SARDEGNA E VAL D'AOSTA: TRA EUROPA, AFRICA E VICINO ORIENTE: FESTA SARDA A POINT SAINT MARTIN


di Giovanni Usai

Con successo si è conclusa la terza edizione della Festa Sarda di Pont Saint Martin (Aosta) organizzata dal nascente Circolo “Forza Paris”:  tre giorni di musica, danze e cibi buoni all’insegna della tradizione. Le giornate, patrocinate dalla Regione Valle d’Aosta-Vallée d’Aoste e dal Comune di Pont Sant Martin, hanno visto la presenza del Coro polifonico “Padentes” di Desulo (Nuoro), del Coro “Viva Voce” di Donnaz (Aosta), di “Su Tenore” e del Gruppo folk “Giovanni Maria Angioy” di Bono (Sassari). Attraverso le diverse formazioni artistiche che hanno animato le serate è continuato un dialogo mai interrotto tra cultura alpina e cultura mediterranea con al centro due Regioni di frontiera – Sardegna e Valle d’Aosta – soglie privilegiate che parlano all’Europa attraverso le montagne, all’Africa e al Vicino Oriente, attraverso il “Mediterraneo”, il “mare di mezzo”, “mare che sta tra le terre”, mare che – da sempre – unisce, mette in comunione universi altri. Ne sono esempio tratti identitari comuni riscontrabili negli abiti tradizionali femminili in cui il capo delle donne è rigorosamente velato come quello delle ragazze del Gruppo folk di Bono, piuttosto che le melodie e le sonorità di canti prodotti esclusivamente dalla vibrazione della voce come il “canto a cappella” che rimanda ai primordi, al sorgere della cultura. Sublime dimostrazione: Su cantu a tenore, riconosciuto “Patrimonio intangibile dell’Umanità”, inserito dall’UNESCO tra i Masterpieces of the Oral and Intangible Heritage of Humanity. Un interessante saggio di questa tutelata eredità, presente nelle melodie popolari del repertorio proposto dai “Padentes” di Desulo e dai “Tenores” di Bono, è stato offerto nei tre giorni di festa a Pont Saint Martin. Altro elemento della festa è stato il cibo tradizionale. Il pane, nutrimento base della nostra alimentazione, ci restituisce sapori inaspettati sia che si tratti di pane carasau, piuttosto che di micca o flantze, edulcorato pane tradizionale della Valle ottenuto da segale o avena, cereali coltivati in quota oltre i 1.600 metri di altitudine. La panificazione alpina avveniva solo una, due volte l’anno per via dei lunghi inverni, così come la durata di su pane carasu può superare anche i sei mesi. Fontina e pecorino: ulteriore emblema identitario di due regioni sorelle.

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