La Sardegna alla Fiera del Levante di Bari per rilanciare l'agricoltura in tutto il sud Italia

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"Per tutelare l’agro-alimentare italiano e del Mezzogiorno, che tutto il mondo ci invidia, occorrono più prodotti a denominazione di origine e un aumento sensibile dei consumi interni delle produzioni locali". È la ricetta dell’assessore regionale dell’Agricoltura, Andrea Prato, per il rilancio del comparto nelle regioni del sud Italia e proposta alla Fiera del Levante di Bari al convegno sull’area di libero scambio del Mediterraneo, al quale hanno partecipato gli assessori di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia. Erano presenti anche il presidente della Commissione Agricoltura dell’Unione europea, Paolo De Castro, e il sottosegretario alle Politiche agricole, Antonio Buonfiglio, che hanno condiviso la proposta di Prato e hanno confermato la loro presenza in Sardegna nelle prossime settimane. "Nel 2010 – ha spiegato l’assessore Prato – si aprirà ufficialmente il libero scambio tra i Paesi, specie quelli extraeuropei, che si affacciano sul Mediterraneo: sarà sicuramente una opportunità, anche se occorre lavorare da subito per creare adeguate politiche di sostegno per la nostra economia e le nostre produzioni. Il vero banco di prova sarà però intorno al 2020, quando dovremo confrontarci con l’Europa a 35 e la spinta di Asia e Nord-Africa.  Uno strumento fondamentale per preservare i nostri tesori agro-alimentari e le materie prime locali sono le denominazioni di origine, che l’Unione europea promuove e incentiva. Questo perché dobbiamo avere la consapevolezza che la nostra ricchezza non è il latte di vacca, ma la burrata; non è il latte di bufala, ma la mozzarella; non è, o non è solo, il latte di pecora, ma i nostri formaggi ovini.  L’altra soluzione passa per un consumo più sostenuto di ciò che produciamo vicino a casa: non è un fatto solo alimentare, di genuinità, salubrità e sapore, ma è qualcosa che riguarda anche l’ambiente. Il famoso chilometro zero: più consumi interni di prodotti locali, meno viaggi dei prodotti agricoli e dei cibi, quindi meno inquinamento. Ed è soprattutto un fatto culturale: riscopriamo e incentiviamo la riscoperta delle nostre tradizioni, i gusti di una volta".  Su questo fronte, Prato ha ricordato come a ottobre in Consiglio regionale sarà discusso il disegno di legge che vuole promuovere il consumo dei prodotti alimentari locali e a filiera corta, incentivando spazi riservati negli esercizi commerciali di vicinato e nelle strutture di vendita di maggiori dimensioni: "Una legge, la prima del genere in Italia, che mi piace chiamare "no-partisan", sia perché ha già avuto il via libera all’unanimità dalle commissioni consiliari Agricoltura e Industria, sia perché la tutela delle nostre produzioni non ha e non deve avere colore politico".  L’incontro di Bari ha sancito anche la firma di un protocollo di intesa tra gli assessori all’Agricoltura del sud Italia con l’obiettivo di definire una strategia comune per realizzare una piattaforma di rilancio del comparto agro-alimentare del Mezzogiorno.

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