italia) ha  ricordato che, durante la sua presidenza FASI, ha potuto verificare la particolare sensibilità di Luca Deiana nei confronti dei problemi degli emigrati sardi allorché è stato interlocutore istituzionale  del mondo dell’emigrazione sarda nella veste di Assessore del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna.

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