DIVENTA D.O.P. ANCHE IL CARCIOFO SPINOSO SARDO: VIA LIBERA DELL'UNIONE EUROPEA


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Il carciofo spinoso di Sardegna diventa un prodotto Dop a tutti gli effetti. L’ufficialità dall’Ue è arrivata con la pubblicazione sulla Gazzetta europea. Sin dal momento della sua iscrizione nel Registro delle denominazioni d’origine protette, il carciofo poteva godere della protezione transitoria che consentiva la commercializzazione come Dop solo sul territorio nazionale. Ora, invece, il riconoscimento vale in tutti paesi europei. La produzione del carciofo spinoso in Sardegna varia dalle 105 alle 126 tonnellate ogni anno grazie a una superficie coltivata di mille ettari (è di 11 mila quella dedicata a tutti i tipi di carciofo) e circa 7 mila piante per ettaro. Sono invece una trentina le aziende che lo coltivano, soprattutto nel Sassarese, ma anche in provincia di Cagliari e del Medio Campidano. «Adesso possiamo dire di aver concluso una procedura che per troppi anni era rimasta bloccata», ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Andrea Prato. «Si tratta di un primo ma fondamentale passaggio per valorizzarne la produzione, proteggere la sua specificità da abusi e imitazioni». Con questo riconoscimento le produzioni a marchio di origine (Dop e Igp) in Sardegna arrivano a sette: Agnello di Sardegna Igp, Pecorino Sardo Dop, Fiore Sardo Dop, Pecorino Romano Dop, Carciofo spinoso di Sardegna Dop, Zafferano di Sardegna Dop, Olio extravergine di Sardegna Dop. «Un segnale positivo in un mare di grande difficoltà per il comparto», ha aggiunto il presidente di Copagri Ignazio Cirronis. «I problemi rimangono ma almeno potremmo valorizzare questo prodotto tipico della nostra terra». La coltivazione, inoltre, è importante per i tanti imprenditori che dopo la chiusura dello zuccherificio di Villasor hanno deciso di iniziare una nuova produzione. «I coltivatori di bietole ora coltivano carciofi», ha spiegato Gigi Picciau presidente di Confagricoltura. «Ma questo fa parte di una programmazione generale dell’agricoltura che ci dice su cosa puntare in base anche alle richieste del mercato. Per questo serviranno nuovi fondi e una parte arriveranno dalla legge 15 che ha destinato 3,5 milioni per l’agricoltura». Per il presidente di Coldiretti, Marco Scalas, quello del carciofo «non è il settore più grosso ma contribuisce a dare linfa vitale all’economia sarda».

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