…SAPESSI COM'E' STRANA L'ITALIA CHE SI NUTRE DI AVETRANA…

il caso horror-mediatico di Sarah Scazzi che ha "fermato" l'Italia
il caso horror-mediatico di Sarah Scazzi che ha "fermato" l'Italia

di Massimiliano Perlato

Il Tg1 di ieri sera ha toccato vertici sublimi. In diretta davanti a casa Misseri, l’inviata minzoliniana parlava dell’eccesiva pressione mediatica sulla vicenda. Questa poveraccia ha dovuto fare i salti mortali per dare qualche straccio di notizia sulla vicenda (e quale non è ancora stata data, scusate?) e presentare un’intervista a Ernesto Caffo che se la prendeva con la morbosità della tv. Domanda imbarazzata della cronista: professore, a quali trasmissioni si riferisce? Caffo si limitava a rispondere: quelle del pomeriggio, rianimando così la cronista che pensava di dover rifare tutto. Fine del servizio? Macché. Siccome sulla vicenda c’è un’eccessiva pressione mediatica, il Tg1 aveva dislocato una seconda inviata davanti alla procura di Taranto, dove non succedeva niente, come del resto davanti a casa Misseri. Alla fine del servizio – un calvario, in cui non stava dando uno straccio di notizia e in più, a causa del vento, combatteva con i capelli che le finivano in bocca – l’inviata si esaltava: “Per ora è tutto, ma qui le notizie si susseguono di minuto in minuto e le potete seguire su tg1.rai.it, a voi Roma!” diceva passando la linea allo studio. Sono andato a vedere cosa c’è su tg1.rai.it e quali grandi novità si susseguono di minuto in minuto: niente. C’è il servizio del tg delle 20, che già conteneva niente. Poi tutti a nanna. Sono nauseato da italiano, persona adulta, cittadino, pubblicista. Quando quella del Tg1 guardando in camera – quindi guardando noi – dice che sulla vicenda c’è eccessiva pressione mediatica, e lo dice tenendo in mano un microfono, facendosi inquadrare davanti alla casa di un presunto assassino, ripresa da un cameraman assistito da almeno un paio di tecnici, a pochi metri da un pullman regia e da un enorme padellone puntato verso Hotbird, ecco, in quel preciso istante tutti gli italiani di buon senso dovrebbero alzarsi e urlare fuori dalla finestra qualcosa, tipo quella scena di Quinto Potere, urlare un basta, un qualcosa che segni il territorio, una barriera  vocale e concettuale contro la sbobba che ci propinano, il lavaggio del cervello che ci fanno, la centrifuga in cui cercano di metterci tanto da non farci più distinguere un Verissimo da un Tg, una storia vera da una fiction, l’assassinio di una ragazza di 15 anni da un reality americano sugli assassini di ragazze di 15 anni. Basta sentir chiamare per nome questi mentecatti, Michele, Cosima, Sabrina, ma chi sono? Sono i buoni o i cattivi? Quanto share vi rendono, quanti minispot vi fruttano? E’ per questo che li chiamate per nome? Sono vostri colleghi, vostri soci? Poi c’è il moralismo un tanto al chilo. Servizi scandalizzati per i turisti dell’orrore. E chi ce li manda là? Provate a non dedicare la solita oretta quotidiana ad Avetrana, e vedrete che la gente tornerà tranquilla all’Esselunga. Leggo di ministri che se la prendono con la Gabanelli, direttori generali che multano i Santori e non firmano i contratti dei Saviani. Ma certo: l’importante è che Michele faccia vilipendio del cadavere nudo della nipote, l’importante è che Sabrina sia compatibile con lo strangolamento della cugina. Di tutto il resto – di un paese che va a rotoli, scientemente – chi se ne frega?

4 risposte a “…SAPESSI COM'E' STRANA L'ITALIA CHE SI NUTRE DI AVETRANA…”

  1. Massimiliano, ho gradito molto il tuo scritto e le riflessioni di un cittadino, ma anche di un collega giornalista. La penso esattamente come te, e ne parlavano negli stessi termini stamattina a Radio Anch’io, trasmissione che seguo condotta da un giornalista con la G maiuscola. Farò il possibile per pubblicarla.

  2. UN FIORE PER LA PICCOLA SARA
    Hai fatto bene, Max, a scrivere questo articolo. Mattina, mezzogiorno e sera… In tutte le reti, in tutte le salse. Basta. Non se ne può più. La pietosa morte della piccola Sara è stata una vera manna per i palinsesti dei media del nulla, che si sono buttati come cani famelici su un filone sconfinato capace di riempire i vuoti dei programmi mediatici, i quali ormai han fatto l’esegesi di ogni parola, la vivisezione di ogni gesto, l’analisi psicologica di ogni mossa. Tutti hanno dubitato, tutti hanno indagato, tutti hanno giudicato. Siamo diventati i guardoni dell’orrore. In queste povere trasmissioni non c’è più né commiserazione, né indignazione, né ripulsa, né il minimo disagio. Rimane solamente l’insana attrattiva del sangue, della ferocia, del sadico e della curiosità morbosa per i particolari più pruriginosi. Povera, piccola Sara. La tua salma innocente sempre là, tutti i giorni, davanti a tutti, sul tavolo disumano della biopsia dei “buoni e innocenti”! Questi non sono certamente fiori sulla tua tomba. La tua morte diventata spettacolo di tutte le ore per una generazione superficiale e senz’anima. Riposa in pace, Sara. Perdonaci. Che Dio abbia pietà di noi. Vitale Scanu – Porlezza

  3. Mi ritrovo a leggere un articolo di cui purtroppo condivido tutto.
    Viviamo in un epoca di guardoni, siamo dei guardoni distratti dalle vicende di un essere umano mortificato anche dopo la morte. Ritengo si debba parlare in modo esaustivo dell’omicidio, ma a tutto c’è un limite.
    Ho scoperto con orrore che Avetrana è diventato luogo di pellegrinaggio dove allegri tutristi visitano i luogi della via crucis di Sarah con bambini al seguito e macchina fotografica sempre pronta.
    Qualcuno ha anche detto:” abbiamo visto il pozzo e la casa, ma siamo ANCHE dispiaciuti per la ragazza”.
    Volemosse bene…

  4. E’ un paese, il nostro, che viaggia su tutti i fronti , da tempo, solo a retromarcia. I veri problemi della gente, ,del mondo del lavoro, della scuola e università, della sanità, della cultura, della famiglia,della integrazione, del precariato su tutti i fronti, sopratutto dei nostri giovani, sono aspetti secondari per la classe politica dominante.Non si parla d’altro che di licenziare, ridurre, chiudere. Stampa e mass-media in genere, in regime di monopolio sotto padrone, ci angoscia dietro drammi familiari, gossip, storie pruriginose. Chi poi, ci aiuta a capire e a farci ragionare su tante ruberie ed imbrogli, più o meno legali , si cerca di zittirlo. Per fortuna, che ogni tanto l’Europa ci bacchetta e ci tira le orecchie, come si faceva a scuola al tempo di De Amicis. Spero, che toccato il fondo, iniziamo a risalire la china per tornare a vedere la luce del sole. L’articolo è da condividere totalmente. Speriamo in tempi migliori.

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