Concerto "Amistade" a Vigevano per ricordare Fabrizio De Andrè

di Sabrina Schiesaro (da unionesarda.it)

L’anima sarda di De Andrè è emersa con tutta la sua forza sulle note del concerto Amistade, al teatro Cagnoni di Vigevano (Pavia). Sul palco, Erika Santoru e i Khorakhanè, circondati dal gruppo Gent’Arrubia, che hanno interpretato in modo personalissimo i brani più conosciuti del Faber. Il ricavato della manifestazione, organizzata dalla sezione femminile del Lions club Vigevano Sforzesco, è stato devoluto in beneficenza. Canzoni senza tempo come Volta la carta, Coda di lupo, Andrea, Il pescatore si sono unite alla fantasia dei ballerini di Gent’Arrubia che le hanno trasformate in base per un accenno di balli sardi. E così, vestendo gli abiti tradizionali di Oristano, Silì, Paulilatino, Chiaramonti, Cabras, Maracalagonis, hanno danzato Su dillu, passu torrau e scottis in coreografie che, come hanno spiegato Angelo Bianchini e Roberto Carrus, responsabili del gruppo (con sede ad Abbiategrasso, Milano), «cercano di interpretare il testo, ad esempio indossando la maschera di su componidori o utilizzando i nastri colorati che appartengono alla tradizione sarda da secoli». Divulgare la cultura dell’Isola e trasformarla in materia di studio è il loro obiettivo: «Il nostro lavoro scivola nella contaminazione: si tratta di un adattamento di passi alla musica e lavorare in un contesto così bello è stato molto facile». Uno spettacolo creato qualche anno fa che ora ha trovato un’occasione di esporsi attraverso la collaborazione con i Khorakhanè (il nome, in serbo croato antico, significa "lettore osservante del Corano"), gruppo piemontese guidato da Gualtiero Alladio, con una cantante di origine sassarese, Erika Santoru: «Mi sento sarda, anzi sardissima. Con un padre di Thiesi non posso non amare quella terra magnifica e il mio entusiasmo è anche nelle canzoni che canto». Con la sua voce potente ed emozionante che non prova a imitare il cantautore genovese ma raccoglie la sua grande eredità artistica si è esibita in oltre venti brani e ha omaggiato la città di Vigevano con una dedica su Non potho reposare, che solitamente non viene eseguita in questi concerti. E il pubblico, che ha riempito platea, loggione e palchi facendo registrare il tutto esaurito al teatro, ha dato un contributo alla beneficenza, come ha spiegato Daniela Tira, presidente del Lions: «I fondi raccolti in questa serata sono destinati all’acquisto di un mezzo per le mamme e i bambini ospiti della Casa famiglia delle suore pianzoline. Per noi è stato anche un modo per mettere in luce la grande opera di De Andrè e ricreare le situazioni che ha vissuto nella sua amata Sardegna».

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