Un volto amico di "Tottus in Pari" nella politica sarda: Ornella Demuru e quel sogno d'indipendenza

di Mario Pischedda (nella foto Ornella Demuru)

 

L’Assemblea Elettiva di iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna ha eletto Ornella Demuru, nuovo Segretario/Coordinatore nazionale. 38 anni, originaria di Meana, vive e lavora a Cagliari da 20 anni. La neo-segretaria sintetizza con queste parole il significato della sua elezione: "Nella cultura sarda il 17 gennaio segna l’inizio della primavera, e così anche per iRS in questa storica giornata si apre una nuova primavera indipendentista con lo slogan creare liberta’, inventare futuro".

Come ti senti? Sei forse la prima donna segretario di un partito?

Si, lo sono, e questo fa onore ad iRS

Questo è il momento delle donne.

E’ sempre il momento delle donne, solo che ogni tanto noi donne ce ne scordiamo.

Chi ti ha eletto?

Gran parte dei dirigenti di iRS mi hanno proposto come unica candidata, si voleva fermamente una nuova fase dell’indipendentismo.

Cosa ti proponi di fare?

Innanzitutto di mettere a frutto tutte le competenze presenti nel movimento, dai vari responsabili a tutti gli attivisti, sia per cambiare le condizioni di questa nazione sia per portarla al suo compimento: l’indipendenza.

Quali saranno le priorità che porterai avanti?

Innanzitutto la questione energetica che s’intreccia fortemente con la questione industriale la Sardegna è ancora legata ad una industrializzazione suicida, e la politica istituzionale non fa proposte, non ne elabora. Ma c’è anche la questione fiscale, e quella culturale-sociale. Dobbiamo lavorare per includere tutti i sardi in questo percorso di costruzione politica.

In che cosa si differenzia l’IRS dagli altri partiti?

Noi siamo indipendentisti, dichiaratamente non violenti, non nazionalisti, non sardisti. Anche il vostro linguaggio è differente.

E’ differente perché descrive e vuole costruire un progetto chiaro e condiviso, non possiamo permetterci ambiguità.

La Sardegna oggi, quali prospettive x il futuro.

Le prospettive sono le migliori, e non è una battuta: le grandi crisi economiche per quanto difficili da superare rappresentano un’opportunità per migliorarsi e darsi da fare. Noi crediamo che in qualunque campo dal sociale all’economia si possa intervenire, ma bisogna studiare. Studiare ed elaborare proposte raccogliendo ciò che di meglio fa il mondo per andare avanti.

Potremo iniziare ad affrancarci.

Si possiamo iniziare. Il primo affrancamento è dalle nostre paure.

Energia?

Investimento deciso sull’energie alternative: dall’eolico controllato sino al fotovoltaico studiato dai nostri scienziati al CRS4.

Occupazione-scuola?

Dobbiamo investire maggiormente in istruzione e formazione e per farlo dovremo mettere mano alle risorse che vengono messe a disposizione dall’Europa ogni anno e perdute per mancanza di progetti. Ma anche i settori primari dell’agricoltura dovrebbero essere completamente riconvertiti: filiere corte, biologico etc.

Industria?

Dobbiamo affrontare urgentemente la questione dell’industrializzazione: è una fase che sta scemando. Interventi sul territorio con bonifiche e conversione del territorio in altri settori. E’ stato già fatto in tanti luoghi. Anche italiani: Mestre, Bagnoli etc.

Arte?

Se c’è qualcosa che caratterizza per davvero chi vive su questa terra è la creatività. Dovremo iniziare a pensare seriamente di trasformare tutta la nazi
one in un grande laboratorio artistico. Dovunque in Sardegna si canta, si balla, si dipinge, si fa musica, e tutto ciò si esprime in tutti i generi possibili che l’arte contempla…siamo produttori instancabili e mangiatori insaziabili di creatività!
Massmedia?

Sarebbe bello che fossero più attenti ai contenuti dell’indipendentismo moderno di iRS,
noi intanto abbiamo la nostra web tv, e qualche pubblicazione su temi speciali. Internet?

Per noi è fondamentale. grazie ad internet oltre a contattarci velocemente fra attivisti sardi, possiamo sempre mantenerci in stretto contatto con tutti i nostri simpatizzanti e attivisti "disterraus" i dis-terrati, i levati dalla terra e sparsi per il mondo, che sono sempre, sempre più numerosi.

Tu sei una donna molto attenta a quello che ti succede intorno?

Difficile trovarne una che non lo sia…

Come scuotersi e come scuotere?

Credendo in noi stessi e facendo credere sempre di più gli altri in loro stessi.

Che cosa stai leggendo?

Donne sull’orlo della crisi economica…di due autrici strepitose D’Ascendo e Vercelli.

I rapporti con i militanti dell’IRS?

Sono ottimi, sarà perché siamo piuttosto eterogenei e questa differenza rende tutto più affascinante.

Il politichese?

What’s?

Le donne in carriera?

Si ne ho sentito parlare, ma mi pare sia specie rara e forse si tratta di una tipologia un po’ artefatta.

Il femminismo?

Ha sbagliato, cercava la parità con gli uomini, mentre noi donne da sempre andiamo verso un’altra strada, basta ricordarselo e procedere per questo sentiero, sono certa che ci ritroveremo.

Il pacifismo?

Noi in iRS siamo non violenti, riteniamo che sia lo strumento politico più potente che esista per l’essere umano.

Come rapportarsi agli altri?

Con un sorriso cada die.

E’ possibile una politica diversa?

Certo, noi la stiamo facendo.

Ornella, poniti una domanda alla quale vorresti rispondere e che io non ti ho posto.

La domanda è: perché i sardi dovrebbero scegliere l’indipendentismo? Perché non c’è niente di più vitale che costruire ed inventare il proprio futuro.

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