Alitalia nega la "continuità territoriale" agli emigrati sardi

di Annalisa Bernardini * (immagine di un sit-in per la continuità territoriale degli emigrati sardi)

 

Voli più cari e continuità aerea negata per i sardi che non vivono nell’Isola. Dallo scorso dicembre il gruppo Alitalia-AirOne ha escluso la categoria dall’applicazione delle tariffe ridotte e gli emigrati minacciano di scendere in piazza se la situazione non cambierà al più presto. La questione è arrivata anche in Parlamento dove ieri il deputato sardo Pdl, Mauro Pili, ha presentato un’interrogazione. Fino a poco tempo fa, infatti, un biglietto aereo da Milano per Cagliari, ad esempio, costava a un sardo residente nella Penisola "appena" 74 euro, oggi il prezzo arriva a sfiorare anche i 400 euro. Il cambio di rotta sembra essere motivato «dall’applicazione alla normativa Ue, una volta concluso il periodo di riorganizzazione interna, successivo alla fusione con AirOne», fanno sapere dall’azienda. Il problema risale al 2007 quando l’Unione europea bocciò l’estensione dei benefici della continuità territoriale ai sardi non più residenti nell’Isola perché sarebbe stato un provvedimento «discriminatorio rispetto agli altri cittadini Ue». I successivi bandi per la gestione degli oneri di servizio pubblico, quindi, si adeguarono e non accennarono più alla questione. In mancanza di una regolamentazione lo sconto venne rimesso alla "buona volontà" delle compagnie. Il problema venne risolto da Meridiana tramite un’intesa con le associazioni dei sardi emigrati: la FASI. Procedura che può essere verificata, e quindi applicata, solo dagli operatori del call center. Ma Alitalia, in mancanza di questi accordi, ha ben pensato di dare un taglio ai costi eliminando una parte degli biglietti scontati. «È una decisione inaccettabile e va respinta con tutte le nostre forze», dice Mauro Pili. «È un’offesa al popolo sardo considerato che gli emigrati sono figli della loro terra e non possono essere allontanati ancora di più dalla loro comunità». Il deputato azzurro ricorda come le compagnie aeree, di concerto con la Regione, avessero concordato di mantenere in essere le agevolazioni per gli emigrati sardi. Per questo «la decisione va immediatamente ritirata: Regione e Governo si devono attivare per far tornare indietro la compagnia». Servono insomma atti formali per poter estendere la continuità territoriale a tutti i cittadini italiani ed europei. E anche il popolo dei sardi emigrati è pronto a dare battaglia. «Non ci spaventa, se sarà il caso, una nuova manifestazione negli aeroporti, come facemmo a Bruxelles», dice Tonino Mulas, presidente della Fasi (Federazione associazioni sarde in Italia) che conta circa 18 mila tesseramenti (uno per ogni nucleo familiare). La protesta interesserà anche la Regione Sardegna e il Governo affinché intervengano. «Il problema potrebbe essere superato o con la previsione di una tariffa parallela per emigrati, come è stato finora», aggiunge Mulas, «o con una nuova legge che superi del tutto la discriminazione », come appunto l’estensione generalizzata dei benefici.

* Unione Sarda

Una risposta a “Alitalia nega la "continuità territoriale" agli emigrati sardi”

  1. Ci rendiamo conto che questi signori dopo essersi riempiti la pancia con i soldi dello stato e quindi anche quelli dei sardi adesso ci tolgono qualcosa che è un nostro diritto??
    Alitalia sei ancora il vechi baraccone mangiasoldi di prima ma ti assicuro che a costo non usare più l’aereo non mi vedrai mai più e tutti noi sardi dovremo fare così.
    Ai signori politici sardi invece consiglio mano di ferro contro questi usurai dell’aria al pari di come dovrebbero fare nei confronti della Tiirrenia.

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