LA POESIA SATIRICA IN SARDEGNA: ANTOLOGIA DEI GRANDI POETI IN LINGUA SARDA


di Cristoforo Puddu

La satira è quel genere letterario che, in una piccante amalgama di umorismo, ironia, sarcasmo e comicità carnevalesca, si caratterizza per la particolare riflessione su politica, religione e società; rivela “coloritamente” le verità sui potenti di turno e  veicola posizioni alternative su temi di rilevanza collettiva. La satura, forse caso unico per un genere della letteratura, registra addirittura  un pronunciamento della Corte di Cassazione (sentenza n. 9246/2006)  che ne dà una chiara definizione giuridica: “E’ quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene.” La satira ha radici nell’Antica Grecia e originale genere nella letteratura latina; apprezzata poesia giullaresca nel Medioevo ed arte teatralmente diffusa nel Rinascimento; largamente impiegata dai filosofi illuministi, per contrastare  “i dogmatismi della religione e i privilegi dei nobili”, è attualmente forma di umorismo e di comicità per bersagliare criticamente i modi di vita e atteggiamenti dei protagonisti della vita pubblica.

 Anche la Sardegna conta una ricca tradizione poetica, a specificità satirica, che l’editore Della Torre propone nella nota collana “I grandi poeti in lingua sarda”. La poesia satirica in Sardegna (antologia a cura di Franco Carlini con scritti di Giulio Angioni, Francesco Casula, Franco Fresi, Salvatore Tola) ha avuto origine dagli Atti del Convegno “La poesia satirica in lingua sarda dal Settecento ad oggi”, tenutosi a Vallermosa nel dicembre del 2005. Il curatore Carlini, evidenziando il lavoro organico e di ricerca, segnala l’avventura “alla scoperta, o riscoperta, di una letteratura sommersa” in grado di rappresentare un’operazione culturale  con profondi “momenti di riflessione”. La relazione di Angioni scava sull’aspetto antropologico, costruendo una premessa ai lavori di Casula, Tola e Fresi che, rispettivamente e con competenza, si occupano della poesia satirica di area campidanese, logudorese e gallurese. Casula propone la classica e arcinota composizione “Sa scomuniga de predi Antiogu arrettori de Masuddas”, la poesia satirica cagliaritana (Pintor Sirigu, Bacaredda, Canelles), quella dei poeti di Villacidro (Cogotti, De Linas-Cadoni, Manno e Salvator Angelo Spano), dei vari Saragat, Pau, Cocco, Cannas, Moi, Lobina, Marcialis e diverse autrici (Mundula Crespellani, Muscas Aresu, Ferraris Cornaglia) ed improvvisatori; Tola attinge allo stimolante patrimonio letterario logudorese de “sos mazores” (Pisurzi, Mele, Murenu, Mossa, Mereu), a quello dei vari Cocco, Tola, Pirisinu, Caddeo, Canu, Anonimo di Nule, Migheli, Dessanay, agli “attuali” Marteddu, Cuccureddu, Fiori, Princivalle, Ilieschi e l’immancabile alta poesia del grande estemporaneo Remundu Piras; Fresi, partendo dalla lirica “Notti d’ea” di Don Gavino Pes, ripercorre l’interessante poesia satirica in gallurese attraverso una composizione di autore Anonimo e le opere di Don Bernardino Pes, di Préti Migal’Andria, di Orecchioni di Luogosanto e Mannoni di San Pasquale. Tutte le composizioni in limba, accomunate da un originario atteggiamento e sentimento critico, hanno la corrispettiva traduzione in italiano.

(La poesia satirica in Sardegna, AA.VV., Edizioni Della Torre, Cagliari, 2010, euro 12,00)

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