Il suono del cambiamento dei Bentesoi

di Cristiano Sanna

 

"It is a factory. No pollution, just creation". Una fabbrica, ma di creatività e musica, a impatto ambientale 100% positivo, zero inquinamento. La voce di Claudia Aru Carreras canta la presentazione della giovane etichetta sarda indipendente NooTempo, la stessa che marchia il primo album di Bentesoi, il duo di cui la Carreras è voce, libera di librarsi sulle basi del dj-producer Arrogalla, al secolo Francesco Medda. NooTempo funziona come laboratorio creativo che si occupa di produzioni originali nate nell’isola, con uguale attenzione per la musica delle radici e per i suoni urbani. Un salto oltremare – NooTempo non segue solo la produzione discografica ma si occupa pure della promozione sul fronte live, anche in collaborazione con Brinca! (che in sardo significa "salta"), associazione che agevola l’attività concertistica dei gruppi nella Penisola e all’estero. In questo modo l’intero percorso di maturazione di un progetto viene seguito passo passo con cura artigianale: con qualche migliaio di euro (in genera attorno a 5-6mila a progetto) si registra, si crea l’artwork degli album, quindi scatta la promozione live e a mezzo stampa. Il quartier generale del collettivo NooTempo, partito dal’esperienza della hip hop crew Sa Razza e proseguito con i Malos Cantores, si è arricchito della presenza di altri artisti, come il raggamuffin-man Randagiu Sardu. Ma torniamo ai Bentesoi. Un duo, mille suoniTripland è il titolo dell’album d’esordio del duo Bentesoi. Definirlo eclettico è il minimo: i 20 brani contenuti nel disco sono un vero giro sull’ottovolante, sonorità tra le più varie si intrecciano tra di loro. Dall’avvio gospel della title track al pedale elettro-funk di Revelation, dal dub dilatato del singolo My Nation fino alla ballad Why Feelings Change?, dove voce jazz, beat elettronico e chitarra folk si rincorrono in un accostamento insolito. Claudia Aru Carreras canta in sardo, inglese, catalano, turco e Arrogalla la insegue fornendo le giuste atmosfere, dai campionamenti maghrebini di Telgrafin Tellerine al beat incalzante di Messenger Love. Il sogno, inteso come viaggio creativo, è il primo passo per cambiare le cose e andare oltre l’inerzia e i luoghi comuni del "non si può fare". Dunque bevenuti in Tripland

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