Immagini di un secolo di lavoro nelle industrie del Piemonte a cura del "Sant'Efisio" di Torino

di Antonello de Candia

«Guardate ogni fotografia anche con gli occhi del cuore per ritrovare una parte di vita che ci appartiene come sardi e come emigrati». L’invito è di Angelo Loddo, presidente del Circolo Culturale Sardo Associazione "Sant’Efisio" di Torino che si è prodigato per far portare in Sardegna, a Cagliari, la mostra "Piemonte Industria" che testimonia un secolo di lavoro in fotografia. A cavallo degli anni ’60 decine di migliaia di lavoratori sardi lasciarono l’Isola in cerca di lavoro con destinazione il Nord Italia, e in particolare le regioni del cosiddetto "triangolo industriale" Lombardia, Liguria e Piemonte, regioni e città che pullulavano di fabbriche e di industrie appunto e che potevano assorbire mano d’opera proveniente dal Sud povero e derelitto. Con il tempo e con la loro laboriosità gli emigrati sardi sono riusciti a farsi prima accettare da quelle comunità inserendosi in quella dura realtà e oggi sono parte integrante di quel tessuto sociale e culturale. A testimoniare questo legame diventato sempre più stretto e profondo c’è ora questa mostra "Piemonte Industria" voluta dalla Regione Piemonte, dal Comune di Cagliari e dal Circolo Culturale sardo "Associazione Sant’Efisio" per ricordare quei tempi – un secolo di lavoro industriale – con cento foto che sono state estrapolate dagli archivi delle più prestigiose aziende italiane. A cominciare dalla Fiat, la Telecom, la Rai, la Alessi, la Bialetti, la De Agostini, la Lavazza, la Martini e Rossi, la Menabrea, la Paglieri, la Ponti, la Alenia Spazio, la Vinavil, la Pininfarina, la Zegna e tante altre ancora, che hanno contribuito allo sviluppo e al "boom" economico dell’Italia e ad accrescerne il prestigio in campo internazionale. La mostra, curata da Nicolò Biddau, è giunta a Cagliari dopo uno straordinario successo in Italia e all’Estero, e non poteva trovare collocazione più prestigiosa e più suggestiva che quella del Castello di San Michele di Cagliari, un luogo da dove si gode il più spettacolare panorama della città e dintorni, prima di addentrarsi nella realtà industriale del Piemonte attraverso le splendide foto. La mostra è stata inaugurata ufficialmente il 18 settembre (ed è rimasta aperta fino al 1° novembre) dall’Assessore alla Cultura del Comune di Cagliari, Giorgio Pellegrini, il quale ha sottolineato l’importanza dell’evento culturale che rende sempre più stretti i legami tra Sardegna e Piemonte, ringraziando per la collaborazione il presidente dell’Associazione Immigrati sardi Sant’Efisio di Torino, Angelo Loddo, che ha fatto da tramite con la Regione Piemonte, e in particolare con l’Assessorato al Welfare, Lavoro, Immigrazione ed Emigrazione. Loddo ha ringraziato il Comune del Cagliari, il sindaco e l’Assessore Pellegrini, che hanno concesso gli splendidi spazi del Castello di San Michele per ospitare la mostra. «Dopo aver portato in questi ultimi anni il "made in Sardegna" in Piemonte nelle numerose manifestazioni che ho realizzato a Torino per far conoscere questa splendida terra che mi ha dato le origini ed in cui mi ritrovo con sempre grande affetto – ha detto Loddo con un pizzico di commozione – sono molto orgoglioso di portare in Sardegna una mostra che parla delle industrie piemontesi di ieri e di oggi.
In molte di queste aziende – ha proseguito Loddo – noi emigrati sardi abbiamo lavorato e con il nostro lavoro abbiamo collaborato e contribuito allo sviluppo delle industrie e dell’economia del Piemonte che è diventata la nostra seconda Patria. Se poi riflettiamo che questa mostra è stata realizzata da un sardo-piemontese, come Nicolò Biddau, comprendiamo quanto questo rappresenti una sintesi dei rapporti che uniscono, al di là del mare, queste nostre Regioni. E dico nostre -ha sottolineato il presidente dell’Associazione S. Efisio – perché in ogni manifestazione da me realizzata ho sempre trattato il tema dei "Sardo- Piemontesi", proprio a significare che noi possediamo due identità che sono ormai perfettamente integrate fra loro. Tanti di noi sono partiti negli anni del boom economico, e non solo, per il Nord, scegliendo il Piemonte forse per una segreta affinità di carattere, e lì hanno trovato lavoro in fabbrica. Certo non avevamo il cielo e il clima della Sardegna – ha detto Loddo – ma abbiamo trovato il lavoro che ci avrebbe permesso di formare una famiglia, di crescere dei figli, ma senza dimenticare mai il paese da cui eravamo partiti. Lo dico per esperienza personale, ma anche per ciò che sento raccontare dai più dei 700 iscritti del mio Circolo: tutti hanno una storia simile alle spalle da raccontare, come una "favola", e tutti vorrebbero essere qui oggi per riappropriarsi di una parte della loro vita descritta da queste splendide fotografie, e per questo vi invito a guardare ogni fotografia anche con gli occhi del cuore, per ritrovare una parte di vita che ci appartiene come sardi e come emigrati». Loddo ha quindi rivolto un caloroso ringraziamento alle autorità sarde e piemontesi che hanno permesso di realizzare questa mostra e in particolare l’Assessore all’Emigrazione Teresa Angela Migliasso che ha finanziato l’iniziativa, e i suoi preziosi collaboratori, «con i quali – ha sottolineato Loddo – esiste da anni un dialogo proficuo, amichevole e costruttivo che ha sviluppato interscambi di idee, grazie anche alla mia presenza nella Consulta Regionale dell’Emigrazione, come componente dell’Ufficio di Presidenza».

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