Sull'isola d'Elba, il 14 giugno, la "Sartiglietta": lo spettacolo dei cavalieri sardi

di Patrizia Cucca

Il coraggio, l’abilità e l’orgoglio dei mini cavalieri in sella agli irrequieti cavallini della Giara. Il fascino di una giostra equestre preceduta dalla suggestiva cerimonia della vestizione e accompagnata dal corteo di mini tamburini e mini trombetteri. In due parole: la Sartiglietta di Oristano. A portarla per la prima volta all’Elba, il 14 giugno prossimo, è l’Associazione Sarda "Bruno Cucca", che dal 2007 si prodiga per rinsaldare il legame tra l’Elba e la Sardegna attraverso iniziative che promuovono le tradizioni e la cultura dell’antica Icnusa.
La Festa in onore della Sardegna e degli oltre 1500 sardi che tra l’Ottocento e il Novecento sono emigrati sulla maggiore delle isole toscane si articolerà in due giorni, a Portoferraio. I festeggiamenti si apriranno, infatti, sabato 13 giugno con l’allestimento, in Piazza della Repubblica, di stand enogastronomici, grazie ai quali sarà possibile gustare piatti, salumi e formaggi tipici della Sardegna. Evento clou della serata, il concerto di Maria Giovanna Cherchi, tra le voci più apprezzate nel panorama della musica popolare sarda. La cantante – che nonostante la giovane età ha già pubblicato quattro album – si esibirà accompagnata da Tore Niedda (chitarra e voce) e Paolo Poddighe (tastiere). Domenica 14 viale Manzoni, ai piedi delle imponenti Fortezze Medicee, farà da cornice alla Sartiglietta, regina delle feste di Oristano. Protagonisti della manifestazione parallela alla Sartiglia, ma non di secondaria importanza, giovanissimi tamburini, trombettieri e cavalieri. Questi ultimi si cimenteranno in acrobatiche e spettacolari evoluzioni in sella ad irruenti cavallini. 13 i cavalli e 35 tra cavalieri e accompagnatori che si esibiranno nella Corsa alla Stella (lanciato al galoppo il destriero, il cavaliere dovrà cercare di centrare con la lancia un anello sospeso lungo il percorso), unita a prove di destrezza ed eleganza (le pariglie). Singolare che nello scenografico torneo equestre siano coinvolti ragazzi dai 10 ai 18 anni, tutti provetti cavalieri a dispetto dell’età. Legata in origine ad una giostra militare saracena, la Sartiglia fu appresa probabilmente dai cavalieri cristiani della seconda crociata e importata in Europa nel XII secolo. I giochi, utili alla preparazione delle reclute di cavalleria, ebbero larga diffusione in Spagna e da qui introdotti in Sardegna grazie ai legami tra la corte d’Arborea e quella Aragonese. Il nome deriva dal castigliano Sortija, a sua volta legato al latino sorticola (anello), diminutivo di sors (fortuna). Sospesa tra cultura, tradizione e religiosità popolare, la Sartiglia (giunta quest’anno alla 544esima edizione ufficiale) è una manifestazione dal cui andamento si traggono auspici per l’economia agricola e artigiana di Oristano e del suo entroterra. La Sartiglietta si deve ad Antonio Casu, vecchio sartigliante che agli inizi degli anni Ottanta concepì l’idea di avvicinare alle tradizioni equestri i giovanissimi. Il gruppo venne denominato "Giara Club Is Pariglias" dal nome dei resistentissimi cavallini utilizzati, che vivono ancora allo stato brado nella Giara di Gesturi. La due giorni elbana si avvale del patrocinio, del contributo e della collaborazione del Comune di Portoferraio, del Comune e della Provincia di Oristano e della Regione Sardegna.

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