Stereotipi di un'apparente Sardegna: è il tempo di cambiare icona

di Massimiliano Perlato

 

La Sardegna non è una Regione geografica è uno Stato d’animo. Quando chiediamo: "Sei stato in Sardegna?" Spesso ci rispondono: "Si! bella la Sardegna!" Se poi stiamo ad ascoltare il nostro interlocutore, cosa emerge di solito? Niente. Le solite inutili e stereotipate: spiaggia , mare, è cara. Raro che ci rispondano che ci sono stati per lavoro, per studiare o per apprezzare lo stile di vita. L’idea dell’isola è sempre quella di un oggetto senza una sua identità. Esiste per tre mesi l’anno e poi torna terra di frontiera. Spesso può sembrare che la gente di Sardegna aspetti solo l’arrivo dell’estate successiva, come se per noi il continentale (i non sardi) siano tutto: amico e nemico, padrone e servo. L’identità della Sardegna e dei sardi è troppo spesso legata al turismo pensando alla Costa Smeralda. Il vuoto del "bella Sardegna" del turista che non ha avuto la curiosità e più spesso non gli è stata data la possibilità di scoprire il cuore e l’anima dell’isola. Ma se un sardo chiede ad un’altro sardo: "Chi sei? Cos’è la Sardegna?" Difficile rispondere. Il sardo si richiama spesso alla lealtà: al fatto quindi di essere vero e sincero. La Sardegna? Spesso le risposte sono molto simili a quelle dei turisti, altre volte quasi non c’è risposta se non qualche riferimento alla lingua. Delle volte sembra quasi che il sardo stia iniziando ad odiare la sua terra, perché non gli offre opportunità e l’insularità è tradotta solo come prigione. L’amarezza del "bella Sardegna" di tanti sardi costretti ad emigrare lontano o vivere sull’isola soffrendo la mancanza di lavoro e l’impossibilità di realizzarci pienamente il proprio percorso di vita. L’isola è considerata in tutte le ricerche e statistiche economiche una terra depressa e povera. Sembra quasi che niente e nulla si muova, che tutto sia fermo immobile. Ascolti la tv, leggi i giornali e rimani un pò stupito che la gente sia così.. Addormentata! Non facciamo altro dalla mattina alla sera che aspettare il sussidio, di vedere sorgere dal nulla e su intervento superiore un industria, una base militare.. due basi militari: meglio??  Forse questo è quello che pensano in tanti, sardi e non sardi. Ma sotto questa terra che sembra stia dormendo, si nascondono, ma non troppo, realtà e iniziative! Vive. Sono scommesse di singoli, di istituzioni, di sindaci, di imprese di persone che ci credono. Credono in un’idea e nella possibilità di poterla realizzare in Sardegna.  E’ di un vescovo sardo del cinquecento di lingua spagnola la frase che più di ogni altra ha incastonato per secoli i sardi e la Sardegna in un’inaffidabile e superficiale icona negativa: pocos, locos y mal unidos. Pocos: poca gente abita l’isola. Locos: la gente è stupida. Mal unidos: la gente è disunita Sono passati cinque secoli e crediamo sia opportuno aggiornarci. E’ tempo di cambiare icona!

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