Sardi di Germania, nel circolo di Berlino, la capitale tedesca

di Barbara Calanca

 

Un decennio di vita, festeggia quest’anno il Centro Culturale Sardo di Berlino, un’associazione tedesca fondata nel 1999, riconosciuta dalla Regione Sardegna che la sostiene anche finanziariamente. E’ la più giovane delle 15 associazioni affiliate alla Federazione dei Circoli Sardi di Germania. Giovane, ma superattiva per la realizzazione di tantissime attività finalizzate alla conoscenza e promozione della cultura sarda nella capitale tedesca. Oltre ad esposizioni e manifestazioni musicali, anche conferenze, dibattiti, proiezioni, corsi di lingua e di cucina, e viaggi in Sardegna. Uno stimolo per le relazioni tra i sardi residenti all’estero e quelli in Sardegna. Questo è lo spirito che ha reso possibile una presenza della cultura sarda nella capitale tedesca che è uno dei cuori pulsanti della cultura europea. Berlino non è affatto cara, i voli low cost l’hanno scoperta da un pezzo. E chi non s’accontenta dei suoi spazi, può sempre spostarsi nelle campagne di Brandeburgo. In mezz’ora si è lontani dalla città, in un paesaggio solitario. Anche il mare è vicino, sul Baltico. Berlino ha molto da offrire ai giovani stanchi delle altre città tedesche, ma anche agli anziani, ai pensionati e ai diplomatici a riposo che vogliono avere tutto a portata di mano. Non ci si annoia mai a Berlino. Secondo lo storico tedesco Karl Schlogel, insegnante di Storia dell’Europa orientale all’Università di Francoforte, la capitale ha tutti i numeri per diventare un parco tematico del 21esimo secolo. La città non obbedisce ai progetti dei suoi amministratori che avrebbero voluto farne il fulcro dell’Europa, il luogo chiave dell’unificazione tedesca. Tutto fa pensare che Berlino diventerà presto il parco giochi degli europei: ha grandi spazi, le strade sono ampie. Parcheggiare è facile, ed anche spostarsi. C’è tutto: strade, parchi, laghetti, case, marciapiedi, osterie, terrazze e spazi vuoti. Ci sono tre teatri dell’opera, tre orchestre sinfoniche di grande livello, ottimi teatri di prosa, decine di musei. E la qualità dell’aria è migliorata da quando la città si è deindustrializzata e le fabbriche sono state chiuse. Berlino sta ancora riempiendo i vuoti lasciati da un regime, da una guerra e da un lungo periodo di divisione. Per questo nel bel mezzo di una città che è anche una capitale si trovano luoghi altrove impensabili. Una spiaggia di sabbia nel cuore del quartiere dei palazzi governativi, giardini e terreni incolti che in altre città sarebbero pieni zeppi di automobili, progetti per campi da golf dove un tempo passava la metropolitana. Ma soprattutto laghi a 20 minuti dal centro e sale da concerto raggiungibili in bicicletta. Berlino è una delle poche metropoli che d’estate può permettersi il lusso di trasformare il centro in un parco dei divertimenti. Quasi ogni settimana le zone centrali sono chiuse al traffico per qualche manifestazione: il Carnevale delle Culture, la Love Parade, il Christopher Street Day, la maratona di Berlino, il Kurfurstendamm trasformato in passerella d’alta moda, l’isola dei musei che diventa cinema all’aria aperta, i fuochi d’artificio a Pariser Platz. Tutto si svolge nel cuore della città, dove in altre capitali d’Europa di solito s’incontrano ospiti in visita ufficiale. Qui ci sono pub che non chiudono mai, barconi che scivolano lentamente tra fiumi e canali. Le pagine dedicate alla vita e ai divertimenti culturali occupano il grosso delle voluminose riviste locali. Nonostante la crisi finanziaria la Germania continua ad essere uno dei maggiori paesi esportatori al mondo ed il cuore economico dell’Unione Europea, di cui è la maggiore contribuente. Le relazioni economiche tra Germania e Italia sono da tempo particolarmente strette. La Germania è alla lunga il maggior partner commerciale dell’Italia. Alberto Musa è il presidente del circolo sardo di Berlino, a lui rivolgiamo alcune domande:

Quanti giovani sardi frequentano il circolo?

Berlino è una metropoli che richiama sempre più visite di giovani dalla Sardegna. Non è difficile quindi che poi scelgano di rimanere a viverci. Sono diversi coloro che frequentano e organizzano le iniziative dell’associazione e che entrano a fare parte degli organi dirigenti. Si tratta di giovani tra i 25-35 anni che rappresentano la maggioranza dei soci attivi: una grande risorsa di nuove energie e saperi. I giovani sardi nati in Germania, con un titolo di studio ed una qualificazione, riescono ad integrarsi bene nel mondo del lavoro. Si può dire che negli ultimi anni la loro presenza è aumentata costantemente con un elevato livello di istruzione. Oggi nel consiglio direttivo del circolo il numero dei giovani laureati è molto elevato, come mai era accaduto. Voglio inoltre ricordare che attualmente i ruoli della vicepresidenza, della segreteria e della tesoreria sono ricoperti da donne.

Quali sono i settori di maggiore occupazione dei giovani sardi a Berlino ed in Germania?

Per ragioni storiche, legate alla divisione del Paese, a Berlino non è sviluppata la grande industria come invece nella parte ovest. La comunità italiana e sarda presente lavora principalmente nei servizi e nella ristorazione. Molti gastronomi sardi sono proprietari di alcuni dei ristoranti italiani più rinomati in città. Comunque cresce anche il numero di giovani che vengono a Berlino per motivi di studio, di specializzazione e ricerca. Di recente si sono aggiunti coloro che svolgono corsi di perfezionamento nell’ambito del programma "Master and Back" della Regione Sardegna. I giovani sardi nati in Germania, con un titolo di studio ed una qualifica, riescono ad integrarsi bene nel mondo del lavoro. Per dare un’idea, lo scorso anno alla fiera della tecnologia di Hannover è stato presentato uno studio dell’Associazione degli Ingegneri Tedeschi e l’Istituto per l’Economia, secondo i quali nell’industria mancherebbero qualcosa come 95mila ingegneri. Le conseguenze della crisi per le aziende si facevano sentire già allora, costringendo le stesse a rifiutare commesse o a rallentare la produzione. Per quanto riguarda la nostra isola, uno dei settori economici più importanti è il turismo: proprio dalla Germania, arriva la maggior parte dei visitatori stranieri in Sardegna. Nel 2007 secondo i dati, diffusi dall’ufficio statistico federale della Germania in occasione dell’apertura della fiera internazionale del turismo di Berlino, in Sardegna ci sarebbero stati circa 550mila visitatori, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Alla luce del volume di flusso turistico dalla Germania, trovo incomprensibile che all’aeroporto di Olbia non si trovi una guida dell’isola in tedesco. Questo nonostante siano presenti, nell’area servizi, un centro promozionale ed una grande e rinomata libreria nazionale, dove tro
verete di certo l’ultimo romanzo, dell’ultimo autore che scrive in italiano. Nonostante questa rilevanza del mercato turistico tedesco per la nostra economia e la sua potenzialità, ci si potrebbe aspettare una maggiore considerazione in Sardegna per lo studio di questa lingua. Non solo nell’ambito turistico, ma anche in quello dell’esportazione di prodotti agroalimentari registriamo gravi carenze. Molti giovani arrivano in Germania con un titolo di studio in tasca ma alla fine devono adattarsi a lavori poco qualificati per via della mancanza di competenza nella lingua del luogo
.

In che misura la crisi economica coinvolge la Germania e la vita dei sardi emigrati?

L’economia tedesca è fortemente improntata all’esportazione, essendo uno dei primi paesi esportatori al mondo, per cui la crisi finanziaria mondiale sta interessando la Germania per il fatto che si riducono i consumi negli altri paesi e soprattutto con i grandi partner commerciali. Aziende di fama internazionale vedono ridursi o dimezzarsi i loro affari, costringendole a reagire prontamente ed un mercato con regole spietate. I risparmiatori che hanno investito in Germania e in prodotti finanziari tedeschi non hanno perso un soldo, visto che esiste un sistema bancario e risorse per far fronte a queste emergenze. Il problema è la grande mole di capitali investiti globalmente. La gente comune, consigliata alla leggera, che ha perso anche ingenti somme investendo in prodotti finanziari favolosi ma per niente trasparenti e gestiti in altri continenti o in paradisi fiscali dei Caraibi, si riunisce ora in associazioni per chiedere risarcimenti. Agli inizi dell’anno si è iniziato a parlare di depressione e a prendere misure contro di essa, ma rimarrà il tema fondamentale fino al 2010. Sorprendentemente, nonostante questi scenari, gli indici dei consumi interni in Germania rimangono stabili, La crisi coinvolge comunque tutta la società e quindi anche i sardi.

Il settore auto sembra il più colpito dalla crisi, anche in Germania si è avuto un calo delle vendite? Ci sono sardi che lavorano in questo settore? Cosa sta facendo il governo tedesco per far fronte a questo momento?

La coalizione di governo guidata dalla cancelliera Angela Merkel sta affrontando la crisi economica e finanziaria con un pacchetto di misure che investe l’intera società. Uno dei settori colpiti dalla crisi riguarda quello dell’industria automobilistica. Considerando l’indotto, ad esso sono collegati un’ingente quantità di posti di lavoro, di bilanci familiari e di entrate fiscali per lo Stato. A Wolfsburg la capitale della Volkswagen, lavorano molti sardi nell’industria dell’automobile. Non a caso esiste un circolo sardo in quella città. Il governo ha affrontato il calo delle vendite nel mercato interno varando delle misure atte al rinnovo del parco auto del valore di 1,5 miliardi di euro. Chi ha l’auto registrata almeno da 9 anni e dimostra di averla demolita può ottenere 2.500euro dallo Stato per l’acquisto di un’auto nuova. Queste sovvenzioni non hanno carattere protezionistico, come altrove, per cui non sono vincolate all’acquisto di sole auto tedesche. Tra le misure adottate per affrontare la crisi dell’industria dell’automobile vi è quella di impulso alla ricerca. La direttrice del ministero federale per la ricerca Annette Schavan ha dato il via allo sviluppo delle più moderne batterie litio-ione con l’obiettivo che nel 2015 in Germania ci siano un milione di auto elettriche in circolazione.

Una risposta a “Sardi di Germania, nel circolo di Berlino, la capitale tedesca”

  1. Salve,sono il titolare della Ditta:Agenzia Traslochi Sardegna di Cagliari,nella settimana dal09 al 13/09/13,mi troverò a Berlino per scaricare un trasloco in città,volevo sapere se c’è qualcuno interessato a un viaggio di ritorno verso la Sardegna.Ho un Iveco Dayli di m3 20 circa furgonato.Saluti Ferdinando Tomasello Cagliari tel 00393338353441.

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