"FIGLIO, COMPORTATI BENE E NON DIMENTICARE MAI DIO E LA TUA CASA"… QUANDO MIA MAMMA VINSE SU STEPHEN HAWKING

anziana seduta
di Vitale Scanu

Tra le povere cose che l’emigrante stipava in valigia prima di allontanarsi da casa, ce n’era una di valore inestimabile, che raramente veniva persa: l’ultima esortazione e le lacrime della mamma: “Figlio, comportati bene e non dimenticare mai Dio e la tua casa.” Ora gli scienziati hanno fatto una grandiosa… scoperta (CdS, 2 settembre 2010): “Dio non serve.” Infatti, la creazione dell’universo si può spiegare anche senza l’intervento di Dio: le ultime scoperte scientifiche hanno dimostrato che esistono alternative all’idea che esso sia nato dalla mano divina. Lo sostiene lo scienziato britannico Stephen Hawking nel suo ultimo libro «The Grand Design» (Il progetto grandioso). La creazione dell’universo è stata semplicemente una conseguenza inevitabile delle leggi fisiche. «Poiché esistono leggi come quella della gravità – sostiene l’illustre matematico nel libro di cui è coautore il fisico americano Leonard Mlodinow – l’universo può essere stato creato dal nulla». In altre parole: dato che a spiegare il creato bastano le leggi della fisica, Dio è superfluo. «Se arrivassimo a scoprire una teoria completa unificata sarebbe il trionfo definitivo della ragione umana perché conosceremmo la mente di Dio», aveva scritto Hawking nel 1998.

Caro Hawking, non bariamo! Con tutto il rispetto per la tua scienza, stavolta mi pare che il tuo ragionamento “scientifico” abbia fatto un grosso testacoda. Dici che bastano le leggi fisiche, come quella della gravità, a spiegare l’esistenza del mondo. Allora, prima del mondo, nel nulla, esiteva già la legge della gravità? Una contraddizione in termini. Gravità tra che cosa, se nulla esiste? Lo scienziato dovrà comunque dar ragione della realtà dell’esistente e dell’inizio della vita senza la mano di Dio. Può essere la legge fisica di gravità, preesistente nel nulla, la causa efficiente del creato? “Il trionfo della ragione umana ci farà conoscere la mente di Dio…” Beh, per favore! O hai un concetto infinito e onnipotente della mente umana; oppure hai un concetto un po’ piccino della mente di Dio, perché possa essere un giorno alla portata della scienza dell’uomo. Questo è far violenza all’intelligenza e alla logica. Di sicuro non è scienza.

Se la gravità è legata alla materia (al fisico, al materiale, all’esistente), come fa a essere prima nel nulla senza la materia? La gravità inoltre postula le categorie tempo e spazio, il divenire, il prima e il dopo dell’essere nello spazio. Come nei buchi neri si annulla la materia e perfino la luce, nel nulla si azzera l’essere e ogni legge che lo governa.

In conclusione, l’emigrato può ancora, tranquillamente, mettere in valigia le parole semplici e preziose della mamma, piene di sapienza e buon senso, senza farsi angustiare dalle “scoperte” degli scienziati moderni, che non finiscono di strologare su Dio. Una bella descrizione di questi momenti di intensa commozione, con le raccomandazioni della mamma, la troviamo nel romanzo del sottoscritto “Bachis Frau emigrato” (Euro 15 – info@marwan.it).

 

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