Continuità territoriale: sui voli aerei le tariffe per i sardi sono ingiuste

di Annalisa Bernardini *

 

Posti esauriti, voli concentrati solo in alcuni orari e tariffe che non scendono nonostante il calo del costo del carburante. Questi i nuovi problemi che i sardi devono affrontare sulla continuità territoriale. Nuove nubi sulla continuità territoriale nei collegamenti aerei da e per la Sardegna. Questa volta i problemi riguardano la frequenza dei voli, che secondo il bando dovrebbero essere ben distribuiti per ogni fascia oraria. Il costo del biglietto, inoltre, avrebbe dovuto subire una riduzione consistente grazie al calo del prezzo del petrolio, cosa che però non si è mai realizzata. Il problema di fondo, però, rimane quello dei controlli sull’applicazione delle regole. «Partire da Cagliari per Roma la mattina è diventato impossibile », denunciano alcuni passeggeri che sottolineano come i primi voli della giornata siano sempre pieni perché appunto concentrati solo in alcune ore. Prendendo come riferimento la rotta più gettonata dai sardi, quella che collega Elmas a Fiumicino, ad esempio, l’ultimo decreto che disciplina la continuità territoriale prevede a giugno 12 collegamenti minimi giornalieri, ad eccezione del venerdì quando i voli garantiti devono essere almeno 13. Per rendere effettiva la continuità, però, le rotte devono essere distribuite nell’arco della giornata secondo lo schema stabilito dal decreto. In particolare nella prima fascia, quella utilizzata soprattutto per gli spostamenti di lavoro con rientro in giornata, dovrebbe essere previsto un volo alle 6.30, uno dalle 7 alle 7.30, un altro dalle 7.30 alle 8 e ancora uno dalle 8.15 alle 8.45 e dalle 9 alle 9.30. Il volo successivo dovrebbe poi essere previsto dopo le 12 e uno ogni ora sino alle 16. Gli ultimi due della giornata dalle 18 alle 18.30 e dalle 20.30 alle 21. Guardando il piano voli delle compagnie che gestiscono i collegamenti sottoposti agli oneri di servizio pubblico, ovvero Alitalia, Airone e Meridiana, i collegamenti garantiti sono effettivamente 12, ma concentrati in certi orari. Ed ecco che chi non riesce a prendere i soli due voli del mattino (Alitalia con partenza alle 6.30 e Meridiana alle 7.30) non riesce ad arrivare a Roma prima di metà giornata. Problema che si presenta anche sugli orari degli altri collegamenti con la Penisola. Ma chi dovrebbe controllare? Prendendo come base sempre il decreto sulla continuità territoriale, le compagnie dovrebbero presentare il piano operativo dei voli almeno 60 giorni prima dell’inizio della stagione estiva o invernale. Un lasso di tempo che dovrebbe consentire sia alla Regione che all’Enac di controllare e intervenire. Il bando prevede infatti che sia un apposito comitato presieduto dall’assessore regionale ai trasporti a vigilare sulla corretta applicazione delle regole imposte dagli oneri del servizio pubblico, comitato che è stato rinnovato solo qualche giorno fa e che prenderà piena attività nei prossimi giorni. «Stiamo predisponendo un richiamo alle compagnie affinché adeguino il piano voli», fanno sapere dall’assessorato regionale. Mentre l’ufficio stampa di Alitalia e AirOne, ora unite in Cai, ha assicurato che i voli rispetteranno gli orari previsti dal bando a partire dal prossimo primo luglio. Ma il problema degli orari non è l’unico a minare la continuità nei collegamenti con la Penisola dei viaggiatori sardi. Secondo una fonte bene informata, infatti, a febbraio il ministero dei Trasporti avrebbe stabilito, su richiesta della Regione Sardegna e dell’Enac, un taglio delle tariffe in continuità territoriale grazie al calo del prezzo del carburante. Riduzione anche consistente: previsti anche 8 euro in meno sulla tratta Cagliari-Roma. Nel trimestre da dicembre 2008 a febbraio 2009, infatti, il costo del greggio è oscillato tra i 34, i 41 e i 38 dollari al barile. La riduzione, però, non è mai diventata operativa e anzi la Regione puntualizza che il provvedimento non sia stato ancora adottato dal Governo. «Abbiamo avviato la procedura e dopo le necessarie verifiche adesso abbiamo sollecitato l’intervento del ministero affinché riduca effettivamente le tariffe». In questi giorni, però, il prezzo del petrolio è tornato a salire, superando anche la soglia dei 70 dollari. Il dubbio è quindi che i controlli non siano stati tempestivi e che la richiesta, arrivata troppo tardi, abbia messo a rischio, ancora una volta, il diritto dei sardi alla continuità territoriale.

 

* Unione Sarda

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