Le pari opportunità in Sardegna? la commissione regionale è ormai inadeguata

di Oriana Putzolu

La legge regionale per le Pari Opportunità non corrisponde più alle esigenze della società sarda ed è necessaria una sua radicale revisione. A 20 anni esatti dall’approvazione della legge regionale – l’istituzione della Commissione regionale per la realizzazione della parità tra uomini e donne – le trasformazioni sociali e i limiti attuativi mostrati dalla normativa in vigore ne richiedono una nuova stesura. La Commissione, infatti, non è più rappresentativa della società sarda. Il preponderante parere dei partiti nell’elezione della Commissione lascia fuori sistematicamente da questo organismo fasce sempre più ampie di realtà impegnate a fianco delle donne: come mondo del volontariato, sindacato, associazionismo organizzato di varia ispirazione e cultura. Inoltre, anziché onnicomprensive funzioni, sarebbe opportuno attribuire alla Commissione esclusivamente compiti di promozione, proposta, indirizzo, ricerca e iniziativa legislativa sulla condizione femminile. La nuova Commissione per la Parità in Sardegna dovrà farsi carico principalmente di diffondere una vera capillare cultura della parità uomo-donna, oggi pressoché inesistente in una Regione dove la prima a sacrificarsi, la discriminata per natura, è la donna: in famiglia, nel lavoro, nello sport, nelle professioni. La discriminazione femminile in Sardegna nel lavoro è fotografata nella sua drammaticità dall’ultima rilevazione Istat relativa al quarto trimestre 2008. Le forze lavoro (gli attivi nel mercato del lavoro) sono 696.000, di cui donne solamente 276.000. Gli occupati complessivamente 611.000: 379.000 uomini (tasso di occupazione 64,4%) e 232.000 donne (40,4%). Il tasso di disoccupazione maschile è 9,8%, quello femminile 15,9%. Né può restare, inoltre, esclusa dall’iniziativa culturale della Commissione la condizione delle casalinghe, delle donne che dedicano totalmente – senza diritti e riconoscimenti – la loro esistenza all’assistenza di un figlio disabile e di un anziano. In una Commissione di programmazione, proposta e ricerca "riferimento della Giunta regionale per ogni tematica al femminile" può trovare spazio anche la presenza di uno o più rappresentanti uomini. La cultura della pari opportunità riguarda, infatti, i due generi.

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