LA POESIA PREMIATA AL CONCORSO "CANTUS, CONTOS E RIMAS" DI MARACALAGONIS SCRITTA DAL PRESIDENTE DEL CIRCOLO "DELEDDA" DI PISA

nella foto l'autore della poesia, Giovanni Deias
nella foto l'autore della poesia, Giovanni Deias

di Giovanni Deias

la poesia che è stata premiata alla 1^ edizione del concorso “Cantus, Contus e Rimas” di Maracalagonis (CA), organizzata dall’Associazione Culturale Hamara.
L’incipit di questa poesia: ho combattuto il fuoco dal C 130 per tanti anni ma non mi era mai capitato di attraversare un territorio distrutto dal fuoco. Ebbene, due anni orsono, mentre andavo al Premio di Pozzomaggiore, ho visto questa immensa distruzione e mi ha colpito il silenzio che mi circondava. Era molto strano perché quando ti fermi in mezzo alla campagna senti le fronde degli alberi, il cinguettio degli uccelli, vedi le greggi ecc. di tutto questo niente. Leggendo la poesia, che è molto realista, si intuiscono le sensazioni che si possono provare.
E DOPO SOLO…
Dalla collina lo sguardo
si spinge sino all’orizzonte.
È sparito tutto! Tutto bruciato!
 Solo una grande macchia nera
 con carcasse di povere bestie.
Non più l’ammirevole verde .
Questo è rimasto.
Il fuoco!
 
In lontananza, scheletri di alberi,
vecchie rovine, un mondo irreale
avvolto da un innaturale silenzio.
Non più il cinguettio di stormi d’uccelli.
Il fuoco!
 
Il vento trasporta
un latrar furioso,
forse il segno che….
ma nulla, nessuno.
Poi. … arriva un pastore errante.
Il fuoco!
 
Perché non ti fermi?
Chi sei, dove vai?
E dove sono le tue bestie?
Il fuoco!
 
Io e il mio amico fedele
siamo tutto quello
che è rimasto
dopo il passaggio della peste di fuoco:
due fantasmi!
Il fuoco!

 

 
E a pustis …….. scétti
De pitzus de su cuccureddu,
sa miràda arribat a  sa furriada de su celu.
Totu bruxiau, totu est sparessiu.
No prusu s’amaiu de su birdi.
Scetti bestias mortas,
scetti sartu nieddu.
Su fogu! 
 
A istesiadura, ossamentas de mattas,
unu mundu frassu in bratzus
 a unu mudori strangiu.
 No prusu su cantu de is pillonis.
Scetti ruinas becias.
Su fogu! 
 
Cun su bentu lompit
unu baulamentu arrennegau,
forsis su sinnu ca…
ma nudda, nisciunus.
…A pustis unu pastori bagamundu lompit.
Su fogu! 
 
Poita no ti frimas?
Chini ses, aundi ses andendi?
E aundi funt is bestias tuas?
Su fogu!  
 
Deu e s’amigu miu fideli seus totu
cussu chi est abarrau
a pustis de sa passada
de sa pisti de fogu: duus mommois!
Su fogu!

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