Alla scoperta dell'Argentina degli anni 20: il libro di Papanikas, storico di origini sarde

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Presso il circolo "Sardi Uniti" di Buenos Aires, lo storico di origine sarde Dimitri Papanikas ha presentato il suo volume in corso di ultimazione dal titolo "Por la Raza y por el Capital. La invención de la identidad en un país de inmigrantes. Argentina 1916-1930". Dato il grande interesse riscosso rispetto ai temi trattati, la conferenza è stata trasmessa in tutto il paese sulle frequenze di Radio El Pueblo. Tema centrale del libro del dott. Papanikas è la storia della connotazione del tradizionale modello migratorio argentino in chiave ultranazionalista e della sua strumentalizzazione da parte della classe politica e intellettuale dei primi decenni del secolo scorso. In particolare sono state analizzate le tecniche di «invenzione della nazionalità e della tradizione» come strumento escludente la diversità finalizzato alla costruzione di una società omogenea e disciplinata. Una ridiscussione critica dei processi di costruzione di uno tra i più efficaci, ma anche controversi, miti fondativi della Nazione. In Argentina da due anni, allo storico sardo è stata concessa la possibilità di accedere ad alcuni tra i più importanti archivi storici del paese (Archivo General de la Nación, Archivo de la Cancillería del Estado e Archivo del Ministerio de Asuntos Exteriores y Culto) con il fine della preparazione del suo volume per conto del Dipartimento di Storia Contemporanea dell’Universidad Autonoma di Madrid (España). Contestualmente, per i microfoni di Radio Nacional Argentina Fm Classica, Papanikas è stato autore e conduttore di un ciclo di puntate dedicate alla musica italiana d’autore per il programma "Futuro Antiguo". Un programma attraverso il quale è stata offerta al pubblico argentino la possibilità di conoscere alcune tra le più interessanti realtà appartenenti alla tradizione musicale europea tra cui ampio spazio è stato dedicato alla musica tradizionale della Sardegna. Artisti come Tenores di Bitti, Luigi Lai, Claudio Sanna e i Calic di Alghero ma anche una serie di canti provenienti dai repertori liturgici di numerose realtà locali dell’isola hanno trovato spazio in un programma che ha riscosso grande interesse presso pubblico e critica in tutta Argentina.

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