LA F.A.S.I. E "FRATELLI D'ITALIA": LO STRAORDINARIO CATALOGO DELLE OPERE PER CELEBRARE CON LE IMMAGINI IL 150° DELL'UNITA' NAZIONALE

l'opera di Paolo D'Altan compresa nel Catalogo
l'opera di Paolo D'Altan compresa nel Catalogo

di Tonino Mulas

Il progetto “Fratelli d’Italia” è nato dall’idea ambiziosa di inserire nel mondo dell’emigrazione nel quadro delle manifestazioni per “Italia 150” partendo dall’assunto che esso rappresenti tutt’altro che una componente marginale dell’evoluzione storica della nazione e che quindi lo si possa a buon diritto considerare un fenomento eloquente per interpretare il divenire nel tempo dei diversi aspetti che hanno finito per caratterizzare l’attuale configurazione statuale e la moderna immagine culturale del nostro Paese. Ci pare di poter sostenere che il modello del cittadino contemporaneo acquisti una valenza di peculiare attendibilità proprio in una visione che stringa inestricabilmente il momento originario delle profonde e solide radici autoctone dell’individuo destinato a emigrare e il momento della sua realizzazione esistenziale dovunque essa si determini. Un cittadino perciò costituzionalmente più ricco in facoltà di giudizio e comprensione grazie alla molteplicità della sua prospettiva. In noi sardi non residenti, infatti, la Patria è un’incarnazione sinteticamente duplice. Putzolu in una bella vignetta ci ricorda e proclama per tutti: siamo Italiani e siamo Sardi. In significativa sequenza: siamo e Sardi e Italiani e Europei e cittadini del mondo. Questa peculiarità ci ha indotto a festeggiare il 150° con i nostri concittadini italiani ovunque residenti: a Sassari, a Trento, a Melbourne o a Bruxelles. In ogni luogo raggiunto dal nostro migrare ci siamo fatti portavoce e interpreti della nostra millenaria cultura, delle radicate tradizioni regionali, mantenendoci comunque orgogliosi della nostra identità di Sardi e Italiani. Se la nostra mostra ha ricevuto la partecipazione di circa milleduecento opere ciò è dipeso proprio da questa peculiarità. Le opere ricevute narrano di un’Italia, ancora incompiuta e non priva di problemi; la Sardegna emerge per le tradizioni, la bellezza, i sacrifici e la generosità dei suoi figli e per il coraggio che può esprimere rappresentando interessi particolari che sono comunque condivisibili e comuni a tutti. La tradizione federalista e indipendentista sarda ci ha abituato a non dare per scontata l’unità d’Italia che si profila per noi come un obiettivo da raggiungere compiutamente indipendentemente dal modello politico che si possa o voglia adottare . L’unità che per noi sardi ha rappresentato in origine l’ennesima occupazione si è tradotta successivamente in una speranza per un felice percorso di sviluppo. A seguito del tradimento di questo sogno la Sardegna ha visto emigrare troppi dei suoi cittadini. Gli artisti in definitiva hanno descritto una nazione giovane e ancora imperfetta, ma con alle spalle secoli di civiltà. Cultura e arte che costituiscono la sua vera e unica ricchezza. Restituiremo ai nostri fratelli all’estero le opere ricevute avvalendoci della struttura dei circoli sardi nel mondo. La manifestazione da noi promossa in collaborazione con la Regione Sardegna ha ricevuto il positivo consenso generale. La mostra, di cui è stato fatto il catalogo, è lo specchio, verrà presentata in tutte le regioni d’Italia. La documentazione prodotta dall’intera operazione, che inizialmente in via prevalente era destinata alla circuitazione nei circoli, è stata richiesta con vivido interessamento dai principali Istituti storici del Risorgimento, dai musei della memoria, nelle città simbolo della storia unitaria e dai principali capoluoghi di regione e provincia. “Fratelli d’Italia” con l’alto patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri si impone all’attenzione generale come una delle pochissime iniziative dedicate al 150° anniversario dotata di un proficuo profilo didattico e divulgativo, e come tale sarà una delle manifestazioni più replicate. Questo esperimento è pienamente riuscito e ribadisce la funzione della FASI di farsi portavoce della Sardegna, della sua cultura e della generosità dei suoi figli nei confronti dei fratelli d’Italia di cui questa mostra è l’ennesimo tributo d’affetto e appassionata condivisione.

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