IL 7 DICEMBRE SAREMO A CAGLIARI, PER RACCONTARE LA STORIA DI QUESTA ANTOLOGIA INTITOLATA "NYX"


di Michela Murgia

Quello che segue è l’incipit di un racconto intitolato Hanif che ho scritto per il piccolo editore cagliaritano Arkadia, ed è appena uscito in una bella antologia intitolata Nyx, dove insieme a me hanno scritto sul tema della notte anche Gianluca Floris, Sandrone Dazieri, Anilda Ibrahimi, Alessandro Giammei, Marcello Fois, Silvia Sanna, Nepò, Francesco Abate, Enrico Buonanno, Otto Gabos, Alessandro De Roma, Ivan Libero Lino, Fabio Napoli e Massimo Spiga. Mi piace perché ci sono dentro sei esordienti, a dimostrazione che quando un editore è coraggioso e intelligente il mondo dell’editoria torna ad essere un paese per giovani. Martedì 7 dicembre alle 19:30 saremo a Cagliari nella libreria Piazza Repubblica Libri per incontrare i lettori e incuriosirli a questa strana raccolta di sogni e incubi.

È bella la notte per pensare al giorno, e la notte prima di un giorno di giustizia è tra tutte la più bella.

Hai mai visto un vetro d’automobile che si crepa al contatto con il proiettile di un AK75? Hai mai misurato quanto in fretta si disegnano le fessure della sua ragnatela rigida nella struttura del silicio o quanto è largo il diametro del buco chirurgico che ci rimane? Sai immaginare l’attimo esatto in cui il cristallo curvato ti rifletterà deforme e tu dovrai trovare il coraggio di sparare contro il tuo stesso volto sapendo che al di là c’è quello del tuo bersaglio? Non importa chi sarà, anche se forse lo vedrai per un istante dal foro del proiettile nel vetro, quando avrà già smesso di interessarti, perché non sarà già più il tuo bersaglio.

Meglio  però  che  il  tempo  di  vederlo  tu  non  lo  abbia,  perché  in quell’istante il mondo si fermerà urlando il suo nome e se vorrai restare vivo non dovrai avere la tentazione di starlo a sentire.

Riesci a vederle queste cose?

Se la risposta è no, non provare neanche a farle. Le cose che non sai sognare non sono tue amiche e quando le incontrerai non le riconoscerai e non ti riconosceranno. Non saranno cose sbagliate da fare, ma saranno sbagliate per te: lascia che a farle sia un altro. Non lo insegna forse il Profeta che le cose giuste nascono nell’animo? Ogni cosa germina dentro di noi, viene cullata e misurata come un bimbo, e solo se sognata può fare il suo passo nel mondo. È per questo, Hanif, che nessuna donna mai ti apparirà bella come Tasneem quando l’hai riconosciuta vedendola per la prima volta, dopo averne mille volte cesellato il viso nei pensieri notturni. Lei è la prova che le cose ti accadono solo se sei stato capace di sognare il tuo mondo.

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