Il Gremio Sardo di Piacenza ha ricordato Giovanni Maria Angioy

di Paolo Pulina

La Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI), nel predisporre, negli ultimi anni, i cosiddetti "progetti regionali annuali" – cioè  serie di iniziative, da realizzarsi da parte  dei 70 circoli associati, incentrate sull’approfondimento di una figura o di un momento o di un problema della storia e della cultura della Sardegna -, ha spesso preso lo spunto da qualche significativa ricorrenza, da qualche importante anniversario. Nel 2003, nel bicentenario della nascita, un ciclo di conferenze è stato dedicato all’archeologo e linguista Giovanni Spano (1803-1878); nel 2004, a cent’anni di distanza,  si sono commemorati i fatti di Buggerru (1904); nel 2005, nel trentesimo della morte, sono stati ricordati tre autonomisti sardi: Emilio Lussu (1890-1975), Camillo Bellieni  (1893-1975) e Paolo Dettori (1926-1975). Nel 2006  è stato celebrato l’ "anno deleddiano": nel 1926 Grazia Deledda  ha ricevuto  il Nobel per la letteratura e nel 1936 è morta (era nata nel 1871). Nel 2007 l’occasione celebrativa è stata offerta dalla ricorrenza del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi (1807-1882). Nel 2008 l’attenzione è stata rivolta a lumeggiare, nel bicentenario della morte,  la figura leggendaria di Giovanni Maria Angioy (Bono, 21 ottobre 1751 – Parigi, 22 febbraio 1808). Oltre il circolo sardo di Marchirolo, a lui intitolato (non a caso: sia lo "storico" presidente Giuseppe Olivas sia l’attuale presidente Gianfranca Canu  sono, insieme a molti altri soci, originari di Bono), hanno organizzato conferenze storiche sull’epopea angioiana i circoli di  Pavia, Cremona, Vimodrone, Livorno, Ostia, Ciampino; altre associazioni  (Rivoli, Vercelli, Gattinara) hanno presentato spettacoli teatrali o proiettato audiovisivi (Biella). Nel pomeriggio di sabato  23 maggio questo ciclo di interventi è stato chiuso in bellezza dal gremio sardo "Efisio Tola" di Piacenza, presieduto da Rino Enne, presso l’accogliente sala "La Veggioletta" della Banca di Piacenza, con una iniziativa  di studio che ha avuto il patrocinio della Regione Sardegna-Assessorato del Lavoro, della FASI, della Provincia e del Comune di Piacenza. Relatore magistrale nell’occasione è stato Luciano Carta, che nella sua ampia disamina ha attinto agli studi da lui pubblicati  sugli avvenimenti sardi di fine Settecento e in particolare sul triennio rivoluzionario 1793-1796. Il recente volume (2008) "Parabola di una Rivoluzione:  Giovanni Maria Angioy tra Sardegna e Piemonte", edito  da Aìsara Editrice di Cagliari  per iniziativa della Fondazione Istituto Storico "Giuseppe Siotto", contiene una prefazione di Aldo Accardo e un lungo saggio introduttivo (oltre 70 pagine) di Carta, e propone un ricchissimo corpus documentario, di 530 pagine, a cura di Alberigo Lo Faso di Serradifalco. Il ricercatore, generale in pensione, ha condotto un’indagine a tutto campo in tutte le sezioni dell’Archivio di Stato di Torino in cui ragionevolmente potevano essere conservati i documenti relativi alle vicende del triennio rivoluzionario sardo e, in particolare, per gli anni 1797 e 1798, quelli attinenti al personaggio-chiave Giovanni Maria Angioy. Carta è altresì curatore di un volume (edito qualche anno fa dal Centro Studi Filologici /Cuec di Cagliari) in cui viene  proposta l’edizione critica de "Su patriota sardu a sos feudatarios" (definito canonicamente come "la Marsigliese sarda") attraverso una certosina verifica filologica e una accurata analisi linguistica di tutte le diverse trascrizioni a stampa che di esso sono state realizzate, a partire dalla prima, collocabile tra la fine del 1795 e gli inizi del 1796, nel quadro del triennio rivoluzionario sardo.  Nel libro le 47 ottave di Francesco Ignazio Mannu (nato a Ozieri nel 1758 e morto a Cagliari nel 1839),   l’apparato critico e il commento linguistico e il glossario sono precedute da uno studio di Carta che si sviluppa per oltre 250 pagine, a presentare non solo il profilo dell’autore del canto della "sarda rivoluzione", le caratteristiche formali e la parafrasi dell’inno antifeudale, ma anche le "cinque domande", rivolte ai Savoia e rivendicanti l’identità nazionale della Sardegna, dopo che il popolo sardo in armi aveva respinto l’invasione francese; l’insurrezione cagliaritana del 28 aprile 1794 con conseguente cacciata dei piemontesi (in ricordo della quale il popolo sardo celebra ogni anno "Sa Die de sa Sardigna"); il partito patriottico fra riformismo e reazione; e naturalmente prima la posizione di Alternos e poi di sconfitto e di perseguitato in cui viene a collocarsi Giovanni Maria Angioy nel corso di tutti questi agitati avvenimenti. Oltre che per queste indispensabili opere  storiche (Carta ha ricordato anche l’ancora insuperata biografia di Angioy, scritta da Dionigi Scano, "La vita e i tempi di Giommaria Angioy", la cui più recente edizione reca una illuminante prefazione di Federico Francioni), oltre che per i documenti  recentemente ritrovati che chiariscono alcuni momenti della biografia dell’Angioy (in particolare la rocambolesca  fuga da Casale Monferrato verso Genova e poi verso la Francia, quindi fuori degli "infidi"  territori di terraferma del Regno di Sardegna), a Piacenza c’è stato spazio per citare le opere storiche di un cultore quasi compaesano (era nato a Esporlatu ed è scomparso qualche anno fa) delle  vicende del mitico Angioy  (si tratta di Pietro Paolo Tilocca che ha scritto, tra l’altro,  "I moti antifeudali in Sardegna. La Sardegna e la casa Savoia. La figura di Giovanni Maria Angioy nel bicentenario della rivoluzione francese" e "Giommaria Angioy, il più illustre martire laico sardo")  e per segnalare le quasi cento ottave in logudorese che ad Angioy ha dedicato il compaesano Costantino Bussu (nato a Bono nel 1923) nel volume intitolato "Giovanni Maria Angioy, vittima di patriottismo", che riprende una famosa definizione dello scrittore francese Valery (Antoine-Claude Pasquin, 1789-1847) nel suo "Viaggio in Sardegna", uscito in Francia negli anni 1837-1838, a seguito di una visita nell’isola effettuata dall’autore nel 1834.

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