Dal 16 al 18 ottobre ad Asuni, la festa della letteratura e delle arti

di Alberto Masala

 

Sei anni fa fui invitato a dare una mano per "far conoscere" il progetto di Museo dell’emigrazione che voleva nascere ad Asuni, piccolo centro della Marmilla (interno della Sardegna) che non arriva a quattrocento abitanti. Nacque così l’evento ASUNI (allora Parole e visioni intorno al viaggio) che oggi si chiama festa della letteratura e delle arti ed è arrivata alla sua quinta edizione. Costruita grazie agli sforzi di volontari e Associazioni, alla capacità di accoglienza del paese, ad un grande impegno dell’Amministrazione Comunale, la festa si è consolidata nel sostegno di un pubblico interessato e preparato che riflette e amplifica in positivo le qualità del progetto. Ogni edizione si è caratterizzata per l’approfondimento e la rilettura di questioni del sociale attraverso la letteratura e l’arte. Temi come migranza, appartenenza, memoria, radici e sradicamento, sono stati sviluppati e straordinariamente rappresentati nelle precedenti edizioni da artisti di qualità e provenienza internazionale. Malgrado la carenza di mezzi ed insufficienti segnali delle Istituzioni, siamo sempre cresciuti in sostanza e sguardo sui progetti. A breve aprirà il Museo. Auguro che oltrepassi la

funzione di luogo della memoria per poter presto diventare un Centro di documentazione delle culture migranti aperto verso i sincretismi e le differenze che formano il villaggio contemporaneo: il tema di quest’anno. Punto d’osservazione sono ancore le ritualità collettive e individuali: "Oggi si assiste ad un fenomeno di scambio sincretico vicendevole: le ritualità identitarie della contemporaneità stanno riconnottando quelle della tradizione da cui non hanno mai smesso di attingere. Ecco dunque il villaggio contemporaneo, nato con le sue nuove aggregazioni nel contesto urbano, esercitare una forte influenza nella riformulazione del villaggio rurale. Quest’ultimo, abitato da stanziali con millenni di cultura, tradizioni, rituali, è oggi integrato da presenze in movimento, nomadi o alla ricerca di una nuova stabilità. Eventi drammatici, guerre e persecuzioni, il bisogno, a volte la loro stessa cultura, spingono grandi numeri di persone a spostarsi con un bagaglio di cromíe, sfumature, differenze che ridefiniscono e arricchiscono i territori in cui s’insediano. Fanno ciò che i nostri padri hanno fatto in passato ed i nostri giovani continuano a fare: migrano. Ma migrare non è una qualità dello spirito, e chi vi è costretto o ha scelto di farlo resta un individuo con diritti e cultura. Intanto attraverso la rete e i media, soprattutto sotto le pressioni del mercato, si creano spinte che, omologando rapidamente verso il basso, appiattiscono nell’identità globale. Spinte contrapposte? No, anzi…vivificanti, ma solo dove l’intelligenza prevale sulla mediocrità…" a questa intelligenza degli artisti, poeti, scrittori, musicisti, abbiamo sempre attinto per immaginare modelli di vita migliore.

 

Un elemento in più è la fortunata coincidenza con la festa patronale di Asuni in cui tutto il paese è mobilitato a far vivere i riti della tradizione. Una sinergia ulteriore che arricchisce il programma fin dalla mattina e coinvolge ancora di più gli abitanti.

Siete i benvenuti ad Asuni 2009

 

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