REVOCATI I DECRETI DI GENNAIO, ORA SI LAVORERA' ALLA TARIFFA UNICA: CONTINUITA' TERRITORIALE, TUTTO DA RIFARE (MA NON PRIMA DEL 2012)!


di Annalisa Bernardini *

Il ministero revoca i decreti sulla nuova continuità territoriale: si punta alla tariffa unica per sardi e non. Più tempo per la continuità territoriale. Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha infatti revocato i decreti emanati a fine gennaio per poter studiare una continuità che più risponda alle esigenze della Sardegna. Ma la strada da percorrere è lunga e secondo le prime stime, per la nuova continuità bisognerà aspettare un altro anno. Solo qualche giorno fa il presidente della Regione Ugo Cappellacci aveva inviato una lettera al ministero per chiedere proprio la revoca o almeno la sospensione dei provvedimenti normativi adottati da Roma. E la risposta non si è fatta attendere, come confermano le poche righe diffuse ieri dagli uffici di viale Trento. «Il ministero dei Trasporti ha accolto la richiesta della Regione riguardo alla revoca dei decreti sulla continuità territoriale», si legge in una nota. Con il provvedimento, inoltre, Matteoli ha anche disposto la proroga delle vecchie regole sulla continuità territoriale aerea sino all’emanazione di un nuovo decreto. Di conseguenza si torna indietro al 27 gennaio, con tariffe agevolate soltanto per i sardi residenti nell’Isola. Regione, Enac e ministero dovranno ora sedersi attorno a un tavolo e delineare il nuovo quadro normativo all’interno della conferenza dei servizi, che Cappellacci dovrà convocare quanto prima. Sarà poi la Sardegna a dover proporre lo schema di decreto al ministero. Esattamente quanto successo con i decreti oggi revocati. Il regime rimasto in vigore appena 18 giorni (anche se non ancora applicato) è stato contestato soprattutto per la questione tariffaria. «L’obiettivo della Regione», sottolinea l’assessore regionale ai Trasporti Angelo Carta, «è quello di arrivare a una tariffa unica, uguale per tutti i passeggeri, per i sardi e non». Il decreto “pasticciato” del ministero si basava sul lavoro svolto dal precedente assessore ai Trasporti, ma prevedeva ancora due tariffe differenziate: una per i sardi e una per gli altri cittadini. L’unica novità era uno sconto di pochi euro per i residenti. «La Regione adesso vuole garantire una continuità territoriale da e per la Sardegna senza alcuna discriminazione tra i cittadini», aggiunge Carta. «Solo questo garantisce lo sviluppo alla nostra industria turistica e dà pari dignità ai nostri cittadini». Per l’assessore è cioè inspiegabile che un sardo che vuole andare a Roma o a Milano debba ancora mostrare i documenti per prendere un aereo, da cui dipende, mentre un qualsiasi altro cittadino, ma anche uno straniero, può muoversi liberamente senza mostrare alcun documento prendendo semplicemente un treno. «Finché non avremo libertà di movimento come quella che hanno gli altri italiani, la Sardegna rimane sotto sequestro». A essersi battuto per la tariffa aerea unica è sempre stato il deputato Pdl Mauro Pili, che aveva anche proposto sul tema un’interpellanza al Governo, firmata da 100 deputati. E oggi plaude al provvedimento. «È positivo che Regione e Governo abbiano accolto la nostra battaglia sulla tariffa unica», commenta. «E credo che se si riuscirà a raggiungere l’obiettivo sarà un risultato di valenza storica per la Sardegna: con l’ideazione di un ponte quasi fisico con il resto del Continente». La vera incognita adesso è quella dei tempi, di quando, cioè, potrà entrare in vigore la nuova continuità territoriale. «Lavoreremo alacremente ma non credo che riusciremo a chiudere la partita prima dell’estate 2012», precisa ancora Carta. «Ci sono da superare molti ostacoli, come le trattative con Bruxelles e con lo Stato per le risorse da impiegare. È un lavoro duro ma ce la metteremo tutta». Più ottimista Pili, che chiede alla Regione «di convocare subito, nelle prossime settimane, la conferenza dei servizi per elaborare una nuova proposta» e invita anche il Governo a ridurre i tempi al minimo indispensabile. Ovvia la soddisfazione espressa dai molti emigrati che vivono fuori dalla Sardegna e seguono gli sviluppi sulla continuità territoriale. Oggi, infatti, i sardi non più residenti non hanno alcuna agevolazione e ricevono un trattamento uguale a qualsiasi altro cittadino europeo. «Finalmente una buona notizia», commenta Tonino Mulas, presidente della Federazione delle associazioni sarde in Italia. «Da tempo diciamo di essere favorevoli alla tariffa unica perché questo favorisce anche il turismo e serve per uscire dalla crisi della Sardegna». Molte sarebbero infatti le disdette arrivate da molti emigrati nell’ultimo periodo proprio in seguito al rincaro dei biglietti aerei. Ma per risolvere davvero il problema, per Mulas bisognerebbe affrontare anche la questione della continuità navale, dove «quest’anno i prezzi sono cresciuti anche del 100%».

* Unione Sarda

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